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Musica, artista cilentano Katire omaggia Gino Paoli reinterpretando 'Averti Addosso'
Redazione
24 marzo 2026 12:35
Eye
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AGROPOLI. È disponibile su tutte le piattaforme digitali la nuova produzione di Katire: la sua intensa reinterpretazione di “Averti Addosso”, brano firmato dal grande Gino Paoli, scomparso oggi all'età di 91 anni. È la sua prima cover in assoluto. E già questo dice tanto. Fin da quando ha iniziato a scrivere musica, Katire — cantautore campano dalla cifra colta e viscerale — non si era mai confrontato con opere di altri artisti. Una scelta dettata da un rispetto quasi sacrale per la musica altrui. La ascolta ancora oggi rigorosamente in cuffia, per non perdere nulla del lavoro sviluppato in studio: ogni suono, ogni scelta timbrica, ogni dettaglio produttivo.

Racconta ai nostri microfoni: “Dopo diversi anni di attività, ad ogni ascolto è come se assistessi ai diversi processi di lavorazione di una song. Ancora oggi ascolto canzoni che ascoltavo da ragazzino con il medesimo approccio. I miei ascolti sono tecnici, consapevoli, competenti… per questo motivo la musica difficilmente mi rilassa. Anzi, è tale la mia concentrazione che ne esco stanco, distrutto. Ma ne vale sempre la pena, perché gli autori che scelgo sono guida, riferimento tecnico, musicale ed intellettuale”.

Nel suo mondo musicale non c’è spazio per superficialità o idiozia. Anche quando il suono si fa più leggero, la scrittura resta densa, attenta ai disagi sociali del nostro tempo, capace di restituire una fotografia nitida e mai banale della realtà. Una sensibilità che porta con sé il calore, l’intensità e l’onestà espressiva della sua terra. La scelta di confrontarsi con un colosso della canzone italiana come Gino Paoli non è casuale. C’è un aneddoto che lega idealmente Katire al maestro. Un tempo, per certificarsi autori della parte letteraria in S.I.A.E., era necessario sostenere un esame scritto. A Katire capitò come traccia “Il cielo in una stanza”: in quaranta minuti doveva smontarne la struttura poetica e ricomporre un nuovo testo, rispettandone metrica e architettura. Superò l’esame. Il resto è storia del suo percorso artistico.

E poi c’è il ricordo personale. Nel 1984, anno di pubblicazione di “Averti Addosso”, Katire tornava da scuola e consumava il vinile di quel brano. Lo ascoltava fino a farlo diventare parte del suo immaginario emotivo. Oggi quella stessa emozione torna, ma filtrata da anni di studio, ricerca e identità musicale costruita passo dopo passo. La sua versione è un omaggio appassionato, sincero, riconoscente. Un tributo alla musica d’autore di spessore e alla poesia matura. Katire attraversa il brano con la propria impronta stilistica: dal jazz al melodico, dal ritmo più contemporaneo alle incursioni degli strumenti a fiato, senza mai tradire l’eleganza originaria. La chitarra nylon è affidata al chitarrista statunitense Gigi Borrelli, che firma suono, tocco e interpretazione. Dopo aver ascoltato il lavoro ancora in fase di produzione, ha dichiarato di sentirsi onorato di partecipare a un disco di tale bellezza. Il suo contributo impreziosisce il brano e conferma, ancora una volta, il fiuto infallibile di Katire nella scelta dei collaboratori. Con questa uscita, disponibile su YouTube music, Spotify e i principali negozi digitali di musica, il cantautore campano compie un passo nuovo e coraggioso: confrontarsi con un classico della musica italiana e restituirlo al pubblico con rispetto, consapevolezza tecnica e un’identità sonora profondamente personale. Un gesto d’amore verso la grande canzone d’autore, fatto con l’umiltà di chi sa da dove viene e con la forza di chi sa dove vuole andare.



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