NAPOLI. Emozionato, sorridente e motivato. Max Allegri si è presentato alla sua prima conferenza stampa da allenatore del Napoli al Teatro San Carlo. Queste le dichiarazioni:
“Credo che sia anche troppo per me una presentazione del genere e ringrazio il Presidente De Laurentiis per questo. Il Napoli ha fatto 10 anni di Champions ed è una squadra che ha vinto tanto negli ultimi due anni. Inoltre è una squadra abituata a lavorare molto, visto che con Antonio Conte i ragazzi hanno lavorato molto. La cosa più importante è arrivare a Marzo sul pezzo, arrivando carichi al massimo sia in Serie A, Champions League che Coppa Italia. Non ho assolutamente avuto contatti con la Nazionale, ho parlato solamente col Presidente con il quale sono molto contento di lavorare. Quale sarà l’opera allegriana a Napoli? Diciamo che il calcio è bello perché è opinabile. Per quanto riguarda i moduli abbiamo una rosa forte ed è importante continuare questo lavoro, con grande voglia di raggiungere gli obiettivi con tanto lavoro e sacrifici.
Noi quest’anno dobbiamo partire sapendo che nulla è scontato, perciò bisogna mettere tutti nelle condizioni per lavorare con grande professionalità. Fino a che non alleno i calciatori dare dei giudizi è sempre molto difficile. Innanzitutto bisogna conoscersi, sono in una squadra che ha giocatori importanti. Ora partiamo con chi è a disposizione per cominciare il lavoro. Non commento assolutamente le parole di Cardinale, anzi colgo l’occasione per ringraziare chi ha lavorato con me al Milan con grande professionalità. Mercato? Sono cose a cui pensa la società, quando guarderò effettivamente tutti i ragazzi provvederò a chiedere innesti alla società per migliorare la squadra. Nel calcio di oggi, come dico sempre, la grande sfida è quella di essere competitivi ed al contempo sostenibili. Hojlund? È un attaccante del Napoli e son molto contento di allenarlo.
Se ho molti esterni a disposizione giocheremo con un modulo con le ali. La Champions è cambiata soprattutto nella testa dei ragazzi, tra l’altro quest’anno è un ritorno per me in Champions perché negli ultimi quattro anni non ho mai avuto modo di partecipare. Già l’anno scorso le grandi si sono adattate più velocemente al format nuovo, prima c’erano alcune squadre grandi, una media ed una di quarta fascia. Fino a che non vedo tutti i calciatori, dunque a partire dal ritiro di Dimaro Folgarida, non posso fare valutazioni. Ci sono dei numeri offensivi e difensivi che se non rispecchiano alcuni parametri è difficile che tu arriva nelle prime quattro. Per me è motivo di grande orgoglio per cercare di arrivare agli obiettivi. Il 30 Maggio 2027 dovremmo aver raggiunto gli obiettivi prefissati per portare dei trofei a casa. Abbiamo due portieri importantissimi. Anche chi gioca meno partite ha l’obbligo di restare sul pezzo, perché alcune gare possono svoltarti la stagione.
Io aziendalista? Per me è un complimento perché l’allenatore è colui che deve gestire il patrimonio della squadra, ossia i calciatori. A differenza di quanto accade in Inghilterra, noi giochiamo una sfida cercando di restare sostenibili con le dinamiche economiche della società. Alla Juventus ho concluso vincendo la Coppa Italia, quindi non credo di dover recriminare nulla. Al Milan, invece, siamo stati fuori dalla Champions per una sola giornata, sono molto dispiaciuto perché è la prima volta che esco dalle prime quattro e che me la porto dietro. Devo qualcosa a questa città? Sono venuto apposta per restituire qualcosa a questa gente. Produzione offensiva? Abbiamo una rosa forte e bisogna lavorarci e credo che Conte abbia fatto due anni straordinari. Per quanto riguarda gli infortuni, ho imparato che ogni annata è diversa dall’altra, quindi può succedere di tutto anche quest’anno. L’unica cosa è che domani, quando inizieremo, valuteremo il tutto e cercheremo di fare del nostro meglio. Poi avremmo una partita ogni tre giorni, dunque torneremo nell’habitat in cui il Napoli è abituato a stare. Cazzimma? Bisogna averne, nella vita e soprattutto nel calcio. Quindi credo che questo sia un anno molto importante, in primis perché c’è il centenario del Napoli e quindi dobbiamo dare il massimo per conseguire gli obiettivi. De Bruyne? Innanzitutto fatemelo vedere ed allenare. È uno che sa giocare discretamente bene al calcio, poi vedremo quando giocherà. Come in tutte le buone famiglie ci saranno momenti di confronto ed anche delle idee diverse, ma anche quando ci saranno dei dibattiti accesi saremo sempre in sintonia per l’obiettivo finale del Napoli calcio. Finale di Champions? Innanzitutto facciamo un passo alla volta, cerchiamo di superare il girone. Poi arrivati alle fasi finali può succedere di tutto.”