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I DATI
I DATI
Scuola e crisi climatica in Campania: l’indagine di Legambiente e UdS
Comunicato Stampa
11 settembre 2026 12:01
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NAPOLI. Più di nove intervistati su dieci descrivono le aule del proprio istituto scolastico come estremamente calde o insopportabili durante i giorni di forte calore, e oltre la metà dichiara di non disporre di alcun sistema per mitigare le alte temperature. E quasi un intervistato su due segnala che i sistemi di raffrescamento sono negli uffici amministrativi e della dirigenza, mentre solo il 4,2% riferisce che ne dispongono tutte o quasi tutte le aule. È una fotografia "bollente" quella scattata da Legambiente Campania e Unione degli Studenti (UdS) Campania, che in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno scolastico (prevista per il 15 settembre) presentano i risultati dell'indagine "Che caldo che fa a scuola”. Il sondaggio ha raccolto le percezioni e le testimonianze di 1.500 persone tra studenti, docenti e personale ATA distribuite in tutte e 5 le province campane, analizzando le condizioni microclimatiche degli edifici scolastici e gli effetti delle temperature elevate sulla quotidianità didattica.

 

"In Italia, e in particolare in Campania, il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno eccezionale ma una condizione strutturale che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità dell'apprendimento», dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania. «I dati del Portale Unico del Ministero dell'Istruzione mostrano come oltre il 90% degli edifici scolastici regionali sia privo di impianti di climatizzazione, con nessuna provincia che supera il 12% di edifici attrezzati. Le conseguenze sono evidenti: disagio termico, calo della concentrazione e rischi per le fasce più fragili. Serve un piano straordinario regionale e nazionale di adattamento climatico delle scuole: climatizzazione efficiente, tetti riflettenti, isolamento e infrastrutture verdi. Adattare le scuole alla crisi climatica significa tutelare il diritto allo studio, la salute di milioni di studenti e lavoratori e garantire che gli spazi educativi restino sicuri e vivibili anche in un futuro caratterizzato da temperature sempre più elevate. Le scuole non possono continuare a essere gestite come se il clima fosse quello di trent'anni fa". Il sondaggio hanno risposto 229 persone tra studenti, docenti e personale ATA operanti nelle scuole di Salerno e Provincia. Per il salernitano ecco in dettaglio la percezione e la testimonianza di chi la scuola la vive e la frequenta.

 

Temperatura nelle aule: Per il 49,4% degli intervistati il caldo nelle giornate estive/inizio autunno è "insopportabile", mentre per il 43,3% è "molto caldo e rende difficile studiare/lavorare". Solo lo 1,3% definisce la temperatura "confortevole". Complessivamente, il 93,0% degli intervistati descrive quindi le aule come molto calde o insopportabili durante le giornate più calde. Dove si trova l'aria condizionata: Nel 45,9% dei casi i sistemi di raffrescamento sono presenti solo negli uffici amministrativi o nella presidenza. Il 28,8% segnala la totale assenza di impianti in tutto l'istituto, il 16,6% nei laboratori e l'14,6% in sala docenti. Solo il 3,4% riferisce sistemi di raffrescamento in tutte o quasi tutte le aule. Impatto sulle attività scolastiche: Il 69,1 % del campione dichiara che il caldo provoca forte stanchezza o disagio fisico, il 48 % segnala difficoltà di concentrazione e il 5,6% riferisce di aver dovuto abbandonare l'aula. Solo il 2 % sostiene che il caldo non abbia impatti. Ambienti più critici: Alla domanda sugli ambienti particolarmente critici durante le giornate calde, il 78 % indicano quasi tutte le aule, il 18% le palestre, l’15% solo alcune aule.  Solo il 3,4% degli intervistati dichiarano che non ci sono ambienti particolarmente critici. Valutazione degli edifici: L'82,4% degli intervistati giudica la propria scuola "poco o per nulla adeguata" ad affrontare le ondate di calore estremo. Solo il 5,2% la ritiene adeguata. Segnalazioni disattese: Il 63,5% riferisce che il problema del caldo è stato formalmente segnalato alla dirigenza. Di fronte a queste proteste, nel 17,6% dei casi la risposta è stata la mancanza di fondi, nell'11% la richiesta è stata minimizzata e nell'10,8% non è stata fornita alcuna risposta.

 

"Come studenti e studentesse riteniamo che il ritorno a scuola, in particolar modo quest'anno, sia insostenibile - dichiara Domenico Fortunato, rappresentante  UDS in Campania - Chiediamo e pretendiamo soluzioni strutturali con aree verdi accessibili agli studenti e alle studentesse non solo durante le ore ricreative e strumenti per rinfrescare le aule; infine bisogna cambiare radicalmente l'asset culturale, in una crisi climatica di questa portata non accettiamo politici che rinnegano l'esistenza di un'emergenza, non tolleriamo retoriche negazioniste e soprattutto vogliamo una messa in discussione del sistema di produzione a partire dalle scuole educando al pensiero critico. Se necessario ci mobiliteremo a partire da settembre nelle scuole per chiedere un miglioramento delle condizioni in cui attualmente versano i nostri plessi". 

 

Le richieste delle associazioni e il nodo risorse

Tra le misure ritenute più urgenti da studenti e personale scolastico spiccano l'installazione o il potenziamento dei sistemi di raffrescamento (82,4%), la rimodulazione temporanea degli orari (43%), il ripristino di tende e schermature solari (27,5%), interventi di isolamento termico degli edifici (25,8%) e l'incremento di alberi e zone d'ombra nei cortili (20,2%).

 

"In questo scenario i 20 milioni di euro che il Governo ha stanziato al rush finale sono al solito una misura d’emergenza che non porterà soluzioni efficaci, sono poco più di 437€ ad istituto e 57€ a classe. Per non parlare del tragitto tra scuola e casa, gli studenti sono costretti a utilizzare mezzi sovraffollati che rischiano di surriscaldarsi e soprattutto nuocere alla loro salute causando, nei peggiori dei casi, svenimenti e malori - concludono Legambiente Campania e UdS Campania - Sul livello campano, il bando regionale "Scuola Viva in Cantiere" rappresenta un primo passo importante per la manutenzione straordinaria e la sicurezza degli edifici contro criticità storiche ed efficienza energetica. Tuttavia, da solo non è sufficiente a rispondere alla portata della crisi climatica in corso. Occorre uno sforzo sistemico per garantire che gli spazi educativi restino luoghi sicuri, vivibili e idonei allo studio".



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