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FORTE PREOCCUPAZIONE
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Velia, il caso di milioni da spendere per un ascensore, ma il museo non c'è
Comunicato Stampa
28 luglio 2026 12:26
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VELIA. Il Codacons Cilento, per il tramite dell'avv. Bartolomeo Lanzara, esprime forte preoccupazione per il progetto di realizzazione dell'ascensore previsto all'interno del Parco Archeologico di Velia, sito riconosciuto patrimonio mondiale dell'UNESCO e tra i più importanti complessi archeologici dell'intero Mediterraneo.

Secondo le informazioni finora disponibili, l'intervento comporterebbe una spesa pubblica di circa otto milioni di euro destinata alla riqualificazione della ex galleria ferroviaria e alla realizzazione di un impianto di risalita verso l'acropoli.

«La questione non è essere favorevoli o contrari all'accessibilità – dichiara l'avv. Bartolomeo Lanzara –. La vera domanda è un'altra: siamo certi che un'opera di questo impatto sia compatibile con uno dei paesaggi archeologici più preziosi d'Europa? E siamo sicuri che, una volta costruita, qualcuno sarà in grado di sostenerne i costi di gestione e manutenzione per i prossimi decenni?»

Per il Codacons Cilento il punto centrale riguarda il possibile impatto ambientale, paesaggistico e archeologico dell'intervento su un bene sottoposto a rigorosi vincoli di tutela internazionale.

«Velia non è un'area urbana da riqualificare e non è un'infrastruttura moderna da rendere più efficiente. Velia è un patrimonio dell'umanità. Qualsiasi modifica permanente del paesaggio deve essere valutata con estrema prudenza. I cittadini hanno il diritto di conoscere nel dettaglio quali studi siano stati effettuati, quali siano le prescrizioni imposte dagli organismi di tutela e quali effetti avrà l'opera sul contesto archeologico e paesaggistico.»

L'associazione chiede inoltre che venga resa pubblica ogni valutazione relativa alla compatibilità dell'intervento con i vincoli UNESCO e con le esigenze di conservazione del sito.

«Non possiamo permetterci – prosegue Lanzara – che, nel nome della modernizzazione, si finisca per alterare in modo irreversibile un luogo che appartiene non solo al Cilento ma all'intera umanità. La tutela deve venire prima di qualsiasi altra considerazione.»

Altrettanto rilevante è il tema della sostenibilità economica dell'opera.

«I quasi tre milioni necessari per realizzare l'ascensore rappresentano soltanto il costo iniziale. Nessuno ha ancora spiegato ai cittadini quanto costeranno ogni anno la manutenzione ordinaria, quella straordinaria, l'assistenza tecnica, i consumi energetici e gli interventi di riparazione. Chi pagherà questi costi? Il Parco Archeologico dispone delle risorse necessarie per garantirne il funzionamento continuo? Oppure rischiamo di trovarci davanti all'ennesima infrastruttura pubblica costosa, inaugurata con grande enfasi e poi destinata a fermarsi per mancanza di fondi?»

Secondo il Codacons Cilento, prima di impegnare milioni di euro in un'opera la cui utilità e sostenibilità nel lungo periodo restano da chiarire, occorrerebbe affrontare la principale emergenza culturale di Velia: l'assenza di un Museo Nazionale.

«Da oltre vent'anni si parla della necessità di un grande Museo Nazionale di livello internazionale e da oltre vent'anni non si passa dalle parole ai fatti. Eppure Velia continua a vedere i propri reperti dispersi tra musei italiani, istituzioni straniere e collezioni private. Questa è la vera ferita aperta.»

Per l'avv. Lanzara la priorità dovrebbe essere la creazione di un polo museale capace di raccogliere, custodire ed esporre il patrimonio archeologico proveniente dall'antica Elea-Velia.

«È difficile comprendere perché si riescano a trovare quasi tre milioni di euro per un ascensore e non si riescano invece a reperire le risorse necessarie per un Museo Nazionale che restituisca a Velia il ruolo culturale che merita nel mondo. Un museo genererebbe ricerca, turismo qualificato, prestigio internazionale e occupazione stabile. Sarebbe un investimento sulla cultura, non soltanto un'opera infrastrutturale.»

Il Codacons Cilento annuncia la presentazione di una formale richiesta di chiarimenti agli enti competenti per conoscere nel dettaglio l'impatto ambientale e paesaggistico dell'intervento, i costi di gestione previsti, le coperture economiche future e le ragioni che hanno portato a privilegiare la realizzazione dell'ascensore rispetto alla creazione di un Museo Nazionale.

«La domanda che poniamo è semplice – conclude Lanzara –: questa opera rappresenta davvero il futuro di Velia oppure rischia di diventare l'ennesimo progetto costoso che non risolve i problemi strutturali del sito? Prima di spendere milioni di euro, i cittadini meritano risposte chiare, trasparenza assoluta e la certezza che il patrimonio UNESCO di Velia non venga sacrificato sull'altare dell'apparenza.» 

 

 

 

 



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