Giudiziaria
DALLA FINANZA
DALLA FINANZA
Infiltrazioni del clan dei Casalesi in Veneto: eseguite 8 condanne definitive
Comunicato Stampa
08 ottobre 2026 07:58
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VENEZIA. Nei giorni scorsi, nelle province di Venezia, Caserta, Cosenza, Napoli, Potenza, Rovigo e Padova, investigatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno eseguito congiuntamente 24 provvedimenti restrittivi, emessi dalla Procura generale della Repubblica di Venezia nei confronti di altrettanti soggetti, già condannati dalla Corte d’Appello lagunare, a giugno 2025, ad esito del secondo grado di giudizio. Si tratta, in particolare, di 24 dei 27 imputati che, nel corso della complessa vicenda giudiziaria in argomento, hanno originariamente optato per il rito ordinario e che – a conclusione del giudizio di appello – sono stati dichiarati colpevoli, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altri gravi reati aggravati dall’agevolazione o dal metodo mafioso, con pene previste tra i 3 anni ed i 30 anni di reclusione, formulando successivo ricorso per cassazione. Al riguardo, le indagini svolte all’epoca dei fatti avevano accertato, come noto, l’operatività di una organizzazione criminale, espressione del clan dei casalesi, radicata nel Veneto orientale e, in particolare, nel comprensorio di Eraclea (VE), documentando la silente infiltrazione di quel sodalizio nel tessuto imprenditoriale locale e nelle dinamiche politico amministrative del territorio. Nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione, riconoscendo la solidità dell’impianto argomentativo posto a sostegno della sentenza della Corte di Appello lagunare, ha confermato, per 24 posizioni processuali, la bontà di quelle valutazioni di merito, in ordine all’esistenza e all’operatività del contesto mafioso, consentendo alla Procura generale della Repubblica di Venezia di emettere i conseguenti ordini di esecuzione per la carcerazione, due dei quali sospesi. Per le posizioni di altri 3 imputati la Corte di Cassazione ha rinviato ad altra sezione della Corte d’Appello di Venezia, in due casi per la rivalutazione del compendio probatorio, e, per il terzo, limitatamente al trattamento sanzionatorio. Le operazioni sono state condotte da investigatori della Squadra mobile della Questura di Venezia, del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Venezia e del GICO della Guardia di Finanza di Trieste. Le attività sono state supportate dalla Sezione investigativa dello SCO di Venezia, dalle Squadre mobili delle Questure di Caserta e Potenza, dai Comandi Provinciali dei Carabinieri di Napoli, Caserta e Cosenza e dai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Caserta e Venezia. Il complesso, articolato dispositivo operativo ha visto impiegati oltre 100 tra carabinieri, poliziotti e finanzieri.



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