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Campania in fiamme, la Fondazione Vassallo rilancia la proposta dei 60 milioni di alberi
Comunicato Stampa
14 agosto 2026 12:22
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CAMPANIA. Gli incendi che in queste settimane stanno interessando la Campania riportano con forza al centro dell'attenzione la fragilità del patrimonio ambientale della nostra regione. Dal Vesuvio alle aree interne, dai boschi del Salernitano alle zone costiere, le fiamme rappresentano una minaccia non soltanto per la vegetazione, ma per la biodiversità, il paesaggio, il suolo, le comunità e l'identità stessa dei nostri territori. La Campania vive ancora una volta una stagione nella quale la prevenzione e la capacità di intervento diventano una priorità assoluta. Di fronte a questa emergenza, la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore torna a rilanciare una proposta che aveva già avanzato tre anni fa: la messa a dimora di 60 milioni di piante, utilizzando anche le risorse del PNRR, attraverso un grande progetto nazionale di riforestazione e di rigenerazione ambientale. Una proposta nata dalla convinzione che la difesa del territorio non possa essere affrontata soltanto quando arrivano le fiamme, ma debba partire molto prima, attraverso investimenti strutturali, cura dei boschi e una nuova cultura della prevenzione. Il Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, Dario Vassallo, sottolinea il significato della proposta: “Tre anni fa abbiamo lanciato questa iniziativa perché avevamo ben chiaro che il nostro territorio aveva bisogno di una grande politica di riforestazione. Oggi, mentre la Campania brucia, quella proposta assume un significato ancora più urgente. Non vogliamo dire semplicemente ‘lo avevamo detto’: vogliamo che finalmente si passi dalle parole ai fatti”. “Da anni, come Fondazione, coltiviamo querce e gigli marini. Lo facciamo non per un interesse personale, ma per il bene comune. Ogni pianta rappresenta un investimento sul futuro, sulla qualità dell'aria, sulla biodiversità e sulla capacità del territorio di resistere agli effetti del cambiamento climatico. Ma piantare alberi non basta: bisogna proteggerli, curarli e soprattutto proteggere i territori nei quali vengono messi a dimora”. La Fondazione richiama quindi l'attenzione sulla necessità di costruire in Campania un sistema permanente di prevenzione degli incendi boschivi, capace di affiancare al lavoro delle squadre operative e dei mezzi aerei una maggiore attività di monitoraggio, manutenzione e controllo del territorio. “Non possiamo vivere ogni estate contando i danni provocati dagli incendi e poi ricominciare tutto da capo l'anno successivo – continua Dario Vassallo –. Servono più risorse per la prevenzione, più uomini sul territorio, più mezzi e una flotta antincendio adeguata. Ma serve soprattutto una strategia che guardi ai prossimi venti o trent'anni e non soltanto all'emergenza di oggi”. Particolare attenzione deve essere rivolta ai territori simbolo della Campania, a partire dal Vesuvio, dai parchi naturali e dalle aree boschive del Cilento e del Salernitano. Luoghi nei quali patrimonio naturale, paesaggio, cultura e identità delle comunità sono strettamente legati. “Quando brucia un bosco non perdiamo soltanto degli alberi. Perdiamo anni di vita, biodiversità, suolo, paesaggio e memoria. E spesso lasciamo alle generazioni future un territorio più fragile di quello che abbiamo ricevuto”, afferma il Presidente della Fondazione. La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore rivolge quindi un appello alla Regione Campania, al Governo nazionale e a tutte le istituzioni competenti affinché la stagione degli incendi diventi l'occasione per avviare un vero Piano straordinario per la tutela del patrimonio ambientale campano, fondato su prevenzione, riforestazione, manutenzione dei boschi, controllo del territorio e potenziamento dei mezzi di lotta agli incendi. “La Campania non può essere ricordata soltanto quando brucia. Deve essere difesa ogni giorno – conclude Dario Vassallo –. Tre anni fa abbiamo indicato una strada con la proposta dei 60 milioni di alberi. Oggi chiediamo alle istituzioni di riprenderla e trasformarla in un progetto concreto”.



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