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LA NOTA DI APADULA
LA NOTA DI APADULA
Linea Napoli–Salerno sospesa, Cgil: “Non è un intervento tecnico, ma questione diritti, lavoro e sviluppo”
Comunicato Stampa
05 maggio 2026 14:54
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SALERNO. La CGIL Salerno, attraverso il segretario generale Antonio Apadula, esprime forte e motivata preoccupazione per la sospensione prolungata della linea ferroviaria Napoli–Salerno, una delle principali direttrici della mobilità regionale e nazionale. Un’interruzione che produrrà effetti rilevanti non solo sul piano dei trasporti, ma sull’intero equilibrio sociale ed economico del territorio.

Non si tratta di un semplice intervento tecnico, ma di una scelta che incide direttamente sul diritto alla mobilità, sull’organizzazione della vita quotidiana di migliaia di persone e sul funzionamento complessivo del sistema produttivo. 

La direttrice Napoli–Salerno è un’infrastruttura abilitante: connette lavoro, servizi, formazione, turismo e coesione territoriale. Interromperla senza una gestione adeguata delle ricadute significa generare un impatto che va ben oltre il disagio temporaneo.

La CGIL ribadisce che gli investimenti infrastrutturali sono necessari e vanno sostenuti, soprattutto quando finalizzati al miglioramento della sicurezza e dell’efficienza del sistema ferroviario. Tuttavia, la qualità delle politiche pubbliche si misura nella capacità di governare le transizioni, non nel limitarle alla sola dimensione tecnica. Ed è proprio su questo terreno che emergono criticità evidenti.

La sospensione della linea, così come prospettata, rischia di determinare un trasferimento massiccio della domanda sul trasporto su gomma, con conseguenze prevedibili: aumento dei tempi di percorrenza, congestione delle reti stradali, peggioramento della qualità del servizio e incremento dell’impatto ambientale. A ciò si aggiungono le ricadute sulle condizioni di lavoro, con un’intensificazione dei carichi operativi e una maggiore esposizione ai rischi per il personale impegnato nei servizi sostitutivi e nei servizi ferroviari riorganizzati.

In questo quadro, appare evidente che il tema non può essere affrontato per compartimenti stagni. Serve una visione integrata delle politiche della mobilità, capace di tenere insieme infrastrutture, organizzazione dei servizi, tutela del lavoro e sostenibilità ambientale. La frammentazione delle risposte rischia di aggravare le disuguaglianze territoriali e sociali, penalizzando in particolare le aree già più esposte, come quelle della provincia di Salerno.

Per la CGIL Salerno è indispensabile che, in presenza di interventi di tale portata, si adottino misure straordinarie e strutturate: un sistema di servizi sostitutivi realmente adeguato ai flussi esistenti; una comunicazione trasparente e tempestiva verso i cittadini; garanzie puntuali sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza; un monitoraggio costante degli effetti prodotti.

La mobilità è un diritto fondamentale e, al tempo stesso, un fattore determinante di sviluppo. Non può essere compressa né gestita in modo emergenziale. Allo stesso modo, il lavoro non può essere considerato una variabile di adattamento, ma deve restare il perno attorno a cui costruire ogni scelta pubblica.

Per queste ragioni, la CGIL Salerno continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, esercitando fino in fondo il proprio ruolo confederale di rappresentanza e tutela, affinché gli interventi infrastrutturali si traducano in un reale miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e non in un arretramento dei diritti.



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