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TERZO APPUNTAMENTO
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Pollica Incontra: con "Sua Maestà il Cuore" la salute pubblica diventa una responsabilità condivisa
Comunicato Stampa
03 agosto 2026 09:10
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POLLICA. Una piazza attenta ha accolto ieri sera il terzo appuntamento di “Pollica Incontra – Dialoghi per abitare il futuro”, la rassegna culturale promossa dal Comune di Pollica e dal Paideia Campus del Future Food Institute. Protagonisti della serata sono stati il professor Massimo Massetti, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e creatore della Fgiornalistaondazione Dignitas Curae, Alfonso Dell’Erario, e coautore del volume Sua Maestà il Cuore (Cairo Editore), Antonio Limone, Direttore Generale dell’ASL di Caserta e Stefano Pisani Sindaco di Pollica, in un dialogo dedicato al futuro della salute pubblica e della medicina con Sara Roversi Presidente del Future Food Institute e del Paideia Campus. Al centro della serata c’è stato il cuore, raccontato non soltanto come il motore del corpo umano, ma come il filo rosso che attraversa tutta la nostra esistenza. È il primo organo a formarsi e l’ultimo a fermarsi. Da sempre rappresenta il simbolo universale della vita, dell’amore, del coraggio e dell’umanità. Per secoli è stata considerata la sede delle emozioni e dell’anima; oggi la scienza continua a confermarne la straordinaria centralità, mostrando quanto mente, emozioni e salute cardiovascolare siano profondamente intrecciate. In Sua Maestà il Cuore, Massimo Massetti e Alfonso Dell’Erario accompagnano il lettore in un viaggio che attraversa la storia e la medicina: dalle antiche civiltà alle grandi conquiste della cardiologia moderna, dalle prime intuizioni sul cuore alle più avanzate innovazioni tecnologiche, fino alla riscoperta di una verità tanto semplice quanto rivoluzionaria: non basta saper curare un cuore malato, bisogna imparare a custodire un cuore sano. Per questo il libro dedica grande attenzione alla prevenzione e a tutto ciò che, in ogni fase della vita, contribuisce a proteggerlo: un’alimentazione equilibrata, il movimento, il sonno, la gestione dello stress, la qualità delle relazioni e persino la felicità. Perché, come emerge dalle pagine del volume, prendersi cura del cuore significa adottare un diverso approccio alla vita, spostando l’attenzione dalla malattia alla persona e riconoscendo che la medicina più efficace comincia molto prima dell’ospedale: nelle scelte quotidiane, negli stili di vita e nella capacità di coltivare il benessere. Da qui il dialogo si è naturalmente allargato a una domanda più ampia: come immaginiamo la sanità del futuro? Una domanda che ha attraversato l’intero confronto e che ha trovato nella piazza di Pollica un terreno particolarmente fertile, dove la cultura della Dieta Mediterranea, la longevità e la salute pubblica dialogano da anni con la ricerca scientifica e l’innovazione. «Il Servizio Sanitario è stato costruito per un mondo che non esiste più», ha spiegato il professor Massetti, sottolineando come l’invecchiamento della popolazione e la diffusione delle patologie croniche impongano una medicina capace di accompagnare la persona nella sua interezza e non soltanto di rispondere alla singola malattia. Un approccio che mette al centro la continuità della cura, l’integrazione tra ospedale e territorio e una rinnovata attenzione alla dignità della persona. Una visione che trova espressione anche nella Fondazione Dignitas Curae, presieduta da Massetti, e nel Manifesto per la Sanità del Futuro, che promuove una medicina fondata sulla centralità della persona, sulla multidisciplinarietà, sulla prevenzione e sulla costruzione di una nuova alleanza tra sanità, istituzioni e comunità. Una sanità che riconosce nella cura della persona – e non della sola patologia – il fondamento del proprio agire. Al centro del confronto anche il ruolo della prevenzione e della medicina territoriale. Antonio Limone ha richiamato la necessità di passare da una sanità che misura il numero delle prestazioni a una sanità che misura gli esiti e la qualità della vita delle persone. Un cambio di prospettiva che rende ancora più strategico il rapporto tra ambiente, alimentazione, stili di vita e salute, riconoscendo nella prevenzione il principale investimento per il futuro.

In questo scenario, Pollica assume un valore simbolico e concreto. Con l’occasione il Prof Massetti e Dell’Errario hanno visitato il Museo Vivente della Dieta Mediterranea, oggi Presidio del Ministero della Salute per i Sani Stili di Vita, riconoscimento conferito dal Ministro della Salute Orazio Schillaci in occasione della prima Giornata Nazionale del Made in Italy. Un luogo che celebra i settant’anni di ricerca scientifica sulla Dieta Mediterranea, avviata nel Cilento con gli studi di Ancel Keys, e valorizza l’impegno della comunità di Pollica nel custodire e rinnovare questo patrimonio di conoscenze e pratiche. Una visita che ha rafforzato il dialogo tra due esperienze complementari: da un lato la ricerca clinica e la medicina d’eccellenza del Policlinico Gemelli, dall’altro Pollica, comunità emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea, che da anni sperimenta la salute come cultura, prevenzione e qualità delle relazioni. Non è un caso che proprio a Pollica, comunità emblematica della Dieta Mediterranea, il dialogo sul cuore si sia trasformato in una riflessione sulla salute come bene comune. Perché il futuro della medicina non dipenderà soltanto dalle innovazioni tecnologiche, ma dalla capacità delle comunità di coltivare ogni giorno le condizioni che rendono possibile una vita lunga, sana e piena. Il Sindaco di Pollica, Stefano Pisani ha infatti evidenziato che «le Case della Comunità non sono un edificio da riempire, ma una visione da costruire. Il loro valore non dipenderà dai muri, ma dalla capacità di mettere a disposizione della persona tutti i servizi di cui ha bisogno, facendo della prevenzione il primo investimento pubblico. A Pollica crediamo che la salute nasca molto prima dell’ospedale: nasce nella qualità dell’ambiente, nella cultura della Dieta Mediterranea, nelle relazioni, nell’educazione e nella forza di una comunità che si prende cura dei propri cittadini. Per questo confrontarci con esperienze come quella del Prof. Mazzetti e del Policlinico Gemelli significa costruire insieme un modello di sanità più vicino alle persone e ai territori.» Durante serata è emersa con forza l’idea che il futuro della medicina non possa essere costruito esclusivamente negli ospedali, ma debba nascere anche nei territori, attraverso comunità capaci di promuovere stili di vita sani, relazioni sociali, alimentazione consapevole e partecipazione civica. «La salute non è soltanto qualcosa che si cura. È qualcosa che si coltiva», è stato il messaggio che ha attraversato l’intero dialogo, richiamando il valore della Dieta Mediterranea non solo come modello alimentare, ma come patrimonio culturale e strumento di salute pubblica. Il cuore, in fondo, è la migliore metafora della salute pubblica. Nessun cuore può battere da solo. Ha bisogno di un organismo che funzioni, così come nessuna persona può essere davvero sana senza una comunità che si prenda cura del proprio ambiente, delle proprie relazioni e dei propri stili di vita. È questo il messaggio che Sua Maestà il Cuore ha consegnato alla piazza di Pollica: la medicina del futuro sarà certamente più tecnologica, ma soprattutto dovrà essere più umana. Perché la salute non è soltanto qualcosa che si cura. E' qualcosa che si coltiva, insieme. 



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