Cronaca
SVOLTA DOPO 10 ANNI
SVOLTA DOPO 10 ANNI
Camorra, arrestato il presunto killer di Rodolfo Zinco: fu ucciso nel 2015 in un agguato del clan Giannelli
Comunicato Stampa
11 giugno 2026 06:28
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NAPOLI. I carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un soggetto gravemente indiziato dei reati di concorso di persone in omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

Le complesse ed articolate indagini, condotte in più fasi dal 2017 al 2025 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli e coordinate dalla DDA partenopea, sviluppate anche mediante massive attività tecniche, nonché valorizzando le dichiarazioni convergenti di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito, sotto un profilo gravemente indiziario, di:

- acquisire plurimi e gravi elementi di colpevolezza nei confronti dell’autore materiale dell’omicidio di Rodolfo Zinco, detto 'o gemello, vittima di un agguato di camorra, mediante l’impiego di un’arma da fuoco calibro 9, avvenuto il 22 aprile 2015 a Napoli, nel territorio del quartiere di Cavalleggeri di Aosta;

- accertare, quale movente dell’efferata azione omicidiaria, la volontà dell’associazione camorristica denominata clan Giannelli, a cui era riconducibile l’autore del reato, nella contrapposizione armata per il controllo del territorio, di sopprimere la persona offesa in quanto ritenuta il gestore di attività criminali nel quartiere di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli, in contrasto quindi con gli interessi del gruppo criminale capeggiato da Giannelli Alessandro, che tentava così di affermare, avvalendosi della relativa forza intimidatrice, la propria egemonia su tale area del capoluogo.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario dello stesso è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.



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