MOIO DELLA CIVITELLA. Pellare, frazione di Moio della Civitella, ieri ha festeggiato il suo santo patrono, San Bartolomeo apostolo, in una celebrazione che unisce la devozione religiosa alla memoria della comunità. La festa, un momento di forte identità per il paese cilentano, ha assunto un significato ancora più profondo: un abbraccio ideale per raggiungere la comunità di emigrati pellaresi in Venezuela.
Per molti, che in passato hanno lasciato la terra d'origine alla ricerca di fortuna in Sudamerica, il culto di San Bartolomeo è rimasto il filo rosso vivo, un legame indissolubile con le proprie radici, l'occasione per ricordare il loro sacrificio e sentirsi una sola famiglia.
Il programma dei festeggiamenti ha visto un fitto calendario di appuntamenti tenuti fino a tarda notte. Il momento più atteso, quando alle 18.30, la statua di San Bartolomeo ha varcato le porte della chiesa per attraversare le vie del paese. Un cammino scandito dalle preghiere, dalla banda musicale, dai canti e dalla commozione dei fedeli ha attraversato le vie di Pellare. Al rientro della processione, in Piazza S. Caterina la batteria di fuochi d’artificio, curata dalla storica Ditta Di Muoio di Vatolla, ha offerto uno spettacolo unico.
Al termine la musica è stata la protagonista in Piazza degli Eroi grazie al concerto della formazione di Città di Francavilla Fontana (Br) diretta dal maestro Ermir Krantja. A mezzanotte in Piazza S. Caterina, la Ditta Di Muoio con lo spettacolo pirotecnico ha concluso una giornata di festa capace di attrarre numerosi emigrati e turisti.