SALERNO. Dopo due anni di attività, L’Occhio Granata conclude il proprio percorso. A comunicarlo è Antonio Giardullo (nella foto), fondatore e direttore della pagina, che ha trasformato la propria passione per la Salernitana in un progetto editoriale seguito da numerosi tifosi. Una decisione maturata dopo diverse valutazioni e dopo un’attenta riflessione sul futuro del progetto: "Dopo varie valutazioni, ho deciso che L’Occhio Granata è stato un ottimo percorso, un’esperienza che mi ha dato tanto e che porterò sempre con me. Allo stesso tempo, però, l’intento di intraprendere una determinata strada e continuare a crescere insieme è diventato sempre meno chiaro. Non vedendo più una direzione precisa e condivisa verso cui andare, ho quindi deciso di concludere questo percorso e di chiudere definitivamente L’Occhio Granata", spiega Giardullo.
Il giovane fondatore racconta il lavoro svolto in questi due anni: "Sono orgoglioso di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per questa pagina. Ho cercato continuamente la direzione migliore, nuove idee e nuove opportunità che potessero rendere L’Occhio Granata un progetto davvero utile e importante per i tifosi. Ho messo tempo, sacrifici e soprattutto il cuore e la determinazione, cercando sempre di dare il massimo per questo progetto".
Nonostante la decisione di concludere il percorso, resta l’orgoglio per i risultati raggiunti sui social: "Sono molto orgoglioso dei numeri raggiunti su Facebook e Instagram e di aver portato i nostri contenuti davanti a tantissime persone, ottenendo risultati che all’inizio non avrei mai immaginato". Guardando però all’intero percorso, Giardullo riconosce che la crescita della pagina non è stata quella immaginata: "Guardando a questi due anni, devo riconoscere che la crescita della pagina non è stata quella che avevo immaginato. Ho cercato in più occasioni di individuare nuove opportunità e nuove strategie per far crescere il progetto, ma i risultati ottenuti non sono stati quelli che speravo di raggiungere".
Nel corso del percorso, inoltre, alcune opportunità e risposte non avrebbero avuto, secondo Giardullo, la considerazione che meritavano: "Alcune risposte e alcune opportunità che avrebbero potuto arrivare, sia a livello sportivo sia sul fronte degli sponsor e delle collaborazioni, non sono state prese nella giusta considerazione. In alcuni momenti ho avuto persino la sensazione di essere preso in giro e di non essere trattato con la serietà che meritavo".
Il giovane direttore precisa, però, che la decisione di concludere il progetto non nasce da un singolo episodio o da una sola situazione: "La mancata collaborazione e alcune situazioni che si sono create hanno sicuramente contribuito alla mia amarezza e alla mia delusione, ma non rappresentano da sole il motivo della chiusura. La decisione nasce soprattutto dalla consapevolezza che non c’erano più le condizioni e le prospettive che ritenevo necessarie per continuare a portare avanti L’Occhio Granata nel modo in cui avrei voluto".
Una delle principali delusioni riguarda i rapporti e gli impegni all’interno del progetto: "Sono amareggiato e deluso per non aver trovato sempre quel rapporto di collaborazione e rispetto reciproco che ritenevo fondamentale", afferma Giardullo. Il riferimento è anche a un documento nel quale erano state messe nero su bianco determinate responsabilità e impegni: "Erano state messe nero su bianco determinate responsabilità, impegni e comportamenti all’interno di un documento firmato. Oggi, purtroppo, quelle parole e quegli impegni sembrano essere rimasti soltanto sulla carta, come se quel documento fosse stato buttato via".
Una situazione che ha lasciato una profonda delusione personale: "Dietro L’Occhio Granata non c’era un gioco, ma c’erano il mio tempo, il mio lavoro, la mia passione e la mia faccia". Da questa esperienza arriva anche una riflessione per il futuro: "Nella vita non voglio più avere accanto persone che fanno promesse, prendono impegni e poi non mantengono ciò che hanno detto. Le parole hanno valore soltanto quando vengono seguite dai fatti". Nonostante tutto, Giardullo rivendica con orgoglio il percorso compiuto e soprattutto ciò che L’Occhio Granata ha rappresentato per lui: "L’Occhio Granata mi ha cambiato la vita. Mi ha permesso di trasformare l’amore per la mia squadra del cuore in qualcosa di concreto, mi ha fatto conoscere persone, vivere esperienze, ricevere messaggi, affrontare difficoltà e provare emozioni che porterò sempre con me".
A soli 18 anni, il giovane fondatore conclude dunque un progetto al quale ha dedicato due anni della propria vita, ma senza rinnegare quanto costruito: "Nonostante la tristezza e l’amarezza di questo momento, scelgo di guardare indietro con orgoglio". Il ringraziamento finale è rivolto soprattutto ai tifosi, ma anche a tutte le persone che hanno contribuito alla crescita della pagina: "Grazie a chi ci ha seguito dall’inizio, a chi è arrivato strada facendo e a ogni tifoso che ha dedicato anche solo un momento della propria giornata a L’Occhio Granata. Ringrazio infine tutte le persone che mi hanno aiutato a far crescere la pagina con il proprio contributo, mettendo a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e la propria passione".
Dopo due anni arriva quindi il momento di concludere definitivamente questa esperienza: "Dopo due anni si conclude questo percorso, ma tutto ciò che abbiamo vissuto non finirà insieme a questa pagina. L’Occhio Granata resterà per sempre una parte importante della mia storia". Un’esperienza che, secondo Giardullo, non cancella la passione che ha dato origine al progetto: "Dentro questo progetto ci sono due anni della mia vita, dei miei sacrifici e una passione che non potrà mai essere spenta". E il futuro? "Non so cosa mi riserverà il futuro. So soltanto che una cosa non cambierà mai: la Salernitana resterà sempre nel mio cuore".
Il messaggio conclusivo è rivolto proprio ai colori granata: "In alto i cuori, sempre e solo Forza Salernitana". Per Antonio Giardullo si conclude così un’esperienza nata a 16 anni dalla passione per la Salernitana e cresciuta tra sacrifici, soddisfazioni e difficoltà.