Cultura
MECENATISMO
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De Rosa destina 5x1000 ai Parchi Archeologici di Paestum e Velia: "Custodire le radici per rafforzare il futuro"
Comunicato Stampa
19 giugno 2026 10:22
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CAPACCIO PAESTUM. Il Cavaliere De Rosa e il mecenatismo del XXI secolo: "Le radici di un popolo sono il primo investimento sul suo futuro". Il noto imprenditore spiega la scelta di destinare il proprio 5 per mille ai Parchi Archeologici di Paestum e Velia: "La forza di un territorio non si misura soltanto attraverso la sua capacità economica, ma anche dalla sua capacità di custodire la propria memoria e trasformarla in una visione di lungo periodo".

Cavaliere, perché ha scelto di destinare il suo 5 per mille ai Parchi Archeologici di Paestum e Velia? "Perché credo profondamente che esistano investimenti il cui valore superi il tempo presente. Viviamo in un’epoca nella quale siamo abituati a misurare quasi tutto in termini di rendimento immediato, ma esistono scelte che generano un valore infinitamente più grande, quello che siamo in grado di lasciare alle future generazioni. Destinare il mio 5 per mille ai Parchi Archeologici di Paestum e Velia significa investire nella memoria collettiva, nella conoscenza e nell’identità di un territorio che custodisce una delle più straordinarie eredità della civiltà mediterranea. È un gesto semplice, ma dal profondo significato simbolico, perché investire nelle nostre radici significa investire nel nostro futuro".

Lei parla spesso di una visione ampia del concetto di sviluppo. Cosa intende? "Credo che il vero sviluppo non possa essere misurato esclusivamente attraverso gli indicatori economici. Le comunità più forti sono quelle che riescono a tenere insieme crescita economica, cultura, innovazione, formazione e senso di appartenenza. Le imprese hanno certamente il compito di produrre ricchezza, ma hanno anche una responsabilità più ampia, quella di contribuire alla costruzione di una società consapevole della propria storia. Quando una comunità smette di investire nella propria identità, inizia lentamente a perdere anche la capacità di immaginare il proprio futuro".

Quale ruolo possono avere oggi gli imprenditori nella valorizzazione del patrimonio culturale? "Un ruolo fondamentale. Credo sia arrivato il momento di recuperare una moderna idea di mecenatismo. La grande storia italiana ci insegna che prosperità economica e crescita culturale non sono mondi separati, ma due dimensioni profondamente interconnesse. L’imprenditore contemporaneo non può limitarsi a essere un attore economico. Deve diventare anche un custode del territorio nel quale opera, un interprete della sua identità e un promotore del suo futuro. Il successo di un’impresa assume un significato ancora più profondo quando riesce a trasformarsi in valore condiviso per l’intera comunità".

Perché Paestum e Velia rappresentano un patrimonio così strategico? "Perché rappresentano uno dei più straordinari punti di incontro tra civiltà, pensiero e storia. Paestum e Velia non sono soltanto due luoghi di eccezionale bellezza archeologica. Sono la testimonianza vivente delle nostre radici più profonde. Qui si incontrano il Mediterraneo, il pensiero filosofico, la cultura e il dialogo tra i popoli che hanno contribuito alla costruzione della civiltà occidentale. Abbiamo il privilegio di vivere accanto a un patrimonio che il mondo intero ci riconosce e, proprio per questo, abbiamo una responsabilità ancora maggiore nel custodirlo".

Quale impatto può avere un gesto apparentemente semplice come la destinazione del 5 per mille? "Un impatto enorme. Ogni firma contribuisce concretamente a sostenere la ricerca scientifica, la tutela del patrimonio, la valorizzazione dei siti e la crescita di un turismo di qualità, capace di generare valore per l’intero territorio. Ma produce soprattutto un effetto culturale. Ci ricorda che ognuno di noi può diventare protagonista della costruzione del bene comune. La partecipazione dei cittadini è uno degli strumenti più potenti di cui disponiamo per rafforzare il legame tra una comunità e la propria storia".

Qual è il messaggio che desidera rivolgere alla comunità? "Vorrei che questa mia scelta fosse interpretata per ciò che realmente rappresenta, un segnale. Un segnale che auspico possa essere raccolto e seguito da tanti altri cittadini, imprenditori, professionisti e da tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra terra. Sono profondamente convinto che il futuro di una comunità si costruisca soltanto quando essa rimane saldamente ancorata alle proprie radici. Le radici non appartengono al passato. Sono la forza invisibile che sostiene il presente e orienta il domani. Una comunità che dimentica la propria storia, che smette di riconoscersi nei luoghi che l’hanno generata e che interrompe il dialogo con la propria memoria collettiva, finisce inevitabilmente per indebolire la propria identità".

Paestum e Velia rappresentano esattamente questo... "Sì, non sono soltanto straordinari siti archeologici, ma luoghi nei quali si custodiscono le fondamenta culturali, civili e spirituali della nostra terra e, in larga parte, della stessa civiltà occidentale. Per questo ritengo che la loro tutela debba diventare una responsabilità condivisa. Ognuno di noi, attraverso un gesto semplice ma profondamente significativo, può contribuire a preservare un’eredità che non ci appartiene esclusivamente, ma che abbiamo il dovere morale di consegnare alle future generazioni. Una comunità che investe nelle proprie radici investe nella propria libertà, nella propria identità e nella propria capacità di affrontare il futuro con consapevolezza. Mi auguro che questa scelta possa diventare un esempio concreto di moderno mecenatismo civico. Perché la vera ricchezza di un territorio non risiede soltanto nelle sue risorse economiche, ma nella capacità dei suoi cittadini di custodire ciò che lo rende unico. La bellezza, la cultura e le radici di un popolo non sono beni che si ereditano una volta per tutte. Sono patrimoni vivi che richiedono cura, partecipazione e responsabilità quotidiana. Proteggere le nostre radici significa proteggere la nostra identità. E proteggere la nostra identità significa dare un futuro alla nostra comunità".



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