Sanità
LA PROPOSTA
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Scambio di embrioni a Napoli e Milano, Polichetti (Udc): "Basta fatalità"
Comunicato Stampa
18 agosto 2026 12:08
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NAPOLI. Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, interviene sulle vicende che hanno interessato il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Paolo di Napoli e il Centro Pma del San Raffaele di Milano. A Napoli una coppia ha scoperto dopo la nascita della figlia che la bambina non era biologicamente loro, mentre a Milano un errore di lettura nel programma di lavoro ha portato al prelievo dell'embrione sbagliato, superando anche il doppio controllo. "Due episodi distinti, verificatisi in strutture sanitarie diverse e venuti alla luce a distanza di pochi giorni, impongono di superare la logica del singolo incidente. Quando si parla di procreazione medicalmente assistita e di embrioni, anche un errore statisticamente eccezionale può determinare conseguenze umane, familiari e psicologiche irreversibili. È dunque necessario interrogarsi non soltanto sulle responsabilità individuali, ma soprattutto sulla capacità dei sistemi organizzativi e tecnologici di impedire che l'errore umano possa arrivare fino al paziente", dichiara Polichetti. Sulle dinamiche dei singoli casi e sulla necessità di risposte certe, l'esponente dell'Udc sottolinea: "È proprio il caso del San Raffaele a porre una questione che deve interessare l'intero Servizio sanitario nazionale. Se un errore iniziale riesce a superare anche il doppio controllo previsto dal protocollo, significa che dobbiamo domandarci se sia sufficiente affidare la sicurezza esclusivamente alla corretta esecuzione delle procedure da parte degli operatori. L'errore umano può accadere; il sistema deve essere costruito affinché un singolo errore non possa trasformarsi in un evento irreversibile. Nel caso napoletano, quei genitori pongono una domanda drammatica: dove sono i nostri embrioni? È un interrogativo che merita una risposta certa, scientificamente verificabile e documentata". Indicando le soluzioni operative per la prevenzione e la tutela dei minori, Polichetti conclude: "La politica sanitaria non può aspettare la conclusione dei procedimenti giudiziari per intervenire. Occorre verificare se non sia arrivato il momento di introdurre standard nazionali ancora più stringenti e uniformi per la tracciabilità degli embrioni, avviando una ricognizione nazionale sui protocolli adottati nei centri pubblici e privati. Bisogna valutare sistemi nei quali l'identificazione sia accompagnata da strumenti tecnologici capaci di generare un vero e proprio blocco della procedura in presenza di qualsiasi discordanza. Napoli e Milano devono rappresentare un punto di svolta: l'Udc chiederà che la questione venga affrontata a livello nazionale, perché l'identità biologica di una persona e la serenità di una famiglia non possono dipendere da una riga letta male".



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