NAPOLI. Per oltre un mese ha di fatto vissuto all’interno dell’aeroporto di Capodichino, prima che questo chiudesse per lo svolgimento dei lavori. Daniel, 25enne svedese, ritroverà oggi in via telematica la sua famiglia, dopo essere stato temporaneamente trasferito in una struttura di accoglienza. I genitori, che non avevano più avuto sue notizie dal mese di agosto, sono stati rassicurati sulle condizioni del figlio. Non ricordava nulla, solo nome e nazionalità. Sarebbe stato pestato a Roma da parte di alcuni individui che gli avrebbero anche rubato documenti e soldi. Poi è arrivato a Napoli, senza ricordarsi come. Nel corso del mese trascorso in aeroporto, alcuni dipendenti si sono presi cura di lui, e grazie al lavoro congiunto del Comune di Napoli, del Consolato e dell’Ambasciata svedese, adesso Daniel aspetta solo di sapere quando potrà essere rimpatriato e riabbracciare la sua famiglia.