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LA NOTA
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Salerno, Italia Nostra su Torrente Rafastia: "L'alveo intubato è diventato un collettore fognario?"
Comunicato Stampa
02 novembre 2026 14:18
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SALERNO. Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la nota stampa giunta alla nostra redazione, dalla sezione di Salerno di Italia Nostra, presieduta da Rosa Carafa:

"Un torrente urbano, il Rafastia, il cui corso è stato intubato nel tratto cittadino, potrebbe essere stato trasformato nel tempo in un collettore fognario, destinato a ricevere anche gli scarichi di nuovi edifici? È questo il grave interrogativo che Italia Nostra, attraverso la propria sezione di Salerno, ha posto formalmente alle istituzioni competenti, chiedendo verifiche urgenti sulla realizzazione del fabbricato di via Rafastia n. 55. La questione non è di poco conto e merita la massima attenzione. Dalla documentazione progettuale relativa all’intervento edilizio emerge infatti l’intenzione di collegare gli scarichi del nuovo fabbricato a una condotta preesistente, della quale non risulta tuttavia chiarita con sufficiente certezza la natura e la funzione. Il problema è che tale condotta sembrerebbe proseguire nel canale entro cui scorre, intubato, il torrente Rafastia, il cui percorso dovrebbe concludersi con lo sbocco a mare in corrispondenza del lungomare, all’altezza della discesa di via Velia. Si pone dunque una questione fondamentale: il torrente Rafastia, o meglio il suo alveo intubato, è stato nel tempo trasformato in una condotta fognaria? E, in tal caso, sulla base di quali provvedimenti, autorizzazioni e verifiche tecniche? Se così fosse, si tratterebbe di una circostanza di straordinaria rilevanza, soprattutto considerando che il nuovo intervento edilizio prevede l’immissione delle acque reflue domestiche di un edificio di considerevoli dimensioni in una condotta la cui origine e destinazione funzionale devono ancora essere chiarite. Non è una questione che possa essere liquidata come un semplice problema di allacciamento alla rete esistente. Occorre accertare se il percorso intubato del torrente sia ancora destinato al deflusso delle acque meteoriche e torrentizie oppure se sia stato effettivamente convertito, con regolari provvedimenti, in un collettore fognario. Occorre inoltre verificare dove confluiscano effettivamente gli scarichi, quale sia il sistema di trattamento eventualmente previsto e se il recapito finale sia autorizzato e conforme alla normativa. La prospettiva che un alveo torrentizio intubato possa essere utilizzato come collettore per gli scarichi fognari di un nuovo grande insediamento edilizio è sufficientemente seria da esigere un’immediata verifica istituzionale. Non si intende anticipare conclusioni che spettano agli organismi tecnici e amministrativi competenti. Intende però impedire che una questione di questa portata rimanga avvolta nell’incertezza, soprattutto quando sono in gioco il corretto smaltimento delle acque reflue, la tutela del mare e la sicurezza del sistema idraulico urbano.. Italia Nostra ritiene indispensabile che queste verifiche vengano effettuate con urgenza e, soprattutto, prima che l’allacciamento venga realizzato o diventi operativo. Non sarebbe accettabile che un dubbio così rilevante sulla destinazione di un corso d’acqua urbano venisse affrontato soltanto a posteriori, quando un eventuale problema di funzionamento, di autorizzazione o di compatibilità ambientale potrebbe aver già prodotto conseguenze. La trasformazione di un torrente in un collettore fognario, ove effettivamente avvenuta, non può essere considerata una circostanza ordinaria né può essere presunta sulla base della sola esistenza di una condotta. Deve essere dimostrata attraverso atti amministrativi, verifiche tecniche e autorizzazioni inequivocabili. Su questo punto Italia Nostra chiede risposte precise, documenti e controlli. Non rassicurazioni generiche. La tutela del territorio, del sistema idraulico cittadino e dell’ambiente marino impone che ogni dubbio venga chiarito prima che si proceda oltre". 



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