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LA PROBLEMATICA
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Assegni di cura, Codacons Cilento: "Caso S8 non risolto, Regione spieghi i ritardi"
Comunicato Stampa
05 settembre 2026 13:53
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CILENTO. Il presidente del Codacons Cilento, avv. Bartolomeo Lanzara, chiede una verifica sui pagamenti e l’intervento del Difensore civico: “La seduta regionale del 2025 aveva già evidenziato contraddizioni. A distanza di quasi un anno le famiglie aspettano ancora”. “Ma cosa è cambiato da allora?". È questa la domanda che oggi pone il Codacons Cilento. "Non vogliamo riaprire una polemica sulla seduta del 2025 – sottolinea Lanzara –. Vogliamo utilizzare quel documento per capire cosa è accaduto dopo. Se allora il problema era il trasferimento delle risorse, quali somme sono state trasferite successivamente? Se il problema era la rendicontazione, quando è stata completata? Se il problema era la gestione dell’Ambito, quali verifiche sono state effettuate?". "E soprattutto – aggiunge – perché le famiglie continuano a subire ritardi?". Per il presidente del Codacons Cilento la questione deve essere affrontata innanzitutto dal punto di vista dei cittadini. "Stiamo parlando di persone con disabilità gravissima e di famiglie che ogni giorno devono organizzare assistenza, cure e vita quotidiana. L’assegno di cura non può diventare una somma che arriva quando la macchina burocratica ha finalmente terminato il suo percorso". Nel corso dell’audizione del 2025 era stato riferito che nell’Ambito S08 il numero dei beneficiari con disabilità gravissima aveva raggiunto circa 160 utenti. "Non possiamo chiedere a queste famiglie di diventare finanziatrici del sistema pubblico – afferma Lanzara –. Se una prestazione viene riconosciuta, devono essere garantiti tempi ragionevoli e trasparenti per la sua concreta erogazione". Il Codacons Cilento chiede alla Regione una ricostruzione puntuale dell’intero percorso delle risorse: **quanto è stato stanziato, quanto e quando è stato trasferito, quanto è stato rendicontato, quanto è stato liquidato e quali somme risultano ancora dovute alle famiglie. Ma anche un accertamento sulle eventuali responsabilità. "Non accusiamo nessuno preventivamente – precisa Lanzara –. Chiediamo che siano gli atti a parlare. Se tutto è stato fatto correttamente, la Regione lo dimostri attraverso documenti, date e numeri. Se invece sono emersi ritardi, omissioni o disfunzioni, bisogna capire chi aveva il compito di intervenire e perché non lo abbia fatto tempestivamente". Il Codacons Cilento ha quindi deciso di coinvolgere anche il Difensore civico della Regione Campania "Riteniamo necessario – conclude Lanzara – che un soggetto terzo, nell’ambito delle proprie competenze, possa verificare il comportamento della pubblica amministrazione e l’effettivo rispetto dei diritti dei cittadini coinvolti". "La seduta del 23 settembre 2025 aveva acceso un faro. Oggi chiediamo di verificare cosa sia successo da allora. Un anno è trascorso: le famiglie non possono continuare ad aspettare risposte".

 



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