Attualità
LA STORIA DEL PADRE SINDACO
LA STORIA DEL PADRE SINDACO
Pollica, anniversario Vassallo: il figlio Antonio annuncia la pubblicazione di un libro
Antonio Vuolo
05 settembre 2026 13:31
Eye
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POLLICA. A sedici anni dall’uccisione di Angelo Vassallo, arriva un nuovo modo per raccontarne la storia. A farlo sarà il figlio Antonio, che ha annunciato di essere al lavoro su un libro dedicato al padre, al “Sindaco Pescatore” assassinato la sera del 5 settembre 2010 ad Acciaroli. Un racconto nato, come spiega lo stesso Antonio Vassallo, da un’esigenza personale, dalla necessità di mettere nero su bianco anni di dolore, rabbia e ricordi. Ma anche dal desiderio di restituire il ritratto di Angelo Vassallo non soltanto attraverso la sua tragica morte. "Ci sono storie che non scegli di raccontare. Sono loro che, a un certo punto, chiedono di essere raccontate e per me è stato anche un modo per provare, dopo tanti anni, a placare quella rabbia che avevo e ho ancora dentro". Antonio Vassallo racconta il suo rapporto con il mare e con la pesca, lo stesso mondo dal quale proveniva suo padre: "Vengo dalla barca, dalle uscite a pesca. Non sono uno scrittore. Ma avevo bisogno di trovare un modo per raccontare".Una prima stesura del libro era rimasta per anni chiusa in un cassetto. Il progetto è stato poi ripreso nel 2022, dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’omicidio. "Dopo una prima scrittura, rimasta lì per anni, sono riuscito a riprenderla nel 2022, quando finalmente abbiamo avuto la possibilità di conoscere la ricostruzione della Procura, che ancora oggi ritengo chiara e attendibile" aggiunge. Oggi, quel lavoro diventerà un libro. "Feltrinelli ha scelto di pubblicare la storia di Angelo Vassallo: l’uomo, il padre, il sindaco, il pescatore. Il suo amore per Acciaroli e per quella terra che aveva difeso fino all’ultimo". Ma, come sottolinea Antonio Vassallo, alla storia manca ancora un capitolo fondamentale: il finale. Un finale legato inevitabilmente alla lunga e complessa vicenda giudiziaria sull'omicidio del Sindaco Pescatore. "Ho scelto di non scriverlo prima del 12 novembre, quando la Corte d’Appello sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso della Procura riguardo Cagnazzo. Non so quale sarà quella decisione. So soltanto che, qualunque essa sia, cambierà ancora una volta il significato di tante pagine che ho scritto". L’attesa, dunque, continua. E con essa la speranza di arrivare a una verità e a quella giustizia che la famiglia Vassallo attende da sedici anni. "Io continuo a sperare. Lo faccio per papà, per la mia famiglia e per tutti quelli che, in questi anni, hanno continuato a credere che la verità meriti di essere cercata fino in fondo". Il libro, però, sarà soprattutto un viaggio nell'uomo che Angelo Vassallo era prima di quella notte. "Mio padre non è soltanto il ricordo di quella notte e del 5 settembre ma tutto ciò che è stato prima di quella notte. E finché avrò voce, continuerò a raccontarlo".

 



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