Giudiziaria
SENTENZA DELLA CASSAZIONE
SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Capaccio Paestum, calunniò imprenditore: reato prescritto, nessuna condanna per il maggiore Rinaldi
Alfonso Stile
19 maggio 2026 12:35
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CAPACCIO PAESTUM. Calunniò un imprenditore: dopo 10 anni, la Cassazione chiude definitivamente la querelle giudiziaria che ha coinvolto il magg. Antonio Rinaldi, attuale comandante della Polizia Municipale di Capaccio Paestum. Con apposita sentenza, infatti, i giudici della sesta Sezione della Suprema Corte hanno “annullato senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione” la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Salerno aveva condannato Rinaldi a 2 anni di reclusione, confermando la pena inflitta in primo grado dal Tribunale di Salerno. Confermate solo le statuizioni civili. Rinaldi è stato difeso dagli avvocati Michele Sarno e Michele Capano.

LA VICENDA - I fatti risalgono al 2016 e riguardano l’imprenditore capaccese Alberico Cafasso, il quale denunciò ai carabinieri di aver ricevuto da Rinaldi, dopo un controllo nella sua azienda, una richiesta di danaro per “chiudere un occhio”, alla quale si oppose subendo poi, a suo dire, pedinamenti e velate minacce da agenti della Municipale e della Forestale. Rinaldi querelò Cafasso per calunnia venendo però controquerelato d’ufficio, a sua volta, per lo stesso reato.



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