Cronaca
DAI CARABINIERI
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Procida, truffa agli anziani: l'autore è un 13enne
Comunicato Stampa
18 agosto 2026 09:28
Eye
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PROCIDA. Un padre in galera, una madre lontana e un’infanzia bruciata. Ha 13 anni, non è imputabile ed è “merce” succulenta per la criminalità. Un’età dove un tempo non troppo lontano si giocava a “guardia e ladro” gettata in una realtà che purtroppo è un intreccio di storie tristi dove anche il carnefice è una vittima. Siamo sull’isola di Procida. I Carabinieri della locale stazione hanno ricevuto diverse segnalazioni dai cittadini dell’isola. Qualcuno sta tentando la truffa della finta rapina. Le telefonate iniziano tutte con la stessa frase. “Signora siamo i carabinieri, hanno appena perpetrato una rapina in banca e dalle telecamere si vede la sua auto, deve dimostrare la sua innocenza. Mostri al nostro carabiniere i gioielli che ha, dimostri che non sono quelli appena rubati”. L’ondata di prevenzione sta funzionando ma per la legge dei grandi numeri qualcuno cade.I militari si mettono alla ricerca di persone sospette. Un bimbo cattura l’attenzione dei carabinieri. Non è un dubbio investigativo ma il timore che quel bambino si fosse perso. I carabinieri si avvicinano. Il piccolo, ha 13 anni, è schivo. Dice che sta attendendo un taxi e non risponde alla domanda di dove fossero i suoi genitori. Il 13enne apre lo zaino. All’interno 1.550 euro e diversi gioielli. Non un pianto, nessuna parola. Gli occhi adulti in quel viso da bambino fanno da ossimoro. I carabinieri comprendono che il ragazzino si è appena reso protagonista di una truffa. In poco tempo viene trovata la vittima. La donna ha 83 anni. Poco prima la vittima aveva dato a chi poteva essere un nipotino soldi e gioielli. Restituita la refurtiva alla vittima, i militari accompagnano il 13enne in caserma. I genitori sono separati. Il padre è in carcere. Vive a Napoli con sua nonna, con sua madre e la piccola sorellina. C’è da affidarlo e non è semplice. La madre si trova in vacanza a Terracina e dopo una lunga ricerca si riesce a contattare la nonna.  Il 13enne alla fine viene affidato ai familiari. La vicenda è stata segnalata alla Procura per i minorenni di Napoli per la valutazioni su misure di sicurezza e sociali.



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