Ambiente
SU 31 CAMPIONAMENTI
SU 31 CAMPIONAMENTI
Campania, prelievi Goletta Verde di Legambiente: quasi il 50% oltre i limiti di legge
Comunicato Stampa
23 luglio 2026 11:50
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CAMPANIA. In Campania su 31 punti campionati da Goletta Verde lungo la costa delle province di Napoli, Caserta e Salerno, 16 sono risultati entro i limiti di legge, mentre il restante 15 è risultato oltre i limiti, con delle concentrazioni elevate delle due specie microbiologiche target: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Rispetto ai punti esaminati, il 13% sono risultati inquinati, mentre il 35% sono risultati fortemente inquinati. Quasi tutti sono quasi tutti foci dei fiumi, segnale che persistono i problemi alla rete di depurazione. Altro campanello d’allarme riguarda il fatto che il 91% dei punti monitorati non sono esposti i cartelli della qualità delle acque di balneazione. 

È quanto emerge, in sintesi, dal bilancio campano che Goletta Verde ha presentato oggi in conferenza stampa a Napoli concludendo, così, la tre giorni di tappa in Campania che l’ha vista impegnata anche in una visita al cantiere dell’ex SIN di Bagnoli – Coroglio, mentre a Napoli ha firmato un protocollo con la Regione Campania per il monitoraggio dell’abusivismo edilizio. Alla conferenza stampa hanno partecipato Francesca Ferro, Direttrice Legambiente Campania, Federica Barbera, Portavoce Goletta Verde, Giancarlo Chiavazzo, Ufficio Scientifico Legambiente Campania, Riccardo Piunti, Presidente CONOU, Stefano Sorvino, Direttore generale Arpa Campania, Luca Mascolo, Presidente Ente Idrico Campano, Mario Casillo, Vicepresidente della Regione Campania e Assessore ai trasporti, alla mobilità e al mare e Stefano Ciafani, Presidente nazionale Legambiente.

Tornando ai dati di Goletta Verde, i monitoraggi lungo la costa si sono svolti tra la fine del mese di giugno e la prima settimana del mese di luglio, e hanno riguardato 17 punti a mare e 14 punti prelevati in situazioni critiche di scarico, foci di fiumi. Focus punti campionati: 5 i punti tutti campionati a mare nella provincia di Caserta di cui solo uno è risultato fortemente inquinato, il punto a Castel Volturno presso la foce del fiume Regi Lagni. Gli altri quattro punti sono risultati entro i limiti e sono il mare presso la foce del canale in località Baia Domizia a Sessa Aurunca, il punto presso la foce del canale Fiumarella a Mondragone, il punto presso l'emissario del lago Patria in località lago Patria a Castelvolturno e il mare presso la foce del fiume Savone a Mondragone.

Nella provincia di Napoli sono stati monitorati 14 punti, 4 sono risultati oltre i limiti: la foce del canale Licola al lido di Licola a Pozzuoli risultato fortemente inquinato, il mare presso la foce dell'alveo Volla a S.Giovanni a Teduccio risultato fortemente inquinato, la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia che è risultato fortemente inquinato mentre ha avuto il giudizio di inquinato il mare presso il rivo San Marco a Castellammare di Stabia. Gli altri 10 punti sono risultati entro i limiti: la spiaggia di Mappatella Beach sul lungomare Caracciolo, il mare presso la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano, il mare in corrispondenza di via ponte della Gatta a Torre del Greco, il mare fronte foce del rivolo Neffola in località Marina Grande a Sorrento, il mare fronte lo scarico sul lungomare Marconi a Torre Annunziata ed il mare presso la foce del Rivo d'Arco a Vico Equense in località Seiano. Inoltre, risultano per la provincia di Napoli tutti entro i limiti i punti campionati a Ischia: la spiaggia del muro rotto a Ischia Ponte, la spiaggia del Perrone a Casamicciola Terme, la spiaggia di Chiaia davanti al canale a Forio in località Chiaia Spinesante e il mare presso il Rio Corbore a Ischia sul Lungomare Cristoforo Colombo.

12 i punti monitorati nella provincia di Salerno: la situazione in questa provincia risulta più critica, poiché l'83% dei punti monitorati in questa provincia superano i limiti di legge. Risultano fortemente inquinati 7 punti: la foce del Regina Minor a Minori, la foce del fiume Irno a Salerno sul lungomare Clemente Tafuri, la foce del fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano in località Torre Picentina, la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, la foce del Tusciano a Pontecagnano/Battipaglia, la foce del canale di scarico a Marina di Eboli nel comune di Eboli e la foce del rio presso via Poseidonia 441 a Capaccio Paestum in località Laura. 3 punti sono risultati inquinati e nello specifico sono la foce di Capo di Fiume a Capaccio Paestum in località Torre-Licinella, la foce del fiume Solofrone tra il comune di Capaccio Paestum e Agropoli e la foce di un canale presso la spiaggia in località tra Caprioli e Palinuro nel comune di Centola. I due punti risultati entro i limiti alle analisi di Goletta Verde sono la foce del fiume Testene ad Agropoli, la spiaggia fronte il rio Arena in località Ogliastro e Baia Arena tra i comuni di Castellabate e Montecorice.

