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Ferrari, Paestum e Velia. De Rosa: "Innovare senza perdere l’anima"
Comunicato Stampa
29 maggio 2026 09:14
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CAPACCIO PAESTUM. Ferrari, Paestum e Velia. Innovare senza perdere l’anima. È l'opinione del cavaliere Domenico De Rosa, che aggiunge: "Dalle colonne doriche di Paestum ai motori che hanno reso celebre l’Italia nel mondo, il futuro appartiene a chi sa innovare senza rinnegare la propria identità".

Cavaliere, il CEO Benedetto Vigna ha definito la nuova Ferrari Luce una vettura disruptive e innovativa. Qual è la sua valutazione? "L’innovazione è fondamentale. Nessuna impresa che aspiri a guidare il futuro può permettersi di restare immobile. Tuttavia esistono innovazioni così radicali da rischiare di entrare in collisione con l’identità storica di un marchio. Ed è proprio questo il punto sul quale Ferrari dovrebbe interrogarsi con grande attenzione".

Perché? "Perché Ferrari non è semplicemente un produttore di automobili. Ferrari è rumore, meccanica, emozione, vibrazione, competizione, cultura industriale italiana. È un patrimonio costruito in decenni di storia e desiderabilità. Quando un marchio raggiunge questo livello, il suo valore non risiede soltanto nel prodotto che vende ma nell’immaginario che rappresenta".

Quindi ritiene che la Luce possa rappresentare un rischio? "Ritengo che rappresenti una sfida estremamente delicata. L’elettrico è una tecnologia importante e merita rispetto. Ma una Ferrari completamente elettrica pone inevitabilmente una domanda strategica. Si può eliminare una parte rilevante dell’esperienza sensoriale che ha reso Ferrari unica senza modificare la percezione stessa del marchio? Questa è la vera questione".

Lei avrebbe seguito una strada diversa? "Probabilmente sì. Forse sarebbe stato più prudente immaginare un nuovo marchio dedicato ai prodotti full electric ad altissima innovazione, preservando integralmente i codici genetici Ferrari. In questo modo si sarebbe potuto presidiare il futuro senza esporre il patrimonio storico del Cavallino a possibili effetti di diluizione".

Da componente del Consiglio di Amministrazione dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia vede qualche analogia con questo tema? "Assolutamente sì. Paestum e Velia rappresentano una straordinaria lezione di equilibrio tra conservazione e modernità. Ogni giorno lavoriamo per valorizzare un patrimonio millenario senza alterarne l’autenticità. Nessuno penserebbe di modificare i templi di Paestum per renderli più moderni. Al contrario, il loro valore deriva proprio dalla capacità di attraversare il tempo mantenendo intatta la propria identità. Credo che questo principio valga anche per i grandi marchi italiani. Ferrari è un patrimonio industriale e culturale del nostro Paese. Come Paestum e Velia custodiscono una parte della nostra storia, Ferrari custodisce una parte della nostra identità manifatturiera e tecnologica. Innovare è necessario. Ma innovare non deve mai significare smarrire ciò che ha reso unici".

Chi avrà ragione, alla fine? "Come sempre sarà il mercato. Saranno i clienti Ferrari a decidere se la Luce rappresenterà una visione rivoluzionaria destinata a scrivere una nuova pagina della storia dell’automobile oppure un passaggio che avrà allontanato il marchio da una parte della propria anima. Le imprese possono immaginare il futuro. Ma il giudizio definitivo appartiene sempre al mercato".



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