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Bollo auto, De Rosa: "Dietro l’abolizione c’è un’esenzione selettiva per il 2027"
Redazione
18 settembre 2026 08:27
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SALERNO. Il cavaliere Domenico De Rosa analizza la misura approvata dal Governo: “Il beneficio è reale e riguarda una platea molto ampia, ma occorre usare le parole corrette. Il provvedimento approvato interviene sul 2027, riguarda soltanto una parte dei veicoli e concede l’esenzione per un solo mezzo a cittadino. La vera abolizione si avrà quando la misura sarà permanente e coperta anche per gli anni successivi”.

Cavaliere De Rosa, il Governo ha annunciato l’abolizione del bollo auto. Possiamo davvero dire che il bollo è stato cancellato? “Possiamo dire che il Governo ha compiuto un intervento importante sul bollo auto, ma bisogna distinguere l’annuncio politico dal contenuto concreto del provvedimento. Il decreto approvato interviene sui pagamenti dovuti nel 2027 e introduce un’esenzione per una platea determinata. Per le automobili riguarda solo i veicoli fino a 80 kW di potenza e il beneficio può essere riconosciuto su un solo veicolo per cittadino. Il Governo ha dichiarato l’intenzione di rendere la misura strutturale, ma il provvedimento approvato disciplina innanzitutto il 2027. Per questo parlerei, con maggiore precisione, di una soppressione solo parziale del bollo per platea e di una sospensione del pagamento riferita al 2027. È certamente un primo passo importante, ma non equivale ancora alla cancellazione generale e definitiva del bollo per tutti gli automobilisti italiani”.

Chi beneficerà concretamente della misura? “Il limite previsto per le automobili è di 80 kW, poco meno di 109 cavalli. Parliamo quindi soprattutto di citycar, utilitarie, molte vetture compatte e una parte dei piccoli Suv e crossover. Secondo i dati diffusi dopo il Consiglio dei ministri, la misura dovrebbe interessare circa il 70 per cento del parco auto e una platea complessiva nell’ordine dei 14 milioni di veicoli. Non ci sono limiti Isee. È un beneficio molto ampio, ma non certo universale. Il restante parco automobilistico continuerà a essere soggetto al bollo secondo le regole ordinarie”.

Quindi un cittadino che possiede più automobili sotto gli 80 kW smetterà di pagare il bollo su tutte? “No. Questo è uno dei dettagli che deve essere spiegato meglio. L’esenzione riguarda un solo veicolo per cittadino. Se una persona possiede più mezzi che rientrano nei requisiti, non ottiene automaticamente l’azzeramento del bollo su tutti. Il meccanismo previsto individua il veicolo al quale applicare il beneficio secondo criteri stabiliti dal decreto. È quindi sbagliato trasferire al cittadino il messaggio secondo cui dal 2027 chi possiede più veicoli non pagherà più alcun bollo”.

Cavaliere, qual è allora la differenza tra questa misura e una vera abolizione del bollo? “Una vera abolizione significa eliminare stabilmente un’imposta dall’ordinamento o definire in maniera permanente chi ne è escluso, assicurando contemporaneamente le relative coperture. Qui abbiamo solo una misura che produce un effetto concreto nel 2027 e che il Governo ha dichiarato di voler rendere strutturale. Questo secondo passaggio sarà quello decisivo. Da imprenditore sono abituato a distinguere un obiettivo da ciò che è già contrattualmente o normativamente acquisito. Vale anche e soprattutto per la politica economica. L’obiettivo dichiarato è rendere permanente l’esenzione. Il dato oggi certo è il beneficio previsto per il 2027”.

