SALERNO. Durante la conferenza dei capigruppo in Provincia programmata per questa mattina, il consigliere Aliberti ha abbandonato la riunione per l’atteggiamento antidemocratico grave di alcuni consiglieri.
Il consigliere provinciale e capogruppo FI, Noi Moderati e Lega, Pasquale Aliberti: “Durante l’incontro, è emerso che la mozione da me protocollata in data 20 febbraio 2026 non risultava inserita tra i punti dall’ordine del giorno. Solo in un secondo momento la mozione è stata individuata, ma anziché procedere al suo inserimento, è stato addirittura proposto di valutare e discutere se inserirla o meno all’ordine del giorno.
Quanto accaduto è la dimostrazione evidente di un sistema antidemocratico nel quale pochi decidono per tutti, senza alcun rispetto per il ruolo dei consiglieri eletti in Provincia dove non dovrebbe esistere distinzione tra maggioranza e opposizione. C’era di certo la volontà di non inserire formalmente la mozione all’ordine del giorno per i contenuti scomodi riportati nella stessa: al di là della richiesta di indizione immediata delle elezioni per il Presidente, stabilita nel 4 maggio prossimo, venivano infatti sollevate questioni di legittimità particolarmente rilevanti, come l’eventuale revoca delle deleghe conferite ai consiglieri provinciali, nonché il tema dell’indennità di carica per il ruolo vicario ricoperto in passato e attualmente dal vicepresidente Guzzo. A mio avviso la legge Delrio, trattandosi di una funzione di sostituzione temporanea e non piena del Presidente, non parla della possibilità di ricevere indennità di carica, eppure quella di Guzzo sembra una gestione in cui il vicepresidente esercita in maniera piena le funzioni del Presidente, con tutte le implicazioni che ne derivano.
Un atteggiamento antidemocratico che ritroveremo qualora venisse eletto De Luca Sindaco di Salerno e il candidato di ala deluchiana, alla presidenza della Provincia: con ogni probabilità De Luca, non si limiterà al ruolo di sindaco, ma determinerà anche le scelte in Provincia, arrivando a imporre le dimissioni del futuro presidente per tornare nuovamente al voto, come già avvenuto per Napoli. Si prospettano, quindi, elezioni bluff”.