Giudiziaria
SENTENZA IL 19 NOVEMBRE
SENTENZA IL 19 NOVEMBRE
Capaccio Paestum, appalti pilotati. Alfieri si sfoga in aula: "Pagano oracolo che non sa nulla, ho fatto il sindaco come si deve!”
Antonio Vuolo
17 settembre 2026 18:37
Eye
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VALLO DELLA LUCANIA. Si avvia alle battute finali il processo di primo grado sui presunti appalti pilotati della pubblica illuminazione a Capaccio Paestum, in corso presso il Tribunale di Vallo della Lucania. È iniziata alle ore 14 di oggi, infatti, l’ultima udienza dibattimentale prima dell’attesa requisitoria del pm Francesco Rotondo, capo della procura cilentana, in programma il 22 ottobre prossimo. Poi toccherà alle arringhe della difesa prima della sentenza, fissata per il 19 novembre. Presenti in aula tutti gli imputati: l’ex sindaco Franco Alfieri e sua sorella Elvira, Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria della Dervit, l’ex capostaff Andrea Campanile e il funzionario comunale Carmine Greco, accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, in concorso. Alfieri risponde anche di falso ideologico. 

L’UDIENZA – In apertura, l’imputato Andrea Campanile ha letto una sintesi delle dichiarazioni spontanee consegnate, ai giudici, in uno scritto di 13 pagine: “Non ho mai avuto la volontà e la capacità di influenzare decisioni, specie relative ad appalti, avevo solo il compito di gestire l’agenda istituzionale raccogliendo e riportando anche le istanze dei cittadini. Dervit? Normale parlare con chi gestiva da tanti anni la manutenzione della pubblica illuminazione in città, a chi bisognava chiedere se non a loro?” ha evidenziato nello specificare il suo ruolo in seno all’ente civico.

Interrogata in aula dal pm, Elvira Alfieri ha invece chiarito alcune questioni tecniche legate all’offerta richiesta dalla Dervit per il subappalto affidato alla Alfieri Impianti nel comune di Battipaglia, punto cruciale dell’inchiesta.

L’attenzione si è poi spostata su Franco Alfieri, che ha reso dichiarazioni spontanee in tribunale per oltre un’ora. Un vero e proprio sfogo quello dell’ex primo cittadino capaccese, che ha esordito affermando: “Voglio dare un contributo di verità in una storia complessa, che ha coinvolto tante persone a me vicine in un anno e mezzo di ‘Grande Fratello’, durante il quale sono stato intercettato e videoregistrato ovunque, anche mentre prendevo un semplice caffè con gli amici, aprendo una caccia alle streghe ogni volta che parlavo di lavori pubblici, cosa che tutti i sindaci fanno ogni giorno”. 

Poi, l’attacco frontale al suo principale accusatore, l’architetto capaccese Nino Pagano: “Vorrei parlare anche di tale Carmelo Pagano, che mi ritrovo sempre contro come una specie di oracolo che dice di sapere tutto… ma che poi non sa proprio nulla quando è il momento, davanti ai giudici, tra “mi hanno detto” e “non ricordo”! È il cancro della politica di Capaccio Paestum!”.

Dopo aver chiarito diversi aspetti sugli appalti contestati e contestualizzato il contenuto di diverse intercettazioni, ha concluso: “Falso ideologico? La Regione non ha mai revocato il decreto di finanziamento provvisorio, l’opera è stata finanziata. Non avevo alcun motivo di produrre un documento falso. Ha inciso sulla mia reputazione. Io sono una persona perbene, ho fatto 40 anni l’amministratore, indagini a iosa e mai una condanna. Da persona incensurata… un mese di carcere e oltre un anno ai domiciliari. È troppo alla luce di quanto emerso e chiarito. Io ho sempre fatto il sindaco come si deve, il mio slogan è “il sindaco che sa fare il sindaco” proprio per questo”.

LE DICHIARAZIONI DEI LEGALI DIFENSORI

Avvocati Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro (legali Alfieri): “Alfieri ha voluto esternare le sue riflessioni e osservazioni per chiarire ulteriormente la sua posizione, per come si è ritrovato in quella che lui ha definito una sorta di 'Grande Fratello' anche in luoghi tutt’altro che attinenti all’indagine, sottolineando in particolare di non aver avuto alcun ruolo nella Alfieri Impianti, tantomeno negli appalti con la Dervit, gestiti dagli uffici e non dal sindaco. Nino Pagano? A nostro avviso, la sua escussione in aula come teste d’accusa ha rivelato contenuti del tutto generici, fumosi, contraddittori ed eccessivamente enfatizzati”.

Avv. Natale (legale Dervit): “È stata un’udienza molto importante, che ha visto Alfieri rendere spontanee dichiarazioni difendendosi in modo documentato, con grande dignità, in un processo tecnico complesso che si concluderà con rito ordinario in un arco di tempo giusto: per questo faccio i complimenti al Tribunale e alle difese, perché qualcuno, quando il processo è stato spostato da Salerno a Vallo della Lucania, pensava che sarebbe andato per le lunghe fino a morire quì, invece...".

Avv. Cecchino Cacciatore (legale Campanile): “Il mio assistito ha chiarito nel dettaglio quali fossero effettivamente le sue mansioni, specificando i motivi per i quali interloquiva spesso con un rappresentante della Dervit, ovvero per dare risposte chiare ai cittadini perché è proprio la Dervit che gestisce, da anni, la manutenzione della pubblica illuminazione”.

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