POLLICA. Il 23 Maggio 2026, a Pollica (SA), si terrà “È ‘na fera”, l'opera-evento fulcro simbolico e relazionale dell’intero progetto, che ha coinvolto circa 70 artisti artisti tra studenti, docenti e dottorandi del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte (Accademia di Belle Arti di Napoli) e il Dipartimento di Biologia, Ingegneria dei Materiali e il Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, ospitati in residenza artistica dal Paideia Campus al Castello dei Principi Capano, in collaborazione con Comune di Pollica (SA) e Future Food Institute. L’evento si svilupperà attraversando l’intero paese trasformandolo in uno spazio aperto di incontro, osservazione e partecipazione collettiva. Associazioni, artisti, abitanti e realtà del territorio contribuiranno a costruire un’esperienza condivisa capace di mettere in relazione Pollica e Piazza Garibaldi (NA) attraverso immagini, suoni, installazioni, pratiche conviviali e momenti di scambio. Queste due comunità si affiancheranno nella compartecipazione con la presenza di un gruppo di commercianti, artigiani e famiglie provenienti da Piazza Garibaldi.
“È ’na fera” nasce come un gesto di cura collettiva e di apertura reciproca. Un luogo temporaneo in cui sostare accanto all’altro, anche al più distante da sé, diventa occasione per esercitare sensibilità, ascolto e vicinanza. Nella tradizione popolare, la fera è il luogo della mescolanza, dello scambio e dell’incontro. In questo spirito, l’evento prova a trasformare lo spazio pubblico in un dispositivo umano e relazionale: un tempo sospeso in cui le differenze non vengano ridotte, ma attraversate insieme. “È ’na fera” immagina una comunità temporanea fondata sulla prossimità, sulla condivisione e sulla possibilità di costruire nuove forme di convivenza.
Dal mese di febbraio, inoltre, le residenze d’artista e la presenza costante sul territorio hanno permesso di intrecciare legami con la comunità di Pollica, costruendo assieme a questa “L’Atlante Fenotipico di Comunità”: un dispositivo artistico e narrativo composto da oltre centoventi ritratti che nasce per raccogliere volti, storie, memorie e identità del territorio pollichese. L’Atlante non è un semplice archivio documentario, ma una mappa umana e relazionale della comunità. Attraverso ritratti e testimonianze, gli abitanti diventano parte di una narrazione collettiva in cui il volto non rappresenta soltanto un individuo, ma una soglia attraverso cui leggere appartenenze, trasformazioni sociali e memorie condivise. I ritratti restituiscono la presenza dei singoli; le identità ne dischiudono invece le storie profonde. Ne emerge così una geografia emotiva del territorio, una costellazione di relazioni capace di osservare il particolare senza smarrire l’insieme. L’installazione sarà esposta dal 20 Maggio 2026 al Castello dei Principi Capano. All’interno di questo percorso confluisce anche il Food System Dialogue organizzato dalla Fondazione Future Food Institute nell’ambito del progetto europeo SWITCH dal titolo “The Role of Art in Strengthening Scientific Dissemination and Citizen Engagement for Sustainable Food Systems”, dedicato al ruolo delle pratiche artistiche nella divulgazione scientifica e nella costruzione di nuove forme di partecipazione civica legate ai sistemi alimentari sostenibili.
In contemporanea con il programma dell’evento, dal 22 al 24 maggio il Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute ospiterà anche RegenerAction 2026, il retreat internazionale giunto alla sua quinta edizione. Trenta protagonisti internazionali tra artisti, economisti, innovatori sociali, designer, imprenditori, ricercatori e changemaker arriveranno nel Cilento per confrontarsi sui temi della leadership rigenerativa e del cambiamento sistemico, prendendo parte ai momenti centrali del programma e contribuendo al dialogo internazionale promosso dal territorio. In questo contesto di ricerca di citizen-science e citizen- art, la comunità di Pollica è coinvolta alla sperimentazione per valutare l'impatto delle pratiche artistiche sul coinvolgimento dei cittadini nel controllo dei vettori.
Stefano Pisani, Sindaco di Pollica - “Questo progetto rappresenta la convinzione che il futuro dei territori possa esistere solo attraverso uno sviluppo realmente sistemico: capace di coinvolgere tutti, creare partecipazione, generare emozione e senso di appartenenza. In continuità con il Masterplan Strategico della Costa del Cilento Sud, Pollica continua a sperimentare diventando un laboratorio di riferimento per una nuova idea di territorio, dove cultura, comunità, paesaggio, ricerca e visione pubblica si intrecciano in un’unica traiettoria di sviluppo umano e rigenerativo. È questa la sfida delle Terre Future: trasformare i territori in luoghi vivi, capaci non solo di attrarre, ma di ispirare, connettere e costruire prosperità condivisa.”
Sara Roversi, Presidente Future Food Institute - “In un tempo in cui i territori rischiano di diventare invisibili, abbiamo bisogno di rigenerare legami, immaginazione e senso di comunità. Nel nostro DNA c’è la parola futuro: quello che si costruisce insieme, soprattutto dove esistono risorse dormienti ad alto potenziale umano, culturale e naturale. A Pollica questa visione diventa pratica concreta: dal design thinking al prosperity thinking, attraverso un modello che unisce innovazione, sviluppo umano e partecipazione. Il modello educativo consolidatosi al Paideia Campus ha trasformato il territorio in un laboratorio internazionale da decenni studiato come riferimento globale sui temi della longevità e oggi modello di Bioregional Weaving Lab unico al mondo. Le aree interne non sono margini, ma luoghi strategici di sperimentazione. Con MISTAKE, la relazione tra Pollica e Piazza Garibaldi racconta una nuova idea di Terre Future: comunità aperte, inclusive e capaci di trasformare la diversità in energia collettiva.”
Il progetto proseguirà inoltre il 13 giugno 2026 a Piazza Garibaldi, Napoli, con “UAH - Oasi”, ulteriore momento pubblico di restituzione che porterà nel cuore della città la costruzione di un’oasi urbana attraverso pratiche, relazioni e visioni maturate durante il percorso di ricerca tra Pollica e Napoli.
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