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20 SETTEMBRE
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Capaccio Paestum, '... dal Mito a + ∞': serata finale dedicata alla voce indimenticabile di Mia Martini
Comunicato Stampa
09 settembre 2026 13:20
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CAPACCIO PAESTUM. Dalla memoria del teatro alla memoria della musica. La XIV edizione di '…dal Mito a + ∞', la rassegna diretta artisticamente da Sarah Falanga, si conclude con una serata dedicata a una delle voci più intense e indimenticabili della musica italiana: Mia Martini. L’appuntamento è per il 20 settembre alle ore 21.00 a Villa Rita, dove l’Accademia Magna Graecia & Teatrinedito AMG presenteranno "…mi chiamano Mimì – Per cantare libera la libertà di un libero canto", spettacolo di cui Sarah Falanga firma testo e regia ed è protagonista in scena. Un evento speciale, aperto gratuitamente al pubblico, che conclude il percorso della rassegna nel segno della memoria, della musica e della libertà. A trent’anni dalla scomparsa di Mia Martini, '…mi chiamano Mimì' torna in scena per celebrarne la vita, l’arte e l’eredità.

Lo spettacolo, nato nel 2015 in occasione del ventesimo anniversario della sua “rinascita” artistica e spirituale, ha emozionato il pubblico in tutta Italia, costruendo attorno alla figura di Mimì un racconto che va oltre la biografia e oltre il semplice omaggio musicale. È una lettera d’amore in musica e parole, un viaggio nella vita di una donna e di un’artista capace di trasformare il dolore in espressione, la solitudine in canto e la fragilità in forza. Mia Martini diventa così non soltanto la straordinaria interprete conosciuta e amata da milioni di persone, ma il simbolo di una donna che lotta, ama, soffre e resiste. Una figura nella quale possono riconoscersi tutte quelle donne che hanno dovuto affrontare incomprensioni, ingiustizie e giudizi, senza tuttavia rinunciare alla propria voce e alla propria libertà. Uno degli elementi più originali dello spettacolo è lo sguardo attraverso il quale la storia viene raccontata. A ricordare Mimì è infatti un uomo, un uomo che si confronta con la perdita e con la consapevolezza di un amore forse arrivato troppo tardi o vissuto senza la necessaria consapevolezza. È una voce maschile che riflette sull’amore perduto e sulla difficoltà, spesso tutta umana, di riconoscere il valore di ciò che si ha accanto prima che sia troppo tardi. Da qui nasce una riflessione più ampia sul rapporto tra maschile e femminile: sulla difficoltà di vedere, comprendere e valorizzare pienamente l’identità e la forza di una donna, talvolta riconosciute soltanto quando quella presenza è ormai diventata assenza.

Il titolo richiama volutamente Mimì, protagonista de ‘La Bohème’ di Giacomo Puccini. Come la Mimì pucciniana, anche Mia Martini è stata una donna profondamente amata e, allo stesso tempo, incompresa; una donna segnata dalla fragilità ma capace di lasciare una traccia indelebile. Nello spettacolo la morte non rappresenta soltanto una fine, ma diventa un passaggio, una possibilità di trascendenza e di rilettura. È attraverso la distanza del tempo che la sua arte può essere riconosciuta nella sua autentica grandezza e consegnata a una memoria che non smette di rinnovarsi. La narrazione prende avvio dalla notizia della morte di Mimì e si sviluppa idealmente sulla spiaggia di Bagnara Calabra, città natale dell’artista. È qui che un uomo si confronta con il vuoto lasciato da Mimì e con il proprio dolore, mentre una giovane cantante – figura del futuro e della memoria vivente – si lascia progressivamente abitare dal ricordo della grande artista. I confini tra realtà e sogno, vita e palcoscenico, follia e verità diventano volutamente labili. La musica e il teatro si incontrano per restituire non soltanto il personaggio pubblico di Mia Martini, ma soprattutto la donna, la sua sensibilità, le sue ferite e quella ricerca di libertà che attraversa tutta la sua vicenda artistica e umana.

“…mi chiamano Mimì” è soprattutto un invito a non dimenticare.

È dedicato alle donne che cercano la propria voce, la propria strada e la propria libertà. Ma è rivolto anche agli uomini: a quelli che ancora devono imparare a riconoscere il valore del femminile e a quelli che, invece, hanno scelto di comprenderlo, rispettarlo e celebrarlo. Attraverso la storia di Mia Martini, Sarah Falanga porta in scena una riflessione universale sull’amore autentico, sull’arte sincera e sulla necessità di riconoscere ciò che spesso rischiamo di perdere nella frenesia della quotidianità. Perché alcune voci, anche quando smettono di cantare, continuano a parlare.

Il gran finale di ‘…dal Mito a + ∞’

La serata conclusiva si inserisce nel percorso della XIV edizione di '…dal Mito a + ∞', rassegna che ancora una volta mette in relazione teatro, musica, memoria e territorio. Dopo aver attraversato la drammaturgia di Annibale Ruccello e il racconto di Pino Strabioli, il festival affida il proprio gran finale alla storia di una donna e di un’artista che, attraverso la propria voce, ha attraversato generazioni. Un percorso coerente con la filosofia della manifestazione diretta da Sarah Falanga: partire dalla memoria per parlare al presente e trasformare l’arte in uno strumento di consapevolezza, incontro e rinascita. A Villa Rita, luogo che da anni accoglie la rassegna e ne condivide il progetto culturale, il viaggio di '…dal Mito a + ∞' trova così il proprio momento conclusivo nel segno di una voce che continua a vivere. L’appuntamento del 20 settembre sarà anche una significativa esperienza di condivisione cittadina. Lo spettacolo sarà infatti offerto gratuitamente al pubblico grazie alla sensibilità di alcuni mecenati dell’arte e di realtà imprenditoriali del territorio, che hanno scelto di sostenere concretamente un progetto culturale. L’evento è prodotto dall’Accademia Magna Graecia e fortemente sostenuto dall’azienda MAIS De Rosa Giuseppe di De Rosa Carmine, insieme agli altri compagni di viaggio: L’Elisir del Benessere, L’Arte del Casaro, Hotel Cerere, La Dispensa di San Salvatore, C’era una Volta Pub, Di Giovanni Design, Gioielleria Mondodoro, Laboratorio Analisi Inglese, Arredo Giardini e Mr. Coffee.

A tutti i sostenitori va il più sentito ringraziamento dell’Accademia Magna Graecia. La loro partecipazione rappresenta qualcosa che va oltre il semplice sostegno economico: è la scelta di credere nella cultura come strumento di crescita, emancipazione e rinascita di una comunità. In tempi nei quali sostenere l’arte significa spesso compiere un atto di coraggio, l’unione di cittadini, imprese e realtà culturali attorno a un progetto comune assume un valore ancora più importante. Perché, come recita una convinzione che accompagna questo progetto, "di cultura ci si sfama".

Sul palco

'…mi chiamano Mimì – Per cantare libera la libertà di un libero canto'

Testo e regia: Sarah Falanga

In scena: Sarah Falanga, Christian Mirone, Marco Gallotti, Aurora Pascale, Maria Vittoria

Pianoforte: Raffaele Perfetto

Batteria: Luigi Fiscale

Produzione: Accademia Magna Graecia & Teatrinedito AMG

20 settembre 2026 – ore 21.00

Villa Rita – Paestum

Ingresso gratuito – prenotazione obbligatoria: 324 7472262



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