Dal punto di vista delle famiglie è comunque una misura importante? “Certamente produce un risparmio reale per chi rientra nella platea. Per una famiglia che possiede una piccola automobile, soprattutto in un periodo nel quale il costo della mobilità è cresciuto per effetto dell’energia e dei carburanti, non pagare il bollo significa avere una spesa in meno. Questo dato non deve essere minimizzato. Allo stesso tempo credo sia corretto spiegare con precisione al cittadino che non siamo davanti all’eliminazione del bollo per tutte le automobili. Un proprietario di una vettura superiore agli 80 kW continuerà ancora a pagare. Chi possiede più veicoli non beneficerà dell’esenzione su ciascuno di essi. E il quadro normativo oggi approvato prende come riferimento il 2027”.

Quanto costa questa operazione alle finanze pubbliche? “Il bollo automobilistico genera entrate rilevanti per le Regioni. Per compensare il mancato gettito derivante dall’esenzione il Governo ha quantificato un intervento nell’ordine dei 2,3 miliardi di euro per il solo 2027, facendo riferimento anche a economie derivanti dal PNRR.È proprio questo il punto che dovrà essere osservato con attenzione per gli anni successivi. Una cosa è reperire una copertura per un esercizio. Un’altra è costruire una copertura permanente. Se l’obiettivo dichiarato è rendere effettivamente strutturale l’esenzione, bisognerà individuare risorse strutturali che garantiscano alle Regioni le entrate mancanti anche negli anni futuri”.

Cavaliere De Rosa, quindi il problema vero arriverà nel 2028? “Il 2028 sarà il banco di prova della natura effettiva della misura. Se le coperture verranno rese permanenti, potremo parlare di una modifica strutturale della tassazione automobilistica per questa fascia di veicoli. Se invece l’intervento dovesse rimanere confinato al solo 2027, avremo avuto una sospensione annuale molto ampia, ma non una vera abolizione permanente. È una distinzione sostanziale, non linguistica”.

Alcuni sostengono che, dopo questa decisione, il Governo possa estendere ulteriormente la platea. È realistico? “Il ministro Salvini ha dichiarato che in sede di manovra potrebbe essere valutata anche un’estensione oltre gli 80 kW e ha richiamato il tema del superbollo. Al momento, però, sono dichiarazioni politiche sulle possibili evoluzioni della misura e non norme già operative. Credo sia corretto mantenere separati i due livelli. Ciò che è stato deciso oggi deve essere spiegato per quello che è. Quello che potrà essere deciso domani andrà giudicato quando ci saranno un testo, le coperture e i relativi effetti finanziari”.

Quale effetto potrebbe avere questa scelta sul mercato automobilistico? “Potrebbe incidere anche sulle decisioni di acquisto. Quando una soglia fiscale viene fissata a 80 kW, quel valore può diventare un elemento ulteriore nella scelta di una vettura, soprattutto per chi acquista utilitarie e automobili di fascia media. È possibile quindi che anche i costruttori e le reti commerciali tengano conto di questa nuova variabile nella composizione dell’offerta destinata al mercato italiano. Ma eviterei di attribuire al bollo un peso superiore a quello reale. La decisione di acquistare un’automobile dipende principalmente dal prezzo del veicolo, dal costo del finanziamento, dai consumi, dall’assicurazione, dal carburante e dal valore residuo. Il bollo è una componente del costo complessivo della mobilità, non l’unica”.

Qual è allora il messaggio corretto da dare oggi agli italiani? “Che il beneficio esiste ed è concreto, ma non bisogna trasformarlo in qualcosa di diverso da ciò che oggi prevede la norma. Nel 2027 una parte molto ampia degli automobilisti italiani non pagherà il bollo su un veicolo. È una riduzione fiscale reale. Ma l’abolizione non riguarda tutte le auto, non riguarda indistintamente tutti i veicoli posseduti e il provvedimento approvato ha oggi il suo effetto certo sul 2027. Il Governo ha dichiarato di voler rendere questa scelta strutturale. Se riuscirà a costruire coperture permanenti, allora il passo successivo potrà trasformare una misura annuale in una vera riforma. La differenza è semplice. Sospendere una tassa per un anno è una decisione. Abolirla davvero significa poter dire ai cittadini che non tornerà l’anno successivo”.



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