Cultura
IL 25 MARZO
IL 25 MARZO
Bcc Capaccio Paestum e Serino, mostra sulle ceramiche di Picasso: presentazione alla Bcc di Napoli
Comunicato Stampa
23 marzo 2026 10:35
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NAPOLI. Mercoledì 25 marzo, alle ore 10:30 presso la sede della BCC Napoli, in Via Miguel Cervantes de Saavedra n.78/86 - Napoli, il presidente della BCC Capaccio Paestum e Serino, ing. Rosario Pingaro; il direttore generale, dott. Giancarlo Manzi; il curatore della mostra prof. Vincenzo Cursaro; presenteranno in anteprima la mostra "Picasso. Ceramiche dalla fornace di Vallauris", che sarà inaugurata domenica 19 aprile alle ore 17:30 e allestita presso la sede centrale di Capaccio Paestum della BCC (via Magna Graecia n. 345 – Capaccio Scalo). Interverrà alla presentazione il prof. Massimo Bignardi, già docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Siena.

In esposizione otto ceramiche, in particolare piatti, provenienti dalla fornace Madura di Vallauris, appartenenti della serie prodotta dall’artista spagnolo e da Alain Ramié per le Edizioni ceramiche di Picasso, tra il 1952 e il 1968, data quest’ultima alla quale va restituita la piccola formella in terracotta ingobbiata Personaggio e cavaliere. Il percorso espositivo si apre con una linogravure originale di Picasso, Exposition Vallauris 1962, 1962, proveniente da collezione privata unitamente a due gradi fotografie, degli anni Cinquanta, di Arnold Newman.

“Questa mostra in omaggio ad uno dei maggiori interpreti dell’arte del XX secolo – rileva il presidente Pingaro – ci offre l’occasione per saldare il nostro impegno con il territorio pestano e dell’intera area del Cilento, in questi anni sempre di più coinvolta nei grandi movimenti del turismo culturale. È un auspicio, come linea di continuità che la BCC ha fatto sua, convinti, come siamo che ritrovare, aggiornare e implementare momenti d’incontro con la comunità, sia la traccia che rende visibile la nostra presenza nel territorio, nella comunità”.

“Abbiamo la fortuna – evidenzia il direttore Manzi - di lavorare in una struttura, la nostra sede di Capaccio Paestum e Serino (realizzata nel periodo 1982-89), progettata dall’architetto napoletano Nicola Pagliara. L’opera - che ha un indubbio valore artistico come testimoniato da esperti e, da ultimo, da BCC Arte&Cultura il movimento delle Comunità lanciato qualche anno fa dal Gruppo BCC Iccrea di cui siamo parte - ci stimola a mobilitare le energie dei territori in uno degli ambiti principali di sviluppo sostenibile: l’arte e la cultura. Lo facciamo da anni con grande piacere. La esposizione delle ceramiche di Picasso è per noi una importante occasione per alimentare interesse e creatività verso le cose belle e per incentivare talenti, artisti, giovani appassionati. L’intento della mostra su Picasso è anche quello di avere un seguito: un percorso di eventi per promuovere l’arte della ceramica dei nostri territori dando spazio e visibilità a donne, uomini, giovani, nostri Soci e Clienti”.

“Nel luglio del 1946 – scrive Bignardi nel testo al catalogo – in occasione dell’annuale mostra di ceramica allestita al “Nérolium” a Vallauris, Picasso incontra la ceramica ed ove si trasferirà a vivere dal 1948 al 1955, con Françoise Gilot e i figli Claude e la piccola Paloma, nella villa La Galloise. Vallauris, al tempo, era un piccolo centro montano del Dipartimento delle Alpi Marittime della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, conosciuta come “città dei cento vasai”. Alla fine degli anni quaranta contava poco meno di diecimila abitanti, con un’economia di base rurale, soprattutto agricola e artigianale legata alla ceramica.

Due saranno le nuove sperimentazioni che affascineranno l’artista malagueño; da un lato il definitivo calarsi nel mondo alchemico della ceramica, dall’altro la linogravure, una tecnica che aggiorna la xilografia. Due pratiche che lo riportano all’homo faber, al rapporto con le mani e con il mondo delle tradizioni artigiane, soprattutto all’idea del laboratorio al suo essere luogo della creatività corale. Ritrova il linguaggio degli oggetti della quotidianità, le forme dettate dai tempi del tornio e dalla tradizione di chi produce stoviglie, la magia del fuoco che rende preziosa la terra: riscopre, essenzialmente, la densità del mito, la forza degli archetipi, il valore delle manualità povere, quelle della sua Malaga, della Catalogna, del mondo mediterraneo che è stato il mare di Ulisse, assunto ora come lievito di una nuova stagione creativa. Rimpagina un repertorio iconografico di fondazione mitologica che si serve di un dizionario minimo, di poche figure che riescono ad elaborare una narrativa ampia, senza mai cedere a stanche ripetizioni. Recupera, come testimonia la piccola formella in terracotta la pittura a figure rosse, propria dei vasi paestani. Inizialmente è il decoro, l’esercizio della pittura a irrompere nella piccola fabbrica Madoura dei coniugi Suzanne e Georges Ramié a Vallauris; poi, con la complicità del torniante, l’elaborazione di un’infinita gamma di bottiglie e di vasi ai quali fa assumere forme e profili di figure, portati a galla dopo un tuffo negli abissi del mito, o strappate ai riti dionisiaci del mondo popolare mediterraneo.[...]”

Con questa, iniziativa la Banca conferma il proprio impegno nella promozione della cultura quale leva di sviluppo sociale ed economico del territorio. L’arte, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale di dialogo e crescita collettiva, capace di generare valore condiviso e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Attraverso eventi di rilievo come questa mostra dedicata a Pablo Picasso, la BCC intende contribuire attivamente alla diffusione del patrimonio artistico e alla valorizzazione del territorio pestano e cilentano, favorendo occasioni di incontro aperte a cittadini, istituzioni e visitatori.



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