Giudiziaria
L'UDIENZA
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Capaccio Paestum, presunto patto politico mafioso: in aula il capo della DIA di Salerno
Antonio Vuolo
13 luglio 2026 14:59
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SALERNO. Entra nel vivo il processo in corso, presso il Tribunale di Salerno, sul presunto scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni Amministrative del 2019 a Capaccio Paestum, con l’acquisizione dell’informativa della DIA che ricostruisce i fatti contestati agli imputati. In aula l’ex sindaco Franco Alfieri, per la prima volta da cittadino libero (obbligo di dimora a Torchiara), il pregiudicato Roberto Squecco, il vigile urbano Antonio Bernardi (sospeso dall’incarico) e l’ex addetto al cimitero Michele Pecora. In video collegamento dal carcere di Cosenza il pregiudicato Domenico De Cesare del cosiddetto ‘gruppo di Baronissi’,  assente dunque solo l’ex moglie di Squecco, Stefania Nobili.

Nel corso dell’udienza, i legali degli imputati hanno rivolto una serie di domande al tenente colonnello Fabio Gargiulo, capo della sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Salerno, rispetto all’indagine ed in particolare sui rapporti tra Alfieri e Squecco. L’accusa, rappresentata dai pm Carlo Rinaldi ed Elena Guarino, ha presentato un’integrazione, contenente una serie di annotazioni, che saranno poi oggetto di un ulteriore approfondimento nel corso della prossima udienza. I legali di Antonio Bernardi, gli avocati Vincenzo Scarlato e Mario Turi, hanno presentato istanza di revoca o mitigazione dell’obbligo di dimora a Capaccio Paestum con limitazioni orarie per il loro assistito, che ha ottenuto il parere favorevole della Procura per quanto concerne l’eliminazione delle fasce orarie. Si torna in aula il prossimo 5 ottobre, quando sarà ascoltato un altro teste di polizia giudiziaria in ordine alle intercettazioni. 

A fine udienza è stato l’avvocato Domenicoantonio D’Alessandro, che insieme all’avvocato Agostino De Caro, difende Alfieri, ad entrare nei dettagli: “Abbiamo prestato il consenso all’acquisizione del documento, limitatamente alle parti considerate ammissibili. Abbiamo fatto una serie domande al colonnello Gargiulo perché, secondo noi, l’indagine presenta ancora diversi elementi di rilevante perplessità che saranno oggetto di ulteriore approfondimento nel corso del processo”.

“Nel corso dell’udienza si è discusso dell’informativa della DIA, acquisita agli atti dopo l’espunzione dei passaggi contenenti valutazioni o elementi ritenuti inutilizzabili. Contestiamo, in particolare, l’inserimento nella nota di intercettazioni relative ad altri procedimenti, che riteniamo non utilizzabili in questo processo, oltre ai commenti e alle valutazioni presenti nel documento” hanno aggiunto gli avvocati Mario Turi e Vincenzo Scarlato che difendono Bernardi e Squecco, aggiungendo: “Oggi abbiamo presentato un’istanza di revoca della misura nei confronti di Bernardi: qualora venisse accolta, potrebbe aprire la strada ad una richiesta analoga anche per Squecco, che è tuttora agli arresti domiciliari in Irpinia”. 

L’avvocato di Pecora, Francesco Raeli, ha, infine, aggiunto: “Restiamo fiduciosi sulla posizione del nostro assistito. Nel corso del controesame del colonnello, sono emerse incertezze nella collocazione temporale di alcuni passaggi che riteniamo fondamentali. Siamo convinti che, attraverso l’escussione dei testi indicati dalla difesa, sarà possibile ricostruire correttamente i fatti e consentire al Tribunale di valutarli nella loro effettiva portata”.



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