Cronaca
OPERAZIONE GDF
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Castellammare di Stabia, rapporti con il clan D'Alessandro: maxi sequestro ad un imprenditore edile
Comunicato Stampa
23 ottobre 2026 09:25
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NAPOLI. I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Napoli - Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione, avente a oggetto un patrimonio mobiliare e immobiliare del valore complessivo stimato in circa 1,7 milioni di euro, riconducibile a un imprenditore stabiese operante nel settore edilizio, ritenuto appartenente al clan D’Alessandro, e ai componenti del suo nucleo familiare.

Le investigazioni, eseguite dalla Compagnia della Guardia di finanza di Castellammare di Stabia, hanno fornito elementi idonei a delineare nei confronti del soggetto proposto indizi sintomatici di pericolosità qualificata, con particolare riferimento al presunto inserimento organico nel sodalizio criminale e ai rapporti tra l'attività esercitata e il contesto associativo camorristico, per cui l’imprenditore avrebbe svolto un ruolo di finanziatore delle attività criminali del clan nonché di intermediario con gli operatori economici del settore da avvicinare per l’imposizione del racket. Gli accertamenti economico-patrimoniali svolti hanno consentito di rilevare, con riferimento al periodo 1997-2024, una sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai suoi familiari.

A riguardo gli incrementi patrimoniali intervenuti, costituiti da partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e immobili, sono avvenuti in condizioni reddituali e di entrate lecite che non lo avrebbero consentito e pertanto, essendo stati effettuati in concomitanza con il presunto inserimento del proposto all’interno del clan D’Alessandro, devono ritenersi il frutto dell’attività illecita di quest’ultimo.

Con il decreto in esecuzione è stato disposto il sequestro di cinque unità immobiliari, un box auto, quote sociali e intero patrimonio aziendale di due società operanti nel settore edile e un deposito di risparmio. La misura, adottata nell’ambito di un procedimento di prevenzione patrimoniale, è soggetta ai rimedi di impugnazione previsti dalla legge.



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