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LA POSIZIONE
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Processo Vassallo, la Fondazione: "Dopo 16 anni serve un percorso chiaro e senza ulteriori ostacoli"
Comunicato Stampa
10 luglio 2026 15:28
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POLLICA. La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto di quanto avvenuto oggi presso il Tribunale di Salerno, dove la prima udienza del processo per l’omicidio del Sindaco Pescatore è stata rinviata al 2 novembre a causa dell’incompatibilità del giudice a latere, che aveva già adottato provvedimenti nel corso delle indagini preliminari. Il procedimento, che vede imputati Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero per concorso nell’omicidio di Angelo Vassallo e, a vario titolo, per reati legati al traffico di droga, passa ora dalla Terza alla Seconda Sezione della Corte d’Assise. Si tratta di un rinvio di natura tecnica che, sul piano formale, non incide sul merito dell’impianto accusatorio né sul prosieguo del giudizio, ma che si inserisce in un percorso giudiziario lungo e complesso, segnato negli ultimi mesi da decisioni che hanno inevitabilmente alimentato amarezza e interrogativi nella famiglia Vassallo e in quanti continuano a chiedere verità e giustizia per Angelo. Il Presidente della Fondazione, Dario Vassallo, dichiara: “Per quanto riguarda l’udienza di ieri, ritengo che il risultato sia comunque importante. Dopo il non luogo a procedere nei confronti di Cagnazzo e l’assoluzione di Ridosso, arrivati in questi ultimi mesi, il fatto che il processo vada avanti rappresenta un elemento significativo. È chiaro che il contesto in cui ci muoviamo resta difficile e che ogni passaggio viene inevitabilmente letto anche alla luce di ciò che è accaduto finora, ma continuiamo a ritenere fondamentale che questo procedimento arrivi finalmente al suo cuore, perché la famiglia Vassallo e il Paese intero hanno diritto a conoscere la verità sull’omicidio di Angelo. Noi continueremo a seguire ogni fase con attenzione, nel rispetto del lavoro della magistratura, ma con la stessa determinazione che ci accompagna da sedici anni.”

 

Il Vicepresidente della Fondazione, Massimo Vassallo, aggiunge: “Dopo sedici anni di battaglia siamo profondamente stanchi e anche oggi ci siamo trovati di fronte a un rinvio che, pur motivato da una questione tecnica, avrebbe forse potuto essere evitato con un’organizzazione diversa. Continuano a verificarsi episodi che rendono questo percorso sempre più difficile da comprendere e da accettare, soprattutto per una famiglia che da anni attende giustizia. Nonostante tutto, la nostra fiducia nel lavoro di magistrati, investigatori e uomini dello Stato non è mai venuta meno, perché sappiamo quanti sforzi siano stati compiuti per arrivare a questo processo. Proprio per questo chiediamo che da ora in avanti venga garantito uno svolgimento lineare, trasparente e privo di ulteriori anomalie. Le istituzioni hanno il dovere di assicurare che un procedimento così delicato si celebri nel pieno rispetto della vittima, della sua famiglia e dell’opinione pubblica. Noi vogliamo soltanto arrivare alla verità e alla giustizia per Angelo Vassallo.”



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