Rispetto ai cartelli di divieto di balneazione, i tecnici di Goletta Verde non li hanno trovati in 26 dei punti campionati per il monitoraggio della campagna 2026, ancora un numero troppo alto per un'informazione utile e semplice per avvisare i bagnanti di eventuali criticità, solo in 5 punti di prelievo sono stati trovati i cartelli di interdizione alla balneazione.

Le amministrazioni costiere hanno il dovere di esporre questi cartelli informativi e devono provvedere ad una corretta informazione nel caso in cui ce ne sia bisogno. Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili, ma crediamo sia utile che questa informazione sia sempre restituita ai cittadini, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti. 

Per quanto riguarda la qualità delle acque di balneazione in tre punti di monitoraggio sono stati trovati dai tecnici di Goletta Verde, cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell'acqua di balneazione, mentre per il restante 90% del monitoraggio, tale informazione risulta non disponibile.

Focus Depurazione - Per garantire un mare pulito, non basta raccogliere gli scarichi: è necessario che gli impianti siano presenti, adeguati e gestiti in modo efficiente. Dai controlli svolti dall'ARPAC nel 2025 è emerso un quadro preoccupante: circa il 41% degli impianti controllati è risultato non conforme ai requisiti. Le percentuali più alte di irregolarità sono state registrate ad Avellino (66%), Benevento (62%) e Salerno (53%), mentre sono risultate più basse a Napoli (28%) e Caserta (15%). Secondo gli ultimi dati del MASE, in Campania ci sono 116 agglomerati urbani coinvolti in procedure di infrazione comunitarie per il mancato rispetto delle disposizioni della direttiva comunitaria sulla depurazione, per un carico totale di 4.544.887 abitanti equivalenti (AE). La situazione è così distribuita: Avellino conta 26 agglomerati (119.368 AE), Benevento 25 (216.079 AE), Caserta 18 (177.469 AE), Napoli 10 (2.792.439 AE) e Salerno 37 (1.239.532 AE).

“La fotografia che il nostro monitoraggio ci restituisce è complessa – dichiara Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania - non solo le nostre analisi rivelano che ci sono ancora troppe criticità nei punti campionati, ma i dati del MASE ci dicono che ancora troppi cittadini e cittadine non possono usufruire di sistemi depurativi adeguati, e questo non è più ammissibile. Infatti, la Campania rientra in tre delle quattro procedure di infrazione avviate dall'Unione Europea contro l'Italia per il mancato rispetto della normativa sulla raccolta e depurazione delle acque reflue, che si trasformano in tasse che paghiamo in bolletta. Bisogna iniziare un percorso di efficientamento della rete di depurazione, che deve diventare una priorità per chi ci governa, per fare in modo che tutti i fiumi campani diventino balneabili come lo è diventata la Senna a Parigi grazie agli investimenti per le Olimpiadi dell’estate 2024”.

“Goletta Verde in questi 40 anni ha navigato alla ricerca di illeciti e mala depurazione, che mettono le nostre coste e il nostro mare in una situazione di grande sofferenza – dichiara Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde - non diamo patenti di balneazione e non ci sostituiamo alle autorità preposte, ma vogliamo lavorare in sinergia con le amministrazioni per risolvere i problemi che insorgono. Vedere che in tanti anni le situazioni critiche che riguardano la depurazione non siano ancora state risolte è un segnale che il lavoro di Goletta Verde è di fondamentale importanza: non dobbiamo abbassare la guardia, e dobbiamo continuare a lottare per avere delle coste e un mare che siano sane e tutelate”.

40 anni di Goletta Verde - Quest’anno Goletta Verde festeggia la sua 40esima edizione solcando il Mediterraneo con due imbarcazioni storiche: la Goletta Verde – Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta L.a.b, che ha navigato da Grado, in provincia di Gorizia fino in Puglia, a Brindisi; e con l’Oloferne che dalla Calabria ha dato il cambio alla Catholica, e navigherà fino ad inizio agosto fino alla Liguria, da dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.   

Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, da anni sostenitore della campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza europea dell’economia circolare. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita, l’olio di provenienza industriale, ma anche dall’automotive, così come dalle barche e dai mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti.    

“Quando mi sento porre la questione della alternativa fra evitare di inquinare e decontaminare dopo aver inquinato so già la risposta (per averla valutata altre volte): la prima soluzione è più economica e costa meno anche in termini di salute umana – dichiara Riccardo Piunti, presidente CONOU - nel caso di queste meravigliose coste della Campania, peraltro, fra i vantaggi della prima soluzione ci sono anche i benefici del turismo che si avvale di coste e acque pulite. La Goletta percorre tutte le nostre coste e le siamo grati perché ci dice dove e cosa non va e va a cercare i posti giusti, perché il controllo deve essere serio e trovare non fare finta di cercare. Noi del Conou abbiamo lottato e comunque continuiamo a farlo da 42 anni perché mai dell’olio usato sia sparso nel mare, anzi perché possa tutto tornare a fare il suo mestiere dopo essere stato rigenerato in impianti come quello di Ramoil qui a Napoli”.



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