CAPACCIO PAESTUM. Sfiducia al sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino. Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la seguente nota inviata, alla nostra redazione, dall’ex consigliera comunale Pamela Volpe.
Con la conclusione anticipata dell’Amministrazione Paolino, il 24 agosto termina anche il mio mandato da consigliere comunale. Si chiudono così 15 mesi difficili, intensi, complessi e per me profondamente significativi. È stata la mia prima esperienza nelle istituzioni e fin dal primo giorno ho cercato di viverla con serietà, trasparenza e senso di responsabilità, stando accanto al Sindaco Gaetano Paolino e cercando di fare la mia parte fino alla fine. Voglio ringraziare il Sindaco per aver affrontato con serietà quello che è stato sicuramente uno dei periodi più difficili della storia amministrativa di Capaccio Paestum. Credo sia giusto ricordare anche il contesto nel quale ci siamo trovati ad amministrare.
L’Amministrazione Paolino, purtroppo, è nata tra mille difficoltà e già nei primi mesi le difficoltà sono aumentate. All’inizio, tutti, me compresa, ci aspettavamo una situazione diversa, forse più simile a quella degli anni precedenti, con una macchina amministrativa già avviata e un clima di maggiore disinvoltura. Ci siamo invece trovati a dover affrontare fin da subito una realtà completamente diversa: una Commissione Antimafia alle spalle, un piano di riequilibrio da rispettare, un ente in predissesto finanziario e numerosi obblighi e vincoli da affrontare.
A questo si sono aggiunte le difficoltà legate alla macchina amministrativa e la significativa riduzione del personale Paistom rispetto agli anni precedenti. Erano problemi concreti, che inevitabilmente hanno condizionato il lavoro dell’Amministrazione e che, secondo me, non possono essere ignorati quando si valuta ciò che è stato fatto. Nonostante tutto, è stato avviato un importante lavoro di risanamento economico, cercando allo stesso tempo di garantire alla comunità ciò che era essenziale. Penso, ad esempio, all’ottenimento dei tanti nuovi finanziamenti extracomunali e al lavoro incessante svolto per affrontare il grave problema della carenza d’acqua nel Capoluogo.
Sono solo due esempi di un’attività amministrativa che, pur tra tante difficoltà, ha cercato di dare risposte concrete alle esigenze della comunità. Non credo sia necessario, in questa sede, elencare tutto ciò che è stato fatto in questi quindici mesi: molti degli interventi e dei risultati raggiunti sono già stati illustrati pubblicamente dagli altri consiglieri e colleghi che hanno condiviso questo percorso. Mi limito quindi a ricordare alcuni aspetti che considero rappresentativi del lavoro svolto.
Non tutto è stato semplice e sicuramente non tutto è stato perfetto. Ma credo sia giusto riconoscere che amministrare in quelle condizioni richiedeva impegno, responsabilità, tanti sacrifici e anche tanta pazienza. Per quanto mi riguarda, ho dedicato a questo ruolo tempo, energie, sacrifici e tanta pazienza, sottraendoli spesso alla mia famiglia, al mio lavoro e alla mia vita personale. L’ho fatto senza mai chiedere nulla in cambio, spesso in silenzio e senza cercare i riflettori, semplicemente perché avevo scelto di esserci e di svolgere fino in fondo il compito che mi era stato affidato. Non tutte le situazioni che mi sono trovata ad affrontare dipendevano direttamente da me e non tutte le scelte sono state semplici. Ma ho sempre cercato di fare la mia parte con serietà, correttezza e rispetto per l’istituzione che rappresentavo. E sono orgogliosa di come ho svolto questo ruolo.
Il primo e più sentito ringraziamento va ai miei elettori. La fiducia che mi è stata accordata è stata un grande onore, ma soprattutto una responsabilità quotidiana. Ho cercato di esserne all’altezza attraverso la presenza, l’ascolto e il lavoro. In questi 15i mesi ho avuto l’opportunità di incontrare tantissime persone e di confrontarmi quotidianamente con le esigenze della comunità, cercando, per quanto nelle mie possibilità e nelle mie competenze, di dare il mio contributo.
Ho sempre considerato il rapporto con la comunità il cuore dell’impegno amministrativo: ascoltare le persone, comprenderne le difficoltà e cercare, quando possibile, di dare risposte concrete. Sono arrivata a questa esperienza con poca esperienza politica e ho dovuto imparare molto strada facendo. Ma una cosa posso dirla con certezza: tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con la massima serietà, onestà e rispetto. Un ringraziamento particolare va ai dipendenti comunali e ai funzionari con i quali ho avuto modo di collaborare. Ho conosciuto persone splendide. Alcune le conoscevo già, altre le ho conosciute proprio attraverso questa esperienza. Persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, svolgono il proprio lavoro con professionalità, dedizione e senso del dovere. Per me è stato un piacere lavorare al loro fianco e, tra i tanti problemi che ci siamo trovati ad affrontare, ho cercato sempre di dare concretamente una mano, con lealtà e disponibilità. Perché credo che quando si collabora non bisogna creare altri problemi, ma cercare di aiutare a risolverli. Ringrazio anche chi mi ha sostenuta, chi mi ha rivolto una critica, chi mi ha dato un consiglio e chi ha condiviso con me questo percorso in maniera sincera e leale.
Anche il confronto, quando è sincero e rispettoso, rappresenta una forma importante di crescita. Questa esperienza mi ha insegnato molto. Mi ha fatto conoscere più da vicino le difficoltà della gestione della cosa pubblica, ma soprattutto mi ha fatto conoscere tante persone e mi ha permesso di comprendere ancora di più quanto sia importante il lavoro quotidiano di chi contribuisce alla vita della nostra comunità.
Si conclude una prima esperienza istituzionale, ma non viene meno la mia volontà di continuare a dare il mio contributo alla comunità di Capaccio Paestum. Un incarico può terminare, ma il senso di responsabilità verso il proprio paese rimane. Porto con me la gratitudine per la fiducia ricevuta, le tante persone incontrate, le esperienze vissute e la consapevolezza di aver dato, in ogni momento, tutto ciò che era nelle mie possibilità, senza chiedere nulla in cambio. Il resto lo lascio al tempo. Perché il tempo, alla fine, è sempre galantuomo.