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LA PRESA DI POSIZIONE
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Anniversario morte Vassallo, la Fondazione: "Basta passerelle, il luogo dell’assassinio di Angelo è nel degrado"
Comunicato Stampa
04 settembre 2026 10:13
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POLLICA. Alla vigilia del 5 settembre, giorno in cui ricorrono 16 anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore sceglie di rompere il silenzio e di denunciare pubblicamente le condizioni in cui, secondo la Fondazione, viene mantenuto il luogo di Acciaroli nel quale il Sindaco Pescatore venne ucciso. La denuncia arriva attraverso un video pubblicato sui canali social della Fondazione dal Presidente Dario Vassallo e dal Vicepresidente Massimo Vassallo, fratelli di Angelo, che quest’anno hanno deciso di non partecipare alla commemorazione del 5 settembre ad Acciaroli. Una scelta dolorosa, ma netta.

“Quest’anno ad Acciaroli non ricorderemo più Angelo – affermano Dario e Massimo Vassallo –. Lo diciamo con dolore, perché Angelo è nostro fratello. Ma non possiamo accettare che il luogo dove è stato assassinato venga tenuto in una maniera che riteniamo squallida e indegna della sua memoria. Non si può dimenticare quel luogo per un anno intero e poi, il 5 settembre, riempirlo di parole, fotografie e celebrazioni”. La Fondazione denuncia una situazione che considera parte di un problema più ampio e che si inserisce nelle contestazioni rivolte negli anni all’Amministrazione comunale di Pollica sulla gestione dei luoghi e dei simboli legati alla memoria di Angelo, dal Castello di Capano alla “Grande Onda” e all’area del “Giglio marino”.

 

“Noi lo abbiamo denunciato tante volte – sottolineano Dario e Massimo Vassallo –. Abbiamo parlato, scritto e chiesto attenzione. Ma ad Acciaroli sembra che Angelo venga ricordato soltanto quando arriva il 5 settembre. Per noi non è così. Angelo lo viviamo ogni giorno. E proprio per questo non possiamo accettare che il luogo dove hanno ammazzato nostro fratello venga lasciato in queste condizioni”. La Fondazione contesta quindi una commemorazione che ritiene ormai trasformata in una passerella politica. “Ricordare Angelo il 5 settembre è come andare a messa il giorno di Natale dimenticando che il 24 dicembre hai commesso i più efferati peccati – afferma Dario Vassallo –. È diventata retorica, è diventata una passerella. Ma per noi non è una passerella: è dolore vero. Domani saranno sedici anni, ma per noi sono forse sedici secondi da quando hanno ucciso Angelo”. Al centro della denuncia resta anche la domanda che la Fondazione continua a porre da sedici anni: perché hanno ucciso Angelo Vassallo? “Dopo sedici anni siamo ancora qui a fare la stessa domanda – affermano Dario e Massimo Vassallo –. E continueremo a farla, perché una corona di fiori non può sostituire la verità e la giustizia”.  La scelta di non partecipare alla commemorazione non significa quindi rinunciare alla memoria di Angelo, ma rifiutare una memoria che la Fondazione considera formale e distante dal dolore della famiglia. “Noi Angelo lo ricorderemo sempre, ma non attraverso una passerella. Lo ricorderemo raccontando la sua vita, le sue idee, il suo lavoro e il suo amore per il territorio. Finché il luogo dove hanno assassinato nostro fratello sarà tenuto in questo modo, ad Acciaroli non parteciperemo alla commemorazione. Angelo non è una data sul calendario, non è una fotografia e non è uno strumento di propaganda politica. Angelo è nostro fratello. E la sua memoria merita rispetto ogni giorno”. Per la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore la posizione è chiara: basta passerelle e basta memoria di facciata. Prima delle celebrazioni viene il rispetto. Prima delle parole viene la cura dei luoghi. Prima della retorica vengono la verità e la giustizia.



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