Attualità
TRA PREVENZIONE E BILANCI
TRA PREVENZIONE E BILANCI
Sicurezza stradale, lectio magistralis dell'ad di Anas Claudio Andrea Gemme alla "Federico II"
Comunicato Stampa
14 ottobre 2026 15:19
Eye
  43

NAPOLI. Gemme (ANAS): “L’obiettivo è ridurre in maniera significativa l’incidentalità stradale attraverso la sensibilizzazione degli utenti ad una guida corretta e la manutenzione delle infrastrutture. Resta fondamentale anche la sinergia tra prevenzione, innovazione e ricerca”.

Montella (Università ‘Federico II’): “Per dimezzare i morti e feriti gravi rispetto al 2019, come previsto dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, occorrono formazione continua, monitoraggi avanzati, diagnosi accurate e interventi innovativi. Oggi un confronto importante per individuare tali strategie verso il raggiungimento degli obiettivi della ‘Vision Zero’”. In Campania un piano di investimenti Anas da 4,5 miliardi di euro, inclusa la progettazione  La sicurezza stradale come obiettivo strategico di Anas da perseguire attraverso attività di prevenzione e manutenzione, innovazione tecnologica e la collaborazione tra imprese, Università e Istituzioni. È stato questo il tema al centro della lectio magistralis che l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha tenuto questa mattina presso l’Aula Magna ‘Leopoldo Massimilla’ dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, nell’ambito del seminario ‘I sistemi avanzati di gestione della sicurezza stradale – L’esperienza Anas’, organizzato dall’Ateneo e dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli.Alla mattinata di approfondimento scientifico – nell’ambito della quale è stata altresì effettuata una visita al Laboratorio di Sicurezza Stradale dell'Università, con dimostrazione del Simulatore di Guida Dinamico ad Elevata Fedeltà – hanno preso parte anche Stefano Iaquinta, Vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Giovanni Pugliano, Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Transportation Engineering and Mobility, Alfonso Montella, Responsabile del Laboratorio di Sicurezza Stradale dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ e Coordinatore della Commissione Sicurezza Stradale dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli e Stefano Iaquinta, Vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli.

“Il sistema viario si basa sull'interazione dinamica tra tre componenti: l’utente della strada, il veicolo (ovvero il mezzo di trasporto) e l'infrastruttura, ha ricordato Gemme. A questo proposito l’Ocse ed i rapporti annuali Dekra ci dicono che oltre il 93% degli incidenti stradali è causato dal comportamento umano ed è anche su questo tipo di cambiamento culturale che come Anas tentiamo di incidere, con le campagne di comunicazione e con gli eventi anche con gli studenti dedicati alla sensibilizzazione in materia di sicurezza stradale”. Le principali cause riconducibili al fattore umano includono la distrazione alla guida, in particolare l’utilizzo dello smartphone, la velocità elevata, la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche, il mancato rispetto delle precedenze.Secondo l’ultima ricerca Anas sugli stili di guida il 47,5% degli italiani pensa che superare i limiti di velocità non sia pericoloso (dato in miglioramento rispetto al 2024), solo il 23% ritiene utile rispettarli, il 24% pensa che l’esperienza basti. Inoltre il 78% circa degli intervistati hanno dichiarato di aver commesso un incidente a causa di un comportamento umano (tra questi il mancato rispetto della distanza di sicurezza, mancata precedenza, sorpasso irregolare). La comunicazione assume quindi una funzione strategica: informare, sensibilizzare e contribuire a costruire una maggiore consapevolezza, affinché il rispetto delle regole sia percepito non come un semplice obbligo, ma come uno strumento di protezione per sé e per gli altri.

“Nel contempo, naturalmente, la mission di Anas è anche quella di garantire infrastrutture efficienti, durature e resilienti – ha proseguito Gemme – e il nostro piano di investimenti, in particolare per la manutenzione, garantisce alti standard di sicurezza e percorribilità, fornendo anche continuità al sistema economico in termini di competitività e qualità della vita”.  Le infrastrutture, infatti, risultano essere il più potente moltiplicatore di ricchezza: +1% di PIL investito genera +1,5% di crescita nel lungo periodo. “La sicurezza stradale è quindi un valore collettivo che riguarda le persone, le decisioni, i comportamenti e la capacità di prevenire il rischio – ha concluso Gemme. “Anas continuerà a lavorare a 360°, anche nell’ottica di superare una logica esclusivamente reattiva ed emergenziale per adottare un approccio sempre più preventivo, fondato sull’integrazione tra progettazione, manutenzione, tecnologia, ricerca e comunicazione”.

“Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS) 2030 punta a dimezzare morti e feriti gravi rispetto al 2019, ma nel 2025, sulle sole strade extraurbane, i decessi hanno superato del 33,4% il target, con 351 vite che non siamo riusciti a salvare, ha dichiarato Alfonso Montella dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Occorrono formazione continua, monitoraggi avanzati, diagnosi accurate e interventi innovativi, anche con il supporto di strumenti come il simulatore di guida ad alta fedeltà del nostro Ateneo. La giornata di oggi ha rappresentato un’importante occasione di confronto per individuare strategie efficaci e accelerare il raggiungimento degli obiettivi della ‘Vision Zero’”.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto importante sia per gli uditori – composti da studenti ed ingegneri – sia nel rapporto tra mondo accademico ed industria, con particolare attenzione al contributo della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie. La lectio magistralis si è conclusa con un richiamo alla centralità del ruolo delle competenze e del dialogo tra ricerca, università, imprese e istituzioni nella costruzione di un sistema di mobilità più sicuro, intelligente e sostenibile; una sfida che richiede un approccio integrato, nel quale la tecnologia e l’innovazione siano accompagnate dalla centralità delle persone e dalla capacità di prevenire i rischi. 

Dalla manutenzione programmata alla manutenzione predittiva (Anas)

La trasformazione digitale consente oggi di affiancare alla manutenzione programmata sistemi sempre più evoluti di monitoraggio continuo delle infrastrutture. Tra questi, il progetto di Structural Health Monitoring (SHM), avviato nel 2022 con 275 milioni di euro di fondi PNRR e con l’obiettivo di monitorare 850 ponti entro il 2026, punta a rilevare in tempo reale le condizioni delle opere e a individuare tempestivamente eventuali anomalie o segnali di degrado. A questo si affiancano lo sviluppo delle Smart Road, l’impiego di sensori lungo la rete, la connessione tra veicoli e infrastruttura e il potenziamento delle sale operative per la gestione e il coordinamento del traffico. Strumenti che permettono di migliorare la capacità di prevenzione, intervenire più rapidamente e fornire agli utenti informazioni aggiornate sulle condizioni della viabilità. Un ruolo importante è svolto anche dalla ricerca e dallo sviluppo di sistemi di protezione stradale sempre più performanti. Anas ha installato circa 30mila chilometri di barriere lungo la propria rete e prosegue le attività di sperimentazione per migliorarne le prestazioni, con particolare attenzione alla tutela degli utenti vulnerabili e alla verifica dell’efficacia delle soluzioni adottate nelle effettive condizioni di esercizio.

Gli investimenti di Anas nazionali ed in Campania

A livello nazionale Anas gestisce una rete di circa 33mila chilometri di strade e autostrade, destinata a crescere fino a 40mila, con circa 8 milioni di transiti al giorno e oltre 19.000 tra ponti, viadotti e sovrappassi. Una rete infrastrutturale estesa e articolata, per la quale la sicurezza costituisce una priorità costante, da garantire attraverso il controllo delle condizioni delle opere, l’individuazione preventiva delle criticità e la programmazione degli interventi. In questa prospettiva, la manutenzione assume un valore strategico. Nel 2025 Anas ha investito 1,8 miliardi di euro per attività di manutenzione programmata e straordinaria, con un incremento dell’11,3% rispetto al 2024. Gli interventi interessano, tra l’altro, ponti, gallerie e pavimentazioni, con l’obiettivo di preservare l’efficienza delle infrastrutture e innalzare i livelli di sicurezza per gli utenti. La strategia nazionale di Anas trova applicazione anche sul territorio campano, caratterizzato da una rete infrastrutturale di circa 1500 chilometri e da una particolare complessità dei flussi di mobilità. In Campania il piano degli investimenti ammonta a 4,5 miliardi di euro, inclusa la progettazione, di cui circa 550 milioni destinati alla manutenzione programmata. Risorse finalizzate a potenziare le condizioni della rete, rafforzare la sicurezza delle infrastrutture e garantire maggiore efficienza e continuità alla mobilità di cittadini e imprese.Tra le principali infrastrutture viarie che Anas gestisce in Campania figurano – tra le province di Napoli e Salerno – le due strade delle costiere (145 “Sorrentina” e 163 “Amalfitana”, premiata tra le strade più belle del mondo), il Raccordo Autostradale 2 “di Avellino”, la SS372 “Telesina” tra Benevento e Caserta e le SS18 “Tirrena Inferiore” e 18VAR “Cilentana”, nel salernitano.



Logo stiletvhd canale78
Immagine app 78
SCARICA
L’APP