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Rapporto Mobilità 2026, De Rosa: "Logistica torna a crescere ma serve ripresa strutturale"
Redazione
31 luglio 2026 13:47
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SALERNO. Rapporto Mobilità 2026: per il cavaliere Domenico De Rosa, noto CEO del Gruppo SMET, "la logistica italiana torna a crescere, ma sarebbe un errore scambiare un rimbalzo per una ripresa strutturale". Di seguito l'ampia intervista rilasciata sul tema alla nostra emittente.

Il Rapporto sulla Mobilità del primo trimestre 2026 evidenzia segnali di miglioramento per il trasporto merci. È finalmente iniziata una nuova fase di crescita? "Parlerei di prudenza. I dati mostrano un miglioramento rispetto ai livelli più bassi registrati negli ultimi mesi, ma questo non significa che il settore abbia recuperato la propria forza strutturale. Quando si esce da una fase molto negativa è naturale registrare un rimbalzo statistico. Il rischio è interpretarlo come un ritorno alla normalità. Non è così".

Qual è il principale elemento che emerge da questo rapporto? "Che il sistema logistico continua a dimostrare una straordinaria capacità di adattamento. Nonostante inflazione, tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e rallentamento industriale europeo, le imprese della logistica hanno continuato a garantire la continuità delle filiere. È un settore che assorbe gli shock prima degli altri e spesso senza ricevere la stessa attenzione che viene riservata ad altri comparti industriali".

Il trasporto su strada continua quindi a rappresentare il pilastro del sistema? "Assolutamente sì. Il trasporto stradale rimane la spina dorsale della logistica europea. È quello che garantisce flessibilità, capillarità e continuità operativa. Il vero obiettivo non deve essere sostituirlo, ma renderlo sempre più efficiente attraverso l’intermodalità, la digitalizzazione e una maggiore integrazione con ferrovia e porti".

Quali sono, oggi, i principali rischi per il settore? "Sono almeno quattro. Il primo riguarda la debolezza della produzione industriale europea. Se l’industria produce meno, inevitabilmente si movimentano meno merci. Il secondo è rappresentato dai costi energetici, che restano molto superiori rispetto ai principali competitor internazionali. Il terzo è l’incertezza normativa, che rende difficili gli investimenti di lungo periodo. Infine c’è il tema della carenza di conducenti qualificati, che continua a rappresentare un limite alla crescita del settore".

Quanto pesa la crisi dell’automotive europeo? "Tantissimo. La logistica vive della salute dell’industria. L’automotive è sempre stato uno dei principali generatori di traffico per tutta la supply chain europea. Quando rallenta la produzione automobilistica rallentano inevitabilmente trasporti, componentistica e servizi logistici. Per questo considero la crisi dell’automotive uno dei principali problemi industriali dell’Europa".

Lei ha spesso criticato le politiche industriali europee. Per quale motivo? "Perché ritengo che abbiano privilegiato gli obiettivi ideologici rispetto alla competitività industriale. La transizione ecologica è un obiettivo condivisibile, ma avrebbe dovuto essere accompagnata dalla neutralità tecnologica. Invece si è scelto di concentrare tutto su un’unica tecnologia, penalizzando competenze, investimenti e filiere nelle quali l’Europa era leader mondiale".

Che ruolo avranno intelligenza artificiale e digitalizzazione? "Saranno decisive. Ma non sostituiranno le persone. Renderanno le imprese più efficienti nella pianificazione, nella gestione delle flotte, nella manutenzione predittiva e nell’ottimizzazione dei percorsi. Chi saprà integrare tecnologia e competenze umane sarà il vero vincitore dei prossimi anni".

Quale messaggio dovrebbe cogliere il decisore politico da questo rapporto? "Che la logistica non è un settore accessorio. È un’infrastruttura economica strategica. Senza logistica non esiste industria, non esiste export e non esiste competitività. Servono investimenti nelle infrastrutture, energia competitiva, semplificazione normativa e una politica industriale che rimetta al centro la capacità produttiva europea".

Qual è la sua previsione per i prossimi mesi? "Mi aspetto una graduale stabilizzazione, ma non una crescita robusta. Continueremo probabilmente a vedere miglioramenti rispetto ai minimi raggiunti, ma questo non significa che il sistema sia tornato ai livelli di sviluppo che conoscevamo. La vera sfida sarà recuperare competitività internazionale. È lì che si giocherà il futuro dell’industria e della logistica europea".



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