Giudiziaria
L'INDAGINE
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Capaccio Paestum, sottopasso: Procura chiede il processo per Alfieri e gli altri indagati
Alfonso Stile
31 agosto 2026 17:54
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CAPACCIO PAESTUM. La Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, ed altre sei persone nell’inchiesta relativa ai lavori per la realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum. Oltre all’ex primo cittadino, figurano tra gli indagati l’ex capostaff Andrea Campanile, il Rup Federica Turi – che successivamente rassegnò le dimissioni – il direttore dei lavori Gianvito Bello, le componenti della commissione di gara Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo e il titolare dell’impresa aggiudicataria, Nicola Aulisio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 16 novembre davanti al gup Benedetta Rossella Setta del Tribunale di Salerno. Il giudice, sulla base degli atti e degli elementi raccolti nel corso delle indagini, dovrà poi decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre il processo per gli indagati oppure disporre il non luogo a procedere ovvero il proscioglimento. L’accusa ipotizzata dal pubblico ministero Alessandro Di Vico è quella di turbata libertà degli incanti aggravata, in concorso, in relazione all’appalto per la realizzazione della “Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum”. Un intervento dal valore complessivo di circa 7 milioni di euro, con una base d’asta di 5 milioni, finanziato dalla Regione Campania attraverso i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. I lavori furono banditi e successivamente inaugurati dall’allora Amministrazione guidata da Alfieri con una cerimonia pubblica, il 22 aprile 2024. 

L’indagine sul sottopasso di Paestum in questione è quella che figurava in un precedente fascicolo (cd. ‘Alfieri bis’), relativo ai presunti appalti pilotati in Provincia di Salerno, comprendente anche il completamento della Fondovalle Calore e dell’Aversana.  La Procura contestò, a 7 indagati, l’associazione per delinquere finalizzata alla contaminazione di procedure ad evidenza pubblica: un’inchiesta, durata 13 mesi, poi archiviata dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta dello stesso pm Di Vico, il 9 gennaio del 2026. Oltre agli attuali indagati Alfieri, Campanile, Turi, Bello e Aulisio, furono prosciolti dalle accuse anche il consigliere regionale Luca Cascone e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio (che lasciò l’incarico di Rup). Nell’argomentare illo tempore la richiesta d’archiviazione, anche sulla scorta di pronunce della Cassazione in merito alla posizione di alcuni indagati, pare evidente che la Procura non precluse la possibilità di perseguire comunque, in proroga, il filone investigativo sul sottopasso di Paestum, anche attraverso l'integrazione del quadro probatorio.



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