Cronaca
UCCISO PER ERRORE
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Napoli, omicidio Ascione: pregiudicato in carcere, preso anche un complice minorenne
Redazione
14 aprile 2026 07:34
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NAPOLI. Svolta nell'inchiesta per l'omicidio di Fabio Ascione, il 20enne che, all'alba dello scorso 7 aprile, è stato ucciso da un colpo di pistola al petto, a Napoli, nel quartiere di Ponticelli. Due giovani, uno maggiorenne, nipote di un elemento di spicco del clan De Micco, e l'altro minorenne, sono stati sottoposti a fermo. Il primo, Francesco Pio Autiero, 23 anni, si è consegnato, accompagnato dal suo avvocato Leopoldo Perone, ai carabinieri di Napoli-Poggioreale; il minore è stato preso invece dai militari dell'Arma. Il decreto di fermo notificato dai carabinieri è stato emesso dalla Dda di Napoli per i reati - aggravati dalle finalità mafiose - di omicidio volontario, porto e detenzione di arma da fuoco. Questa mattina, intanto, nella chiesa di Santi Pietro e Paolo a Ponticelli, si terranno i funerali del 20enne. In un primo momento la Questura di Napoli aveva vietato le esequie in forma pubblica per una questione di ordine pubblico. La decisione è stata successivamente rivista, dopo aver appurato che Fabio Ascione non era legato a contesti malavitosi.

IL COMUNICATO DELLA PROCURA - Questa notte i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Napoli Poggioreale, hanno dato esecuzione a due decreti di fermo emessi rispettivamente dalla DDA della Procura di Napoli e dalla procura presso il Tribunale per i minorenni di Napoli nei confronti di un 23enne, già noto alle forze dell’ordine, e di un 17enne. I due fermati, ritenuti vicino al clan De Micco, debbono rispondere per quanto concerne il maggiorenne di porto e detenzione illegale di armi, pubblica intimidazione con l'uso di armi e di omicidio mentre, il minore è indiziato dei reati di porto e detenzione illegale di armi e di pubblica intimidazione con uso di armi in concorso; il tutto aggravato dal metodo mafioso. 

La complessa attività di indagine dei carabinieri coordinati dalla procura distrettuale partenopea e dalla procura per i minorenni di Napoli ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 23enne che, la notte dello scorso 7 aprile, mentre si trovava a bordo di uno scooter condotto dal 17enne lungo via Carlo Miranda, esplodeva diversi colpi di pistola nei confronti degli occupanti di altra autovettura in transito ed alla presenza di più persone. Successivamente alla sparatoria, il 23enne - avvicinandosi al 20enne Ascione Fabio estraneo ai fatti - brandendo la pistola avrebbe esploso inavvertitamente un colpo che colpiva mortalmente al torace la giovane vittima. 

Il maggiorenne è stato trasferito nel carcere di Secondigliano mentre il 17enne si trova nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.



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