Cronaca
DAI CARABINIERI
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Pozzuoli, documenti falsi e targa clonata: arrestato 39enne
Comunicato Stampa
12 settembre 2026 11:50
Eye
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POZZUOLI. Un fantasma, una vita mascherata in tutto e per tutto, ma anche l’errore di andare nello stesso posto e la sfortuna di incontrare dei professionisti seri. Siamo a Pozzuoli e i fatti iniziano più o meno un mese fa. Il protagonista della vicenda è un 39enne napoletano, residente ad Arcore ma domiciliato a Pozzuoli. Il teatro dove si svolgono i fatti è l’ufficio postale di Arco Felice. L’uomo aveva aperto due conti correnti in quel centro in due giorni differenti. Lo aveva fatto utilizzando due documenti diversi che riportavano però la sua foto. Ad inizio agosto il primo conto corrente. Per aprire il conto il 39enne aveva presentato una carta di identità elettronica con la sua foto. Nei dati anagrafici un nome, un cognome e una data di nascita diversa e una residenza a Pomezia. L’uomo l’aveva fatta franca e dopo qualche giorno decide di riprovarci. Stesse modalità ma altro documento e, soprattutto, altro dipendente allo sportello ad accoglierlo. Risultato: secondo conto corrente aperto. E’ il 26 di agosto quando l’ingordigia prende il sopravvento. Il 39enne torna per la terza volta sul luogo del delitto. Le porte dell’ufficio postale si aprono e l’uomo trova davanti a sé i due dipendenti che gli avevano – in due giorni diversi – attivato i due conti correnti. Il 39enne è alto circa 1 metro e 80, carnagione scura e palestrato. Non passa certamente inosservato. Bastano pochi secondi. Il 39enne si allontana senza dire nulla e i due dipendenti si confrontano. La direttrice dell’istituto, compresa la situazione, attiva il protocollo antifrode e blocca immediatamente i 2 conti correnti. Ieri l’epilogo della storia. Il 39enne si presenta alle poste per lamentarsi. “Mi hanno bloccato il conto, pretendo delle spiegazioni”. La direttrice prende tempo e intanto chiama il 112. Pochi minuti e la pattuglia della stazione carabinieri di Pozzuoli arriva sul posto. L’uomo viene bloccato e arrestato. Nelle sue tasche i documenti contraffatti, quelli del primo conto aperto a inizio agosto. I militari ricostruiscono la vicenda e scoprono che il 39enne era arrivato alle poste con uno scooter. Nel vano porta oggetti dell’Honda Sh i documenti contraffatti del secondo conto corrente. A chiudere il cerchio su questa vicenda “contraffatta” proprio il mezzo.. La targa era clonata e risultava essere un altro Sh. Un modo per celare il sequestro amministrativo sullo scooter e anche per nascondere i movimenti del truffatore. Il 39enne è in carcere. Deve rispondere di possesso di documenti falsi, uso di atto falso e sostituzione di persona.



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