Ambiente
AMBIENTALISTI PERPLESSI
AMBIENTALISTI PERPLESSI
Capaccio Paestum, impianto biometano a Via Gaiarda: "Molte criticità, residenti e imprenditori preoccupati"
Comunicato Stampa
09 marzo 2026 08:51
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CAPACCIO PAESTUM. Cittadini, imprenditori agricoli e turistici della zona chiedono all'Amministrazione comunale retta dal sindaco, Gaetano Paolino, ed ai responsabili apicali, di prendere posizione, di fare delle scelte, di tenere in debito conto il grave danno che potrebbero arrecare ai residenti, qualora approvassero il progetto, non solo in termini patrimoniali ma anche in termini di benessere personale e ambientale: a quel punto, i risvolti potrebbero essere imprevedibili. Lo si legge in una nota inviata, alla nostra redazione, dall'Associazione 'Cittadinanza Attiva' e dal Comitato 'Ambiente e Territorio' locali.

La località Gaiarda è uno dei pochi contesti agricoli ancora integri del territorio comunale di Capaccio Paestum, dove negli ultimi anni cittadini e imprenditori hanno investito in iniziative turistiche e residenziali proprio per la qualità ambientale del luogo. In questi giorni, una discutibile strategia comunicativa prova ad attenuare, artificiosamente, la percezione collettiva su di un impianto chimico installato in una delle ultime aree agricole del nostro territorio, con un alto valore culturale, paesaggistico e vincolistico.

Il progetto presenta serie e preoccupanti criticità tecniche, urbanistiche e ambientali: servono verifiche approfondite, risposte concrete e non una trasparenza puramente formale. Non è il tempo dell'attesa, il territorio ha bisogno di regole, deve essere rispettato e non violentato selvaggiamente. Andiamo ad evidenziare solo alcune delle criticità che ai decisori sono, probabilmente, sfuggire:

VINCOLI PAESAGGISTICI e CULTURALI

1. La relazione progettuale descrive l’area interessata come un contesto con poche abitazioni sparse, che la rende consona ad attività industriali, premessa fuorviante in quanto nella zona insistono aziende agricole e casearie, abitazioni e ville residenziali oltre a diverse strutture ricettive frequentate anche da clientela internazionale. Tra queste figurano strutture come Villa Andrea e Residence Giancasare, oltre a numerosi B&B ubicate in collina con affaccio sulla pianura o immersi nel paesaggio rurale.

2. L'ufficio Urbanistica ha già dichiarato l'area interessata, sottoposta a vincolo di protezione delle bellezze naturali, ricadente quindi in un contesto paesaggistico tutelato ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004, e area sottoposta a vincolo di tutela dei corpi idrici (nonostante questo la Committenza ha deciso di proseguire l'iter autorizzativo).

3. Un’area prossima a siti di rilevanza internazionale come il sito archeologico di Paestum, distante circa 2,3 chilometri, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, a poco più di un chilometro. Un’area riconosciuta a livello internazionale come Riserva della Biosfera, Patrimonio Mondiale UNESCO e Geoparco Globale, luogo, in passato, di importanti scoperte archeologiche.

CRITICITÀ TECNICHE

1. Si è appurata l’assenza di calcoli per il dimensionamento dei principali impianti del sito

2. La mancanza di elaborati relativi alle reti tecnologiche e l’assenza di schemi dettagliati dell’impianto di trattamento delle acque meteoriche, questo potrebbe portare ad uno smaltimento tal quale di acque percolaticce nei canali consortili e quindi nei recettori sensibili più vicini. 

3. L'utilizzo di uno delle biomasse a più alto impatto odorigeno, la pollina.

4. I potenziali rischi sanitari, relativi alla produzione naturale di bioaerosol, si limitano a dati bibliografici, quindi non rispondenti alla realtà.

5. Non è chiara la quantità di biomasse stoccate, infatti potrebbe essere quantitativamente e pericolosamente superiore alla quantità trattata.

CRITICITÀ URBANISTICHE

1. Difformita con il Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale del 2018. Il regolamento prevede infatti, per impianti di questa classe, distanze minime di 30 metri dai confini e 100 metri dalle abitazioni sparse. Nel progetto alcuni fermentatori risultano collocati a distanze inferiori. Inoltre diversi edifici previsti nel complesso vengono classificati come “volumi tecnici”, categoria che secondo la normativa dovrebbe riguardare esclusivamente spazi privi di autonomia funzionale destinati a ospitare impianti al servizio di un edificio.

2. Carenza infrastrutturale che rende l'area non idonea

“Non siamo contro lo sviluppo o le energie rinnovabili – spiegano alcuni cittadini – ma un impianto di queste dimensioni deve essere valutato con grande attenzione, nel rispetto delle norme e delle caratteristiche del territorio”. Ribadiamo un concetto importante che potrebbe avere delle conseguenze spiacevoli. Molte persone hanno scelto di vivere o investire qui proprio per la qualità ambientale e paesaggistica del luogo. È legittimo chiedersi quali possano essere le conseguenze di un intervento industriale di questa portata”.

La richiesta - Presa di posizione a favore dei cittadini, verifiche tecniche approfondite, venga garantito un confronto pubblico con le istituzioni. “Il futuro di un territorio non può essere deciso senza informazione, trasparenza e partecipazione”.



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