CAPACCIO PAESTUM. BCC Capaccio Paestum e Serino e Mutua Madonna del Granato ETS sostengono la realizzazione della mostra Matrice. Paestum tra memoria e visione, prima esposizione dedicata a Mario Bruno Bambacaro a un anno dalla sua scomparsa. L’iniziativa, ospitata dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum dal 9 agosto al 6 settembre 2026, rende omaggio a uno degli artisti che più profondamente hanno raccontato, attraverso la propria ricerca, il patrimonio storico, archeologico e culturale di Paestum.
L'esposizione sarà inaugurata domenica 9 agosto alle ore 17:30.
Matrice. Paestum tra memoria e visione è la prima mostra espositiva dedicata, a un anno dalla sua scomparsa, a Mario Bruno Bambacaro e rappresenta il riconoscimento di un’eredità artistica e culturale che continua a nutrire la memoria e l’identità del territorio. Bambacaro ha dedicato la propria vita allo studio, alla narrazione e alla restituzione poetica di Paestum e del suo paesaggio, costruendo nel tempo un’opera capace di intrecciare archeologia, storia, mito e vita quotidiana. Le sue immagini restituiscono un territorio in cui l’antico e il presente convivono senza soluzione di continuità, trasformando luoghi, persone e paesaggi in elementi di un unico racconto. Autore di opere divenute parte della memoria collettiva, come Paestum Minore, Bambacaro ha sempre perseguito una precisa missione culturale: raccontare il mito, la storia e il patrimonio del territorio alle nuove generazioni e a quanti si avvicinavano con curiosità a Paestum.
La scelta di esporre all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Paestum assume un forte valore simbolico. Bambacaro ha collaborato a lungo con il Parco Archeologico di Paestum: il museo e l’area archeologica sono state una presenza costante nel suo percorso umano e artistico. Riportare oggi le sue opere in questo luogo significa ricondurle alla loro origine e restituire la sua ricerca al paesaggio che l’ha generata. La mostra si sviluppa attorno a tre parole chiave — Mito, Segno, Matrice — che sintetizzano i nuclei fondamentali della sua produzione. Non segue un ordine cronologico, ma propone un percorso tematico che mette in dialogo opere note e lavori meno conosciuti, offrendo una lettura nuova dell’artista. Accanto alle grandi tele emergono acquerelli, collage, composizioni di piccolo formato e disegni su carta millimetrata. È un Bambacaro più essenziale e sperimentale, nel quale il segno diventa principio generatore dell’immagine e del pensiero. Nei suoi lavori Bambacaro ricerca l’essenza delle cose, trasformando la riduzione della forma in forza espressiva. Da qui il titolo della mostra: Matrice, intesa come origine, memoria e struttura, il segno primario da cui prende forma l’opera, ma anche come riferimento a Paestum, matrice della sua ricerca artistica.
Matrice propone così un incontro tra memoria e visione, restituendo il ritratto di un artista che ha saputo trasformare Paestum in un luogo dell’anima e raccontarne l’identità universale. La mostra riunisce 78 opere realizzate tra gli anni Sessanta e il 2025, offrendo un’ampia panoramica della ricerca artistica di Mario Bruno Bambacaro. Il percorso espositivo comprende acquerelli, collage, disegni a matita e a china, dipinti a olio su tela e opere a tecnica mista, restituendo la ricchezza e la varietà dei linguaggi espressivi sperimentati dall’artista nel corso della sua carriera.
Attraverso questa selezione, il visitatore è invitato a esplorare i temi del mito, della memoria, del paesaggio e dell’identità di Paestum, interpretati attraverso il costante rinnovamento del linguaggio visivo di Bambacaro, nel quale rimane sempre riconoscibile la matrice poetica che ne definisce la visione artistica.