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IL CASO
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Castellabate, maiale "salvato" dal Tar: annullato l’ordine di abbattimento dell’Asl
Antonio Vuolo
03 giugno 2026 12:33
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CASTELLABATE. La sua unica "colpa" era quella di non essere registrato. Per questo un suino cresciuto per autoconsumo  in località Cerrine di Castellabate rischiava l’abbattimento. A fermare tutto è stato però il Tar di Salerno, che ha giudicato sproporzionata la decisione dell’Asl Salerno e ha annullato il provvedimento con cui era stata disposta la soppressione dell’animale. La singolare vicenda riguarda un 70enne del posto, proprietario di un maiale detenuto per autoconsumo familiare in una stalla annessa alla propria abitazione. Durante un controllo effettuato a gennaio scorso, gli ispettori dell’Asl avevano accertato che il capo non era identificato né registrato secondo quanto previsto dalla normativa vigente sulla tracciabilità degli animali. Per questo motivo il suino era stato sottoposto a sequestro sanitario e registrato con un codice identificativo provvisorio, mentre al proprietario era stato assegnato un codice aziendale. Contestualmente, l’azienda sanitaria aveva avviato il procedimento previsto dalla normativa nazionale per valutare l’eventuale pericolosità dell’animale e la possibile adozione di misure di tutela della salute pubblica e animale, fino all’abbattimento. Tuttavia, gli accertamenti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno avevano escluso la presenza di qualsiasi patologia. Tutti gli esami eseguiti sul suino erano infatti risultati negativi per peste suina africana, peste suina classica, malattia vescicolare e malattia di Aujeszky. Nonostante l’esito favorevole delle analisi, l’Asl aveva comunque disposto l’abbattimento e lo smaltimento dell’animale, ritenendo necessario ridurre al minimo ogni possibile rischio per la salute pubblica e animale. Da qui il ricorso del proprietario, difeso dall’avvocato Raffaele Marciano, al Tribunale amministrativo regionale. Nella sentenza, i giudici della Terza Sezione del Tar di Salerno hanno accolto integralmente le doglianze del ricorrente, evidenziando come non fosse emersa alcuna concreta situazione di pericolo tale da giustificare una misura così drastica. In un passaggio della sentenza breve, i giudici scrivono chiaramente che “l’Amministrazione non ha svolto alcuna valutazione inerente al principio di proporzionalità, poiché la decisione di abbattimento contrasta, irragionevolmente, con tutti gli accertamenti diagnostici di segno negativo effettuati”. Il Tar ha quindi annullato il provvedimento nella parte in cui disponeva l’abbattimento e lo smaltimento del suino, compensando le spese di giudizio tra le parti. Per il maiale allevato nelle campagne di Castellabate, dunque, il rischio soppressione è definitivamente tramontato.



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