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L'INTERVISTA
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Capaccio Paestum, Caramante: "Città di gattopardi, rivoluzione e cambiamento non piacciono a tutti..."
Redazione
24 agosto 2026 19:35
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CAPACCIO PAESTUM. Dopo appena 15 mesi, è terminata anzitempo l’Amministrazione comunale di Capaccio Paestum guidata dal sindaco, Gaetano Paolino, sfiduciato questa mattina da 9 consiglieri. Dopo la netta spaccatura con il gruppo di maggioranza che lo aveva scelto e portato all’elezione, al fianco del primo cittadino si è schierato, da subito, il consigliere Carmine Caramante (Fratelli d’Italia), in precedenza suo diretto e spigoloso avversario, in campagna elettorale, per la fascia tricolore. Sollecitato dalla nostra emittente, abbiamo raccolto le sue considerazioni sulla defenestrazione di Paolino.

Dottor Caramante, dopo 15 mesi l’Amministrazione Paolino, che lei ad un certo punto ha deciso di sostenere come consigliere comunale, è caduta… “La nostra, mia e del gruppo di FDI, fin dal principio, senza chiedere in cambio nulla, né assessori né altri poteri, è stata una scelta di sostegno al Sindaco fatta nell’interesse della città per dare stabilità politica all’ente nel perseguimento dell’obiettivo di evitare uno scioglimento per art. 143 TUEL, condizione a nostro avviso imprescindibile per chiudere con un recente passato molto rischioso e burrascoso. Purtroppo, questa firma dal notaio di 9 consiglieri, indipendentemente dalle loro valutazioni politiche, è un gesto sconsiderato che mette seriamente a rischio quanto fatto finora in questo senso. A differenza di Sorrento, che insieme alla fase di monitoraggio ha ottenuto contestualmente pubblicato dal Ministero anche il decreto di insussistenza e quindi ha superato il problema definitivamente, il nostro Comune, a maggio scorso, non ha ottenuto il decreto di insussistenza delle condizioni dell’art. 143 TUEL ma esclusivamente la nota con le prescrizioni e il monitoraggio. La procedura, pertanto, è tutt’ora in corso e non definita. Di conseguenza, è palese che questo scioglimento, per cause interne avvenuto prima del completamento della fase prescrittiva e del suo esito, a novembre o dicembre prossimi rischia seriamente di causare, da parte degli organi ministeriali e del prefetto, la decisione finale del commissariamento per art. 143 TUEL e quindi un lungo periodo senza elezioni, anche di due anni, oltre all’onta gravissima che un simile provvedimento genera sul piano dell’immagine della città, dell’ente e sulla vita politica locale”. 

Sul PUC adottato e poi revocato, cosa è successo? “Sul PUC non vi è alcun mistero. Chi vuole capire le ragioni di tale scelta deve semplicemente avere la pazienza di leggere la delibera di revoca e il rispettivo allegato. Le ragioni, naturali e logiche di tale scelta, sono esplicitate negli atti. La loro lettura può fornire a chiunque il quadro di quanto avvenuto. Per il resto, nonostante risultati importanti ottenuti in questi 15 mesi, qualcuno o qualcuna ha deciso di mandare tutto all’aria, rigettando nel caos il Comune e la città a soli tre mesi dal possibile raggiungimento di un traguardo fondamentale per la ripartenza e la credibilità dell’ente”. 

Ha parlato di risultati raggiunti in questi 15 mesi, quali? “Tanti, innanzitutto l’avere, con una necessaria e complessa azione di self cleaning, documentata e inviata alla Commissione di Accesso, evitato che il Viminale sciogliesse a fine 2025 il nostro Comune gravato dalla procedura di art. 143, cosa che avviene in Italia nel 90% dei casi. Aver ottenuto monitoraggio e fase prescrittiva è stato un grande risultato e una grande apertura di credito da parte degli organi competenti verso il Sindaco Paolino, l’Amministrazione e il Consiglio Comunale. Poi voglio rimarcare tante altre cose, come il lavoro fatto sul contrasto ai reati ambientali che ha prodotto un’estate con un mare eccellente, le tante opere pubbliche che erano ferme e che abbiamo fatto ripartire attraverso aggiustamenti burocratici e normativi, altrimenti avrebbero visto la fine. Il risanamento del disavanzo di Bilancio, la lotta concreta agli sprechi e la razionalizzazione della spesa pubblica. Gli interventi che per l’estate 2026 hanno consentito al Capoluogo di non avere problemi di approvvigionamento idrico. I finanziamenti extracomunali ottenuti, circa 30 milioni di euro in un solo anno, attraverso bandi e avvisi statali e regionali. E, in ultimo, ma solo in ordine di tempo, la stabilizzazione di oltre 100 tra dipendenti e operai della Paistom, oggi assunti tutti a tempo indeterminato. Grazie al nostro impegno sono diventati tutti persone libere dal dover elemosinare proroghe al politico di turno, oggi hanno la dignità lavorativa che non gli era stata mai riconosciuta”. 

E allora perché è finita così? “Bella domanda. Qualcuno, ho letto in queste ore, ha detto che Capaccio Paestum è un paese politicamente pericoloso, di gattopardi. Forse non è pericoloso, ma certamente oggi è complesso e attanagliato da una profonda crisi di valori politici e umani. Diciamo che, ad un certo punto di questo percorso di risanamento portato avanti dal Sindaco Paolino insieme a noi volenterosi, il vento è tornato a soffiare in direzione contraria. E le folate, purtroppo, sono state più forti del cambiamento. Chi vuol cambiare le cose, chi vuol farlo con l’amore per la legalità e le regole, finisce naturalmente per scontrarsi contro muri di gomma e forze indefinite e indefinibili, a cui questo modo di amministrare non piace. In pratica, si è semplicemente trattato della lotta perenne tra restaurazione e la rivoluzione che noi abbiamo cercato di fare in maniera libera e semplice, senza plotoni o truppe cammellate e con risorse finanziarie minime, essendo l’ente in predissesto”. 

In precedenza, due candidature a Sindaco nel 2024 e nel 2025, un’esperienza da consigliere comunale tra il 2007 e il 2011 con il sindaco Pasquale Marino. Come sarà il futuro politico di Carmine Caramante? “Sinceramente, del mio futuro impegno politico ho poco interesse a parlare poiché non lo ritengo essenziale. Quel che più mi preoccupa è il futuro politico e amministrativo di Capaccio Paestum. Tutti avevamo il compito, come Consiglio comunale nella sua interezza, di dimostrare che la politica capaccese ha la forza da sola di darsi stabilità e razionalità d’agire”. 

La vedremo in campo nella prossima campagna elettorale? “Ripeto, sono molto restio a parlare di me, poiché davvero credo che sia superfluo. La politica è una delle mie più grandi passioni che, onestamente, mi ha dato moltissimo in termini di soddisfazioni e emozioni nella mia vita. Avevo promesso a me stesso che, dopo l’esperienza del 2007-2011, sarei un giorno ritornato di nuovo a sedere sui banchi del Consiglio Comunale. Sembrava difficile, tante sono state le battaglie e le traversate nel deserto. Alla fine, la promessa è stata mantenuta. La prima esperienza, dal 27 maggio 2007 al 22 dicembre 2011, è durata 1662 giorni. La seconda, dal 27 maggio 2025 al 24 agosto 2026, ha avuto la durata di 452 giorni. In totale, fanno 2114 giorni, nei quali, con impegno e libertà, ho servito l’ente e il paese, senza mai servirmi di essi. Ho pensato, già oggi, che “2114” sarà il titolo di un mio libro o memoriale, credo che uscirà entro Natale. Sarà un testo interessante per la recente storia di Capaccio Paestum. Racconterò tutto, ogni dettaglio, anche le cose che non si raccontano. E già, perché ci sono cose che molte volte non si dicono o raccontano affinché si possa credere che non siano mai successe”.



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