Cronaca
L'APPELLO
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Tragedia di Montecorice, Astone (Aifvs APS): "Servono misure concrete ed efficaci"
Comunicato Stampa
18 marzo 2026 16:04
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MONTECORICE. "Un’altra giovane vita spezzata. Un’altra famiglia distrutta. Un’intera comunità che si ferma, attonita, davanti a un dolore che non dovrebbe esistere". Inizia così il commento di Teresa Astone, referente per i progetti dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada  di Salerno e Cilento (Aifvs APS). "Maria non è solo un nome, è una figlia che non farà ritorno a casa, è un sorriso che si spegne, è un vuoto che nessuno potrà colmare. Avevo avuto modo di conoscerla, seppur per brevi momenti e poche parole. Eppure oggi la sua perdita mi colpisce profondamente, perché ci sono vite che, anche solo sfiorate, lasciano un segno indelebile. In qualità di responsabile AIFVS APS, e Progetti per Deby ma soprattutto come madre, sento questo dolore in maniera intensa e personale. È lo stesso dolore che porto dentro da quasi 18 anni, un dolore che non si supera, ma che si impara, giorno dopo giorno, a sostenere. Oggi, davanti a questa tragedia, si riaccende con tutta la sua forza. Tuttavia, il dolore da solo non basta. Quella strada, come troppe altre, continua a essere teatro di tragedie che non possono più essere liquidate come fatalità. Dietro ogni vita spezzata vi sono responsabilità che non possono e non devono essere ignorate.

A chi ha il dovere di intervenire rivolgo un appello fermo,è necessario agire, subito e con misure concrete ed efficaci. Non si può più attendere. Ogni ritardo può costare un’altra vita. Perché ogni vita persa rappresenta una sconfitta per l’intera collettività. Perché nessuna madre dovrebbe mai trovarsi a sopravvivere a un figlio. Alle famiglie di Maria e Michele esprimo la mia più sincera e profonda vicinanza, in un abbraccio che unisce il ruolo istituzionale e quello, ancor più forte, di madre. Maria, il tuo ricordo resterà vivo nel cuore di chi ti ha conosciuta e anche in chi, come me, ha avuto solo brevi occasioni per incontrarti. Michele, il tuo nome si unisce al suo in un dolore che non dovrebbe appartenere a nessuna famiglia. A voi entrambi rivolgo un pensiero di pace. A noi resta il dovere morale di non dimenticare e di trasformare questo dolore in impegno, responsabilità e cambiamento. Non vi dimenticheremo".



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