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LA NOTA DELLA CGIL
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Campagna, operai egiziani senza stipendio: tensione al campo base cantiere Alta Velocità
Comunicato Stampa
16 ottobre 2026 10:48
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CAMPAGNA. Da oltre tre settimane fermi al campo base di Campagna, senza poter lavorare e ancora in attesa del pagamento delle retribuzioni arretrate. È la condizione in cui si trovano gli operai egiziani impiegati in subappalto nei cantieri dell'Alta Velocità ferroviaria sulla tratta Battipaglia–Romagnano. Una situazione che continua ad alimentare tensioni e proteste e che nella giornata di ieri ha fatto registrare nuovi momenti di forte agitazione. Uno dei lavoratori ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale.

La vertenza, già al centro delle mobilitazioni delle scorse settimane e di un confronto istituzionale in Prefettura, resta senza una soluzione. Gli operai continuano a chiedere il pagamento delle spettanze maturate e, soprattutto, di poter tornare a lavorare, dopo settimane trascorse al campo base nell'incertezza sul proprio futuro occupazionale.

All'origine della vicenda c'è la rescissione del contratto di subappalto da parte del Consorzio Xenia nei confronti della Areco Srl, società coinvolta nell'inchiesta della Procura di Napoli su presunti episodi di corruzione e sfruttamento del lavoro nei cantieri dell'Alta Velocità Napoli–Bari. L'indagine ha portato all'esecuzione di misure cautelari nei confronti di alcuni imprenditori riconducibili alla società. Una vicenda giudiziaria le cui ripercussioni stanno interessando anche i lavoratori impiegati nella realizzazione dell'infrastruttura ferroviaria nel Salernitano.

La FILLEA CGIL Salerno, attraverso il segretario generale Vito Grieco, continua a seguire da vicino l'evolversi della situazione, mantenendo un confronto costante con gli operai e chiedendo risposte concrete sul pagamento delle retribuzioni e sulla ripresa delle attività lavorative.

"Questi lavoratori sono fermi da oltre tre settimane al campo base di Campagna. Non chiedono privilegi, ma semplicemente di ricevere quanto hanno guadagnato e di poter tornare a lavorare. Non possono essere lasciati in questa condizione di incertezza, mentre il tempo passa e le risposte non arrivano - dichiara Grieco -. La rescissione di un subappalto non può tradursi nella perdita del lavoro e delle tutele per chi ha prestato la propria attività. Non possono essere sempre i lavoratori a pagare le conseguenze delle criticità nella filiera degli appalti, soprattutto quando parliamo di un'opera pubblica strategica per il Paese".

Per la FILLEA CGIL Salerno resta fondamentale garantire il rispetto degli obblighi contrattuali e delle tutele previste lungo l'intera filiera degli appalti e dei subappalti, anche attraverso la piena applicazione del Protocollo di Legalità. L'obiettivo è individuare una soluzione che consenta il pagamento delle spettanze arretrate e il rientro al lavoro delle maestranze coinvolte, salvaguardandone la continuità occupazionale.

"La tensione che si sta registrando è il segnale di una situazione che non può essere ulteriormente sottovalutata- aggiunge Grieco - Servono impegni precisi e tempi certi. Questi lavoratori hanno già aspettato troppo e non possono continuare a vivere nell'incertezza. La dignità del lavoro deve essere garantita a tutti".

Nella giornata di oggi potrebbero essere assunte decisioni importanti per il prosieguo della vertenza. Intanto, lo stato di agitazione permane e, in assenza di risposte concrete, non si esclude un'ulteriore intensificazione della mobilitazione, anche attraverso nuove iniziative di protesta e di lotta sindacale.



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