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AVVIATO NUOVO ITER
AVVIATO NUOVO ITER
Capaccio Paestum, Paolino revoca proposta di PUC approvata un mese fa: “Disattesi indirizzi ed emersi conflitti d’interesse”
Alfonso Stile
11 agosto 2026 19:03
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CAPACCIO PAESTUM. La Giunta comunale di Capaccio Paestum ha revocato la proposta di PUC approvata poco più di un mese fa. Con apposita delibera in data odierna (n. 317), infatti, l’esecutivo guidato dal sindaco, Gaetano Paolino, ha revocato la delibera di Giunta del 29 giugno scorso (n. 263) con la quale aveva adottato la proposta di PUC (pubblicata sul BURC il 6 luglio con conseguente attivazione dell’iter partecipativo relativo alla presentazione delle osservazioni, con scadenza fissata al 4 settembre prossimo), disponendo contestualmente l’avvio delle procedure per una nuova proposta. Alla votazione hanno preso parte, collegati da remoto, la vicesindaco Maria Sarno e gli assessori Rosario D’Acunto, Decio Rinaldi e Alessandra Senatore, assente invece l’assessore Alfonso Bufano.

Una decisione sicuramente clamorosa e che innescherà non poche polemiche, fondata su un "approfondimento" avviato in prima persona, dal sindaco Paolino, sulla corrispondenza tra il PUC elaborato dal RUP e gli indirizzi politici e programmatici approvati, dal Consiglio comunale, nell’ottobre 2025. Sarebbero emersi infatti plurimi rilievi, sia sostanziali che formali: la proposta avrebbe disatteso gran parte delle linee di indirizzo stabilite dall’Amministrazione, arrivando ad ignorare la visione di sviluppo territoriale delineata negli atti di programmazione, con incongruenze ritenute insanabili e tali da rendere necessario fermare il procedimento già avviato e ripartire con una nuova proposta, coerente con gli indirizzi di governo del territorio. A pesare sulla decisione anche una questione relativa ai conflitti d’interesse: un tecnico di supporto, l'ing. Renato Carrozza, ha dichiarato l’esistenza, nel triennio precedente, di conflitti d’interesse personali, attraverso una nota protocollata il 5 agosto 2026.

La revoca è stata adottata, in autotutela, ai sensi dell’art. 21-quinquies della legge 241 del 1990. Alla delibera, lo stesso sindaco Paolino ha allegato anche una relazione a sua firma di 13 pagine “redatta all’esito della propria attività di approfondimento degli elaborati progettuali e descrittivi relativi alla proposta di PUC”, che lui stesso aveva approvato, poco più di un mese fa, insieme alla Giunta.

Nella relazione, Paolino specifica dettagliatamente tutti i motivi per i quali ha ritenuto di dover revocare la proposta di PUC partorita dall’Ufficio di Piano: scelto ed incaricato dall’Amministrazione comunale per la redazione dell’importante strumento urbanistico, ora invece viene "accusato" di una vera e propria “mancanza di recepimento” degli indirizzi e di aver così elaborato una proposta diversa rispetto alla visione delineata dal Consiglio comunale e dalla Giunta.

Nello specifico, ecco gli aspetti salienti della relazione con la quale Paolino ha smontato, punto per punto, tutto il lavoro dell’Ufficio di Piano.

Capaccio Scalo - Gli indirizzi dell'Amministrazione prevedevano una riqualificazione urbana capace di trasformare Capaccio Scalo in un vero centro urbano moderno e interconnesso, con funzioni direzionali, servizi, mobilità sostenibile, spazi pubblici e collegamenti con gli altri centri. Secondo la relazione, invece, la proposta di PUC avrebbe privilegiato in modo eccessivo la funzione residenziale. Particolarmente significativo è il confronto sugli alloggi: circa 270 quelli che risultavano collegati alle previsioni del precedente PRG, mentre la nuova proposta prevedeva complessivamente 916 alloggi nelle aree considerate. Il totale indicato dalla relazione arriva a 1.186 alloggi, dei quali 102 ERP. Il sindaco ritiene che la previsione residenziale sia sproporzionata rispetto alla strategia di sviluppo delineata dagli indirizzi, con il rischio di un ulteriore incremento del carico urbanistico. Inoltre, gli indirizzi prevedevano la realizzazione di un Centro Direzionale Multifunzionale, pensato anche per alleggerire la mobilità interna e concentrare funzioni e servizi: impostazione che non sarebbe stata adeguatamente recepita.

Traffico, mobilità e servizi - Un altro elemento fortemente contestato è il rapporto tra nuova edificazione e capacità della rete viaria. Paolino sostiene che una maggiore concentrazione residenziale a Capaccio Scalo rischierebbe di aggravare ulteriormente: il traffico; il sovraccarico della rete stradale; l'inquinamento; i problemi di vivibilità; la pressione sulle infrastrutture e sui servizi. Gli indirizzi politici prevedevano invece una città maggiormente organizzata sotto il profilo della mobilità, con collegamenti tra i diversi centri urbani, percorsi pedonali e ciclabili, trasporto pubblico e nuove strutture di servizio.

Riqualificazione fascia costiera - Gli indirizzi prevedevano una strategia unitaria per il litorale comunale, fondata sulla riqualificazione e sulla valorizzazione turistica e ambientale, richiamando una visione complessiva della costa per superare una gestione frammentaria del territorio e costruire una vera strategia di sviluppo del litorale, anche attraverso la rigenerazione dei complessi turistici esistenti. Nella proposta di PUC queste indicazioni sarebbero state recepite solo marginalmente, senza una vera traduzione progettuale.

Turismo, archeologia e patrimonio culturale - Gli indirizzi prevedevano di utilizzare il patrimonio storico-archeologico di Paestum come elemento centrale dello sviluppo turistico e culturale, collegandolo alla fascia costiera e agli altri centri del territorio. Anche qui, tale aspetto sarebbe stato considerato soltanto in maniera marginale, senza costruire una strategia territoriale sufficientemente organica.

Legge 220/57 - Un altro punto particolarmente delicato riguarda la Legge 220/57, relativa alle aree interessate dagli insediamenti sorti negli anni Sessanta in prossimità dell'area archeologica. La relazione evidenzia che si tratta di una problematica urbanistica e sociale rilevante, che avrebbe richiesto una specifica previsione nel PUC, e la proposta di Piano non avrebbe affrontato adeguatamente questa questione, limitandosi a una determinata interpretazione della normativa.

Capaccio Capoluogo - Gli indirizzi prevedevano una strategia finalizzata a valorizzare il centro storico, favorire il recupero degli edifici, incentivare la residenzialità, sviluppare il turismo, contrastare lo spopolamento. Il documento evidenzia infatti il progressivo calo demografico del Capoluogo e la necessità di creare nuove opportunità per riportare popolazione e attività nel centro storico. Secondo il sindaco, la proposta ha ignorato tale indicazioni, contestando anche la previsione relativa al vincolo dell'E4, ritenuta non coerente con gli indirizzi di valorizzazione del Capoluogo.

Agricoltura - Si chiedeva un forte valorizzazione dell’agricoltura innovativa e rigenerativa, considerata uno dei pilastri dello sviluppo economico territoriale. La proposta di PUC non avrebbe adeguatamente sviluppato questa impostazione, senza dare particolare attenzione anche alla fascia rossa.

Capo di Fiume, Rettifilo, Borgo Nuovo e Cafasso - L'obiettivo era evitare che l'intero sviluppo urbano fosse concentrato esclusivamente su Capaccio Scalo, distribuendo invece funzioni, servizi e opportunità sul territorio. Contestata la mancata previsione di una vera riaggregazione dei centri urbani e di una strategia complessiva di mobilità e collegamento tra gli stessi.

Paestum "Città del Mare" - Uno dei passaggi più significativi della relazione riguarda il progetto di "Paestum Città del Mare".  L'idea era costruire una vera città costiera, capace di integrare turismo, balneazione, servizi, cultura, archeologia e attività economiche. La relazione contesta invece la mancata definizione dei ruoli che gli indirizzi avevano attribuito ai diversi centri costieri e la mancata costruzione di una strategia organica per l'intero sistema.

"Città Globale" - La relazione segnala, infine, che anche l'idea di "Città Globale: Capaccio Paestum", contenuta negli indirizzi politici, non sarebbe stata adeguatamente sviluppata. Secondo il sindaco, la proposta si sarebbe limitata sostanzialmente a indicare le principali componenti del territorio senza costruire una vera progettualità capace di integrarle.

Con apposita nota stampa, il 29 giugno scorso, l’Amministrazione comunale, nell’annunciare l’approvazione della proposta di Piano, comunicava invece quanto segue: “La Proposta di PUC adottata dalla Giunta Paolino disegna una Capaccio Paestum del futuro che guarda alla sostenibilità ambientale, al turismo di qualità, alla riqualificazione del patrimonio esistente dei borghi, al rafforzamento razionale del tessuto urbano e alle sue connessioni. Gli ambiti di trasformazione saranno governati dai principi normativi della perequazione e della compensazione, così come previsto dall’art. 12 del Regolamento n. 5/2011 in attuazione della L.R. n. 16/2004.

Per quanto riguarda la zona a ridosso della costa, è stato previsto un unico grande ambito di trasformazione ai fini turistici e parametrato sulla calcolata necessità di nuovi posti letto e servizi connessi alla ricettività. Per Capaccio Scalo, si propone un razionale rafforzamento e allargamento del tessuto urbano, con all’interno il polmone verde del Parco Urbano di Via Caduti di Nassyria, una viabilità generale potenziata, nuove aree parcheggio, un Centro Direzionale, una cittadella scolastico e la previsione di un Pala Eventi in zona periurbana. L’attuale Viale della Repubblica, strada che collega Capaccio Scalo con il mare, diventerà un ampio boulevard alberato e con la pista ciclabile potenziata. Un’arteria che metterà in relazione e connessione il centro urbano con la fascia costiera nell’ottica di una mobilità integrata con il verde pubblico. Un grande polo della cultura e della memoria storica del territorio è previsto in zona Linora, su terreni confiscati”.



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