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LE OSSERVAZIONI
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Salerno, Piano utilizzo aree demanio marittimo: il "no" dei consiglieri Zambrano, Naddeo e Marenghi
Comunicato Stampa
10 luglio 2026 14:43
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SALERNO. “Si ritiene che il documento proposto al giudizio di Consultazione Pubblica, apparentemente non esauriente nelle informazioni e inefficace nelle previsioni, sia da sottoporre a riesame per essere convenientemente modificato, completato e aggiornato. Si sottopone quanto innanzi all’attenzione del Consiglio Comunale per i necessari approfondimenti e per apportare le necessarie modifiche e integrazioni al documento finale”.

Il riferimento è al PAD – Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo, i cui termini per le osservazioni sono scaduti ieri. 

La bocciatura e rinvio delle osservazioni al primo Consiglio comunale del 16 luglio è firmata dai consiglieri di opposizione Armando Zambrano, Corrado Naddeo e Gherardo Maria Marenghi con una lunga nota che esamina il Piano nei minimi dettagli.

I consiglieri rilevano un sostanziale errore di metodo dello studio fatto: “… solo riportando ogni singola porzione della costa, con le sue caratteristiche, è possibile offrire un quadro esaustivo della situazione di fatto quale premessa oggettiva per giustificare le future modificazioni”.

La rilevazione dello stato di fatto, nel suo complesso, appare insufficiente a fornire un quadro chiaro e reale della costa – riporta la nota - In effetti, il documento avrebbe dovuto ricostruire tutto il litorale cittadino elencandone ogni singola porzione perché fosse percepita chiaramente la sua articolazione e la sua qualità in termini di conformazione fisica e di possibile fruizione.

Se, come pure è scritto, le opere di ripascimento andranno a modificare anche significativamente la situazione attuale, è ben verosimile che alcuni arenili, oggi inesistenti o esclusi per specifiche motivazioni oggettive, possano un domani essere utilizzati come spiagge libere o concedibili. Salerno, infatti, ha una costa bassa, quasi totalmente sabbiosa, ma quella non sabbiosa e formata da ghiaia e pietre potrà essere utilizzata a seguito del ripascimento. Per questo, sarebbe stato opportuno fornire una descrizione anche di tali potenziali arenili futuri.  

Di fatto, un elenco complessivo non è stato predisposto e, in più, è stato fornito un dettaglio non integrato delle singole aree rendendo così difficile seguire in progressione la reale situazione della costa.

Prima osservazione al PAD: la rilevazione puntuale

La rilevazione puntuale deve essere effettuata chiarendo con esattezza aree libere, aree in concessione, aree vietate e aree escluse, così come si presentano realmente lungo la costa dal Porto al fiume Picentino. 

Seconda osservazione: l’elenco delle spiagge libere

Il dettaglio, apparentemente minuzioso, appare impreciso e meritevole di opportune rettifiche.

Vediamole:

 dallo spigolo del Masuccio al Conchiglia, il Decreto della Regione Campania dichiara NON BALNEABILE un tratto di 387 metri lineari fornendo le latitudini di inizio e fine. Il PAD calcola da foce Irno al Conchiglia un fronte mare di 160 metri;

 dal Conchiglia all’ex Ostello, il PAD calcola 520 ml, omettendo di riferire, come condizione di fatto, che quel tratto è dichiarato con qualità di acqua ’scarsa’ da oltre cinque anni. Secondo Legge, dopo cinque anni di qualità ’scarsa’, la spiaggia diviene permanentemente non balneabile (Dlgs 116/08);

 Il PAD quantifica due porzioni di arenile, prima e dopo lo scolmatore delle fogne a Torrione, per 19 e 27 metri lineari. Per motivi di sicurezza, queste due zone dovrebbero essere vietate;

 Il PAD non cataloga il Porticciolo di Pastena, né il Polo Nautico e neppure il tratto dal Polo Nautico al vicino Parcheggio. La conoscenza minuziosa del litorale agevola anche la comprensione delle opere progettate per il Porticciolo; 

 Il PAD non cataloga l’area dell’ex Colonia Marina, né della Guardia di Finanza. Eppure, Per quanto attualmente siano aree vincolate, è ben evidente che potrebbero divenire arenili dopo il ripascimento. In effetti, dopo il fallimento del progetto della Casa di Comunità nell’ex Colonia, che aveva giustificato lo sfratto di ‘Soccorso Amico’, l’Asl ha deciso ora la vendita ai privati, mentre si dice che la Guardia di Finanza sia da circa due anni in attesa di nuova sistemazione. E’ fin troppo chiara l’importanza delle aree per l’attività di balneazione se si decidesse, poi, di offrirle in concessione;

 Il PAD non rileva la non balneabilità della costa coperta dalla diga frangiflutti del Marina di Arechi. Come aree comprese nella fascia di rispetto di almeno 100m dall’imboccatura sono permanentemente non balneabili. C’è anche il cartello di divieto;

 Il PAD non cataloga la costa tra il Marina Beach e il Maremò;

 Il PAD non cataloga la costa tra il Maremò e l’ex depuratore;

 Il PAD calcola in 970 ml la costa tra i fiumi Fuorni e Picentino. In realtà, il Decreto della Regione dichiara non balneabile un tratto di 387 ml così riducendo il fronte mare di Capitolo San Matteo a 530 ml. Dopo ci sono altri 300 ml fino al fiume Picentino. A parte il divieto Regionale, tutta l’area è interdetta alla balneazione anche perché di qualità ‘scarsa’.”.



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