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Aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi-Cilento. Nuovo terminal, De Rosa: "Rafforza centralità dello scalo"
Comunicato Stampa
17 luglio 2026 08:35
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SALERNO. Nuovo terminal dell’Aeroporto di Salerno: per il cavaliere Domenico De Rosa, imprenditore e CEO del Gruppo SMET, l'infrastruttura "rafforza la centralità del Mezzogiorno nelle reti internazionali della mobilità, del turismo e degli investimenti".

Cavaliere De Rosa, cosa rappresenta l’apertura del nuovo terminal di aviazione generale dell’Aeroporto di Salerno? "Rappresenta molto più di una nuova infrastruttura aeroportuale. È un tassello strategico all’interno di una visione più ampia che riguarda la competitività del territorio. Oggi le aree che crescono non sono quelle che possiedono semplicemente infrastrutture, ma quelle che riescono a integrarle in un unico sistema capace di attrarre persone, investimenti, imprese e opportunità".

Quale può essere il contributo dell’aviazione generale allo sviluppo economico della Campania? "L’aviazione generale è uno strumento fondamentale per favorire la mobilità di imprenditori, investitori, professionisti e operatori economici. Chi investe ha bisogno di rapidità, accessibilità e collegamenti efficienti. Un territorio che garantisce queste condizioni aumenta la propria capacità di attrarre capitali e creare sviluppo. Non si tratta soltanto di turismo, ma di economia reale".

Quale ruolo può assumere l’Aeroporto di Salerno nel panorama nazionale? "Può diventare una porta d’accesso privilegiata per il Mezzogiorno. Non soltanto per la Costiera Amalfitana o per il Cilento, ma per un’intera area che comprende distretti produttivi, poli logistici, realtà industriali e un patrimonio culturale straordinario. La sua posizione geografica gli consente di svolgere una funzione che va ben oltre quella di un semplice scalo regionale".

E quale opportunità può rappresentare il nuovo aeroporto per i Parchi Archeologici di Paestum e Velia? "Rappresenta un’opportunità straordinaria. Paestum e Velia costituiscono uno dei patrimoni archeologici e culturali più importanti del Mediterraneo, riconosciuti dall’UNESCO e capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo. La vicinanza dell’aeroporto riduce le distanze e rende questo patrimonio ancora più accessibile ai flussi turistici internazionali. Oggi il turismo culturale è sempre più orientato verso esperienze di qualità, facilmente raggiungibili e integrate con il territorio. In questo senso l’aeroporto può diventare un alleato fondamentale per la crescita e la valorizzazione dei Parchi, contribuendo ad aumentare la loro visibilità internazionale e generando benefici economici per l’intera area del Cilento. La sfida è creare un sistema nel quale infrastrutture, cultura, accoglienza e servizi lavorino insieme per trasformare una straordinaria ricchezza storica in una leva stabile di sviluppo e occupazione".

Il territorio salernitano dispone già di importanti infrastrutture. Cosa cambia oggi? "Oggi esiste la possibilità concreta di mettere a sistema risorse straordinarie. Abbiamo un porto commerciale di rilievo, collegamenti autostradali strategici, l’alta velocità ferroviaria, un aeroporto in forte crescita e un patrimonio culturale e paesaggistico unico al mondo. La sfida non è più costruire nuove opere, ma fare in modo che tutte queste componenti dialoghino tra loro".

Quanto conta la logistica in questo processo? "Conta moltissimo. La logistica non è un semplice settore economico. È il sistema circolatorio di un territorio. Dove la mobilità delle persone e delle merci funziona bene, arrivano investimenti, aumentano le opportunità occupazionali e cresce la competitività delle imprese. Dove invece le connessioni sono inefficienti, anche le migliori potenzialità rischiano di restare inespresse".

Quali sono le condizioni necessarie affinché questo potenziale si trasformi in crescita concreta? "Serve continuità. Serve una visione di lungo periodo. Serve la capacità di ragionare come sistema e non come singoli soggetti. Le infrastrutture sono una condizione necessaria, ma non sufficiente. Occorrono promozione internazionale, servizi efficienti, collegamenti rapidi e una strategia condivisa tra istituzioni e imprese".

Spesso si parla di infrastrutture come opere pubbliche. Lei invece insiste sul concetto di sistema. Perché? "Perché oggi la competizione non avviene più tra singole infrastrutture, ma tra ecosistemi territoriali. Le aree che attraggono investimenti e sviluppo sono quelle che riescono a integrare aeroporti, porti, ferrovie, logistica, turismo e servizi in un’unica piattaforma di crescita. Chi continua a ragionare per compartimenti separati rischia di perdere competitività".

Cavaliere, quale impatto può avere questa infrastruttura sull’attrazione di investimenti e imprese? "Può avere un impatto significativo. Gli investitori valutano la qualità delle connessioni prima ancora di valutare molte altre variabili. Ridurre tempi e complessità negli spostamenti significa aumentare l’attrattività del territorio. Il nuovo terminal può contribuire a rendere la Campania ancora più accessibile ai grandi flussi economici internazionali".

Quale messaggio si sente di lanciare alle istituzioni e agli operatori economici del territorio? "Credo che il Mezzogiorno debba acquisire sempre maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità. Troppo spesso abbiamo parlato dei limiti del Sud dimenticando i suoi punti di forza. Oggi esistono le condizioni per costruire un modello di sviluppo fondato su logistica, turismo, cultura, innovazione e capacità imprenditoriale. L’apertura del nuovo terminal dell’Aeroporto di Salerno va letta in questa prospettiva. Non come un’opera isolata, ma come parte di una strategia che può rafforzare il ruolo della Campania e dell’intero Mezzogiorno nel Mediterraneo e in Europa. La vera sfida è trasformare questa nuova accessibilità in opportunità concrete per le imprese, per il turismo e per i grandi attrattori culturali del territorio, a partire dal Parco Archeologico di Paestum e Velia, che rappresenta uno dei simboli più prestigiosi dell’identità storica e culturale del nostro Paese".



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