Economia
PIANO IN ISTRUTTORIA
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Capaccio Paestum, la relazione della Corte dei Conti al Parlamento sulla crisi finanziaria dell’ente
Alfonso Stile
16 marzo 2026 18:09
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CAPACCIO PAESTUM. Le Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti ha presentato, al Parlamento, l’annuale Relazione sui comuni italiani in situazione di crisi finanziaria. Nel documento di oltre 400 pagine depositato a fine febbraio scorso, a firma del presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, e dei relatori Elena Tomassini, Marcello Degni, Giampiero Maria Gallo e Stefania Anna Dorigo, compare per la prima volta anche il Comune di Capaccio Paestum (Sa), classificato tra le nuove procedure di crisi attivate nel 2025, per una massa passiva complessiva calcolata in 58.998.407 euro (per un passivo pro capite di 2.638 euro).

La massa passiva di Capaccio Paestum è la più alta tra le procedure attive in provincia dopo Salerno (169.900.000 euro, già stipulato Patto con il Governo) e Cava de' Tirreni (59.242.217), che però annoverano rispettivamente 128.671 e 51.101 abitanti.

La Corte dei Conti, nel dichiarare ancora “in istruttoria” la valutazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale approvato dal Consiglio comunale di Capaccio Paestum a fine 2024, fornisce al Parlamento un eloquente aggiornamento sulla posizione dell’ente civico salernitano, che riportiamo, di seguito, integralmente.

LA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI - Il Comune di Capaccio Paestum (22.364 abitanti in Provincia di Salerno) ha attivato la procedura di riequilibrio con deliberazione n. 66 del 28 ottobre 2024 e ha approvato il Piano, della durata di 20 anni (2024-2043), con deliberazione n. 94 del 30 dicembre 2024.

Il Sindaco del Comune è stato arrestato nell’ottobre del 2024, nel contesto di un’indagine per appalti truccati. Il Sindaco era stato eletto a maggio 2019 e riconfermato a giugno 2024 con l’87,3% dei voti. La vicenda giudiziaria, come spesso accade in questi casi, si intreccia con le condizioni finanziarie, molto critiche, del Comune (la certificazione del revisore attesta a febbraio 2024 un “disavanzo milionario”) e dalle richieste della minoranza al sindaco di “fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni”.

Di lì a pochi giorni viene attivata una PRFP, scelta obbligata in seguito all’approvazione del rendiconto 2023248, che ha certificato un disavanzo complessivo per -40.932.761 euro.

Il piano prevede l’accesso al Fondo di rotazione nella misura massima consentita (6.709.200 euro). Già a febbraio 2024 la Sezione regionale, nell’ambito del controllo sugli equilibri di bilancio, aveva evidenziato molte criticità: sulle modalità di determinazione della cassa vincolata (dal 2015 al 2022), sulla mancata ricostituzione delle anticipazioni di cassa utilizzate, sul ritardo nei pagamenti dei debiti, sul sottodimensionamento ed errori nella determinazione del Fondo garanzia crediti commerciali, del FCDE, del FAL, del Fondo contenzioso e del Fondo perdite società partecipate. 

All’attivazione della procedura ne prende atto (deliberazione n. 17 del 16 gennaio 2025) e si riserva ogni ulteriore valutazione in seguito all’approvazione del Piano. Il rendiconto 2023 evidenzia, come si è detto, un risultato di amministrazione (E) pari a -40.932.761 euro. L’importo comprende anche il maggiore disavanzo prodotto dal passaggio al metodo di calcolo ordinario del FCDE che ammonta a 8.571.884 euro, da scorporare (e ripianare in 15 anni a partire dal 2021). Il risultato da considerare è quindi pari a -32.360.876 euro.

A tale disavanzo vanno sommate le ulteriori passività stimate durante la predisposizione del Piano (Fondo rischi contenzioso e spese legali per 15.050.526 euro, Fondo passività potenziali per 3.339.593 euro, DFB da riconoscere per 77.304 euro, Fondo passività pregresse per 1.865.412 euro e la quota di riaccertamento straordinario dei residui per 6.304.694 euro), che portano la consistenza della massa passiva da ripianare a 58.998.407 euro con uno squilibrio pro capite di circa 2.638 euro per abitante.

Il Comune ha provveduto ad aggiornare il FCDE applicando il metodo di calcolo ordinario, portando la sua consistenza a 51.376.110 euro, e ha stimato il debito residuo per la restituzione delle anticipazioni di liquidità in 11.920.378 euro al 31 dicembre 2023.

Le tre principali cause dello squilibrio possono essere riassunte nel basso grado di riscossione delle entrate proprie (sia in conto residui, sia nella gestione di competenza), nell’aggiornamento del Fondo rischi soccombenza relativo al contenzioso e nell’adeguamento del Fondo passività potenziali e Fondo passività pregresse.

Tra le misure ipotizzate nel Piano emerge, sul fronte delle entrate, l’aumento dell’imposta di soggiorno (500.000 euro annui a partire dal 2025); l’aumento della copertura dei costi dei servizi a domanda individuale (principalmente mensa scolastica e impianti sportivi, con un impatto positivo stimato in 208.790 euro annui); l’assegnazione delle concessioni balneari (che porteranno dal 2026 un’entrata straordinaria per 1.935.300 euro e dal 2034 di 9.193.312 euro per concessioni ventennali); il raddoppio del costo della prima ora di sosta dei parcheggi a pagamento (maggiori entrate annuali per 150.000 euro); il potenziamento dell’attività di riscossione delle entrate, mediante l’affidamento (già avvenuto) alla società Advanced System S.p.A. della verifica delle posizioni di 4.050 contribuenti (si stima un aumento del gettito Imu di circa 1.352.927 euro, rispetto agli attuali 8.069.446 euro); l’assoggettamento al canone unico patrimoniale di tutti i passi carrabili, sin ora esentati (maggiori entrate per 150.000 euro annui); l’aggiornamento del valore delle aree edificabili (+70.000 euro annui stimati), l’aumento dei diritti di segreteria (+14.000 euro annui a partire dal 2025) e l’aumento delle entrate per pagamento delle sanzioni da violazioni al Codice della strada, stimato (grazie anche all’aumento dell’organico) in 650.000 euro.

Per quanto riguarda le spese, il Comune indica: lo spazio creato dalla scadenza naturale dei mutui contratti con CDP e con l’Istituto Credito Sportivo; la riduzione dei trasferimenti alle partecipate Paistom, CST e Poseidonia; lo spazio prodotto dalla riduzione delle spese per il personale (pensionamenti nel settore dei lavori pubblici, manutenzione, polizia municipale, settori turismo, politiche sociali e istruzione) e per le spese di economato. Il Fondo di rotazione verrà restituito a partire dall’esercizio 2027.

Con d.P.R. del 24 febbraio 2025 (G.U. n. 59 del 12 marzo 2025) il Consiglio comunale di Capaccio Paestum è stato sciolto per le dimissioni presentate dalla quasi totalità dei Consiglieri (15 su 16) e la provvisoria gestione del Comune è stata affidata ad un Commissario straordinario fino all’insediamento degli organi ordinari, che avverrà in seguito alle elezioni svolte nel mese di maggio 2025.



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