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Salerno, presentato lo Sportello multilingue promosso dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro
Comunicato Stampa
22 giugno 2026 16:58
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SALERNO. Presentato stamane presso la Prefettura di Salerno il nuovo Sportello multilingue promosso dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dedicato alla prevenzione e al contrasto del caporalato.  

Lo strumento – frutto di un accordo quadro nazionale tra Ministero del Lavoro e OIM – nasce per facilitare l’emersione di situazioni di sfruttamento, offrire supporto e orientamento ai lavoratori stranieri in difficoltà, costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni e favorire percorsi di tutela e reinserimento nel mercato del lavoro regolare. Grazie alla presenza di mediatori culturali, rappresenta un punto di contatto accessibile anche per chi, a causa delle barriere linguistiche o per timore di ripercussioni negative, fatica a rivolgersi direttamente agli enti preposti. 

Alla presentazione hanno partecipato, oltre al Prefetto di Salerno, l’Assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, i rappresentanti delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Salerno, Nocera Inferiore e Vallo della Lucania, il Direttore interregionale del lavoro del Sud presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, i vertici delle Forze di Polizia, il Direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Salerno nonché rappresentanti dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, delle organizzazioni sindacali ed enti del terzo settore. 

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività del Tavolo sul contrasto al caporalato, lavoro sommerso e sfruttamento lavorativo, già attivo presso la Prefettura, che riunisce in un’ottica di rete integrata tutte le principali istituzioni e attori sociali coinvolti. 

L’analisi dei dati relativi al fenomeno dello sfruttamento lavorativo in provincia di Salerno restituisce un quadro caratterizzato da percentuali piuttosto elevate di irregolarità: in circa un terzo delle ispezioni svolte nell’ultimo triennio sono stati riscontrati lavoratori a nero. 

Lo sfruttamento lavorativo e il caporalato presentano, infatti, caratteri di estrema complessità, coinvolgendo aspetti economici, sociali, abitativi e logistici. Tra le criticità emerse, particolare rilievo assumono le condizioni di vulnerabilità dei lavoratori, spesso legate a irregolarità contrattuali, difficoltà abitative, trasporti non adeguati e, in alcuni casi, situazioni di irregolarità sul territorio.  

I presenti hanno evidenziato il ruolo centrale della prevenzione, da sviluppare attraverso attività di informazione e sensibilizzazione, e della formazione professionale per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. È stata altresì richiamata la necessità di valorizzare le imprese che operano nel rispetto delle regole, anche con l’impiego di strumenti come la Rete del lavoro agricolo di qualità. 

Accanto allo sviluppo di una necessaria azione preventiva è stata sottolineata l’importanza di proseguire nelle attività di vigilanza anche attraverso i controlli congiunti, coordinati dalla Prefettura e già avviati sul territorio provinciale, che vedono in campo le forze di polizia insieme agli ispettori del lavoro.  

Inoltre, è stato evidenziato il ruolo fondamentale degli strumenti normativi, tra cui l’articolo 18-ter del Testo Unico Immigrazione, che oltre a consentire il rilascio di permesso di soggiorno speciale in favore dei lavoratori stranieri, che attraverso le denunce collaborano con le autorità, offre la possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro. 

È stato pertanto confermato l’impegno a proseguire il lavoro congiunto, anche con la futura sottoscrizione di un protocollo operativo, la costituzione di un Osservatorio territoriale e l’eventuale sviluppo di strumenti innovativi, come piattaforme digitali di informazione e accesso ai servizi. 

L’apertura dello Sportello multilingue finanziato con i fondi FAMI del Ministero dell’Interno, prevista per la giornata di domani, rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di un sistema multilivello di contrasto allo sfruttamento lavorativo, fondato su collaborazione istituzionale, prevenzione, tutela delle vittime e promozione della legalità.  

A margine dell’incontro, il Prefetto Esposito, ha sottolineato che: "Lo sfruttamento lavorativo rappresenta non solo una grave violazione dei diritti dei lavoratori, ma anche un danno per l’intero sistema economico e un’alterazione della concorrenza. Per contrastare tale fenomeno è necessario un approccio integrato che combini i controlli sul territorio con le attività di informazione e formazione e la valorizzazione delle imprese che rispettano le regole e adottano comportamenti virtuosi". 



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