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LA SFIDA
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Lavoro e salari nel Salernitano, Cortazzi (Cisl): "Governare la crescita per distribuire ricchezza"
Comunicato Stampa
14 settembre 2026 13:59
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SALERNO. L'aumento dei posti di lavoro nel Mezzogiorno rappresenta il punto di partenza di una nuova fase che richiede di governare la crescita, trasformando la maggiore occupazione in salario, sicurezza e sviluppo per il territorio. Nel Salernitano i dati testimoniano una trasformazione evidente: nel 2025 il tasso di occupazione nella fascia tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto il 52,3 percento, in aumento rispetto al 51,4 percento del 2024 e al 48,7 percento del 2023. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è sceso progressivamente fino a toccare il 9,8 percento. Pur registrando nel 2024 un reddito disponibile pro capite di 18.556 euro, il valore più alto tra le province campane, il territorio si attesta ancora al settantaseiesimo posto della graduatoria nazionale.

Sul tema interviene Marilina Cortazzi, segretario generale della Cisl Salerno, ponendo l'accento sulla necessità di dare una direzione chiara a questo cambiamento. "La domanda oggi non è più soltanto come creare occupazione, ma come trasformare la maggiore occupazione in più valore, più salario, più sicurezza e più sviluppo per il territorio. Più occupazione è il punto di partenza, non il punto di arrivo. Il tema diventa quello del valore del lavoro. Il salario non può essere considerato soltanto una rivendicazione sindacale: diventa una questione di sviluppo e di giustizia sociale. Se aumenta la produttività e cresce il valore prodotto, deve crescere anche la parte di quel valore che torna a chi lavora. Le imprese devono investire, innovare e competere dentro un modello nel quale il lavoro non sia soltanto il fattore che contribuisce a produrre valore, ma anche il soggetto che partecipa ai risultati. La crescita non può essere privata nei benefici e collettiva nei costi".

Il segretario generale richiama l'attenzione sulle leve strategiche per rafforzare il sistema economico e sociale della provincia. "Produttività significa anche salari più alti, premi di risultato, formazione, qualità del lavoro e partecipazione. Significa rafforzare la contrattazione aziendale come strumento attraverso il quale impresa e lavoro possono decidere insieme come distribuire una parte del valore prodotto. Non possiamo chiedere ai lavoratori più competenze, più responsabilità e più produttività senza riconoscere loro una parte dei risultati che contribuiscono a generare. La redistribuzione, però, non può fermarsi all'impresa: il valore prodotto deve diventare anche benessere per le comunità. Per questo alla contrattazione aziendale deve affiancarsi una forte contrattazione sociale, capace di incidere sul reddito disponibile e sulla qualità della vita, a partire da welfare, servizi, trasporti, politiche abitative, sostegno alle famiglie e fiscalità locale".

In conclusione, Cortazzi illustra la linea e l'impegno dell'organizzazione sindacale per la nuova fase di sviluppo. "È questa la direzione della nostra proposta: più produttività, più salario, più partecipazione, più welfare territoriale. Non una crescita misurata soltanto attraverso gli indicatori economici, ma una crescita capace di rafforzare insieme imprese, lavoro e comunità. Per questo la Cisl di Salerno non si limita a chiedere una maggiore redistribuzione della ricchezza, ma si impegna a costruire le condizioni contrattuali, economiche e territoriali perché quella redistribuzione possa concretamente realizzarsi. La vera sfida per Salerno è passare dalla crescita dell'occupazione alla crescita del valore del lavoro. La vera misura dello sviluppo non è soltanto quanto valore produciamo, ma anche quanto di quel valore torna a chi lavora e quanto rimane nelle nostre comunità".



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