Sanità
IL TRAGUARDO
IL TRAGUARDO
Salerno, al Ruggi la prima donazione di organi a cuore fermo
Comunicato Stampa
03 novembre 2026 15:21
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SALERNO. Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è stato raggiunto un importante traguardo sanitario con la realizzazione, per la prima volta nella storia dell’ospedale, di una donazione di organi a cuore fermo (DCD – Donation after Circulatory Death), che ha consentito il prelievo del fegato.

Si tratta di una procedura di elevata complessità clinica, tecnica e organizzativa, che apre nuove prospettive nell’ambito delle attività di donazione e trapianto di organi. La donazione a cuore fermo consente infatti il prelievo di organi anche quando il decesso viene accertato con criteri cardiocircolatori, attraverso un percorso rigorosamente regolamentato e nel pieno rispetto della dignità e delle volontà della persona.

A rendere ancora più impegnativa l’organizzazione è stata la concomitanza con un secondo percorso di donazione. A poche ore di distanza, infatti, presso lo stesso ospedale è stato effettuato anche un accertamento di morte con criteri neurologici, seguito dal prelievo di organi, tra cui il fegato.

La gestione pressoché simultanea di due percorsi di donazione differenti ha richiesto un importante lavoro di coordinamento tra sale operatorie distinte, équipe chirurgiche e anestesiologiche, tecnici di perfusione e personale infermieristico. Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione delle numerose professionalità coinvolte, con il ruolo centrale del Coordinamento Aziendale per il Procurement di Organi e Tessuti, delle Terapie Intensive, della Cardiochirurgia e della rete regionale trapianti.

Al di là degli aspetti clinici e organizzativi, l’evento sottolinea il valore umano della donazione e l’importanza del rapporto di fiducia instaurato con le famiglie dei donatori. I familiari, accompagnati dai professionisti sanitari nei momenti più difficili, hanno riposto fiducia nelle valutazioni cliniche e nella capacità dei curanti di affrontare con competenza e sensibilità anche le decisioni più delicate, esprimendo la propria disponibilità alla donazione.

Il Direttore Generale dell’AOU Ruggi, Nicola Cantone, ha evidenziato come questo traguardo rappresenti una testimonianza dell’elevato livello di competenza e della capacità organizzativa dell’ospedale, ma anche di un modello di assistenza che pone al centro la persona, la sua dignità e il rapporto di fiducia con i familiari. Ha inoltre espresso, anche a nome della Direzione Strategica, profonda gratitudine alle famiglie dei donatori per il loro gesto di straordinaria generosità.

Con la realizzazione della prima donazione a cuore fermo, conclude il Direttore Generale, l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona rafforza il proprio ruolo nella rete regionale della donazione e dei trapianti, confermando la volontà di investire nello sviluppo di percorsi assistenziali sempre più complessi, innovativi e centrati sulla persona.